Il pagellone europeo – speciale ballottaggi

Puntuale come i definitivi del comune di Roma, decisivo come una carica dei cavalieri della Valle, come promesso arriva il pagellone dell’Armageddon.
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Giuseppe Civati, voto 0: come i sindaci eletti da Possibile.
Stefano Fassina s.v. Ce lo siamo già dimenticato, come ci dimenticheremo dell’Ucraina e della Romania.
Ernesto Carbone, voto 1: #ciaone.
Russia, voto #ciaone: si sta avvicinando ai mondiali di casa con la stessa serenità del pd al referendum di ottobre?
Andrea Severini, voto 1: ad urne appena chiuse, il marito (ex?) del sindaco di Roma pubblica sul suo blog una lettera d’amore strappalacrime, adolescenziale a Virginia Raggi. Non è politca, è Cioè.
Matteo Salvini, voto 2: l’altro Matteo, quello in felpa, esce con le ossa rotte dalle elezioni comunali.
Carlo Tavecchio, voto 2: il capo della FICG, ad un allenamento dell’Italia, riesce a colpire il palo calciando il pallone a pochi metri da una porta vuota. Un poco come Bersani nel 2013
Dibba, voto 2: secondo il settimanale Oggi pare che il noto deputato del M5S sia tornato single. La fidanzata, infatti, non era gradita al suo staff che avrebbe fatto pressioni per la fine della relazione. Pare che Grillo per lui abbia progetti più importanti: farlo sposare con Lady Sansa e conquistare il Nord.
Fatih Terim, voto 2: i turchi finora sono la squadra peggiore del torneo. Molli, distratti e svogliati. Un brutto periodo per Matteo Orfini.
Matteo Renzi, voto 2: il Pd passa da amministrare 21 capoluoghi a 7, governa in solo una delle cinque più grandi città italiane ma la colpa per lui è della vecchia guardia. Un Cristiano Ronaldo coi piedi scarsi. Un Ramsay Bolton tenero e coccoloso.
Renato Brunetta, voto 3: come la natura è indifferente alle sofferenze umane, il nostro 3 di stima a Brunetta è indifferente alla situazione politica.
Gennaro Migliore, voto 3: per completare il capolavoro, dopo lo straordinario risultato a Tor Bella Monaca si candida a commissario tecnico della Russia.
Ciprian Tătărușanu: voto 4: affronta l’attacco decisivo dell’Albania con lo stile di Matteo Salvini. Si agita molto, ma con risultati disastrosi. Se il Ruspa è un turista della democrazia, il portiere della nazionale romena è un turista dell’Europeo.
Piero Fassino, voto 4: dal congresso di Pesaro ci rassicurava che non saremmo morti democristiani, è morto renziano.
Montezemolo e Malagò, voto 4: così felici per la vittoria della Raggi che hanno chiesto un posto nel comitato promotore di Parigi 2024
Turchia, voto 4: un vecchio adagio della destra italiana suonava così: “No alla Turchia in Europa”. Non essendoci più la destra italiana che cavalca queste battaglie i turchi se la stanno cavando benissimo da soli.
Matteo Orfini, voto Tyrion Lannister: barbuto, parricida, mandato a rimettere ordine in città, si ritrova sotto un bombardamento. Poi arriva una col lanciafiamme e la storia prende un’altra piega.
Giorgia Meloni, voto 5–: di passaggio, come l’Ucraina.
Roberto Giachetti, voto 5: si sta come il Messico col Cile.
Wayne Rooney, voto 5: vederlo cosi lontano dalla porta è la stessa sofferenza nel veder D’Alema lontano dal Parlamento.
Massimo Bottura, voto 5: “Renzi? Se riuscisse a fare col Pd quello che io ho fatto con la lasagna, rompendo col mio passato e riproponendolo in chiave futurista e non nostalgica, riuscirebbe a portare la politica ad un livello diverso”. In sintesi cancellare i riferimenti nel Pd della Prima Repubblica e sostituirli con un Ernesto Carbone qualsiasi. Operazione 4 salti in padella.
M5S, voto 5: hanno appena vinto, e già vanno a pescare assessori per municipi da 180000 abitanti in giro per la rete.
Maglie della nazionale svizzera, voto 2: hanno la consistenza del Pd romano e si sono sfasciate al primo strattone.
Germania, voto 6-: come John Snow vince (poco), ma non convince. In fondo Zeitgeist è una parola tedesca.
Giuseppe Sala, voto 6+: mantiene viva la tradizione italiana di passare il girone col minimo dei gol. È il Gigi Buffon del Pd: un po’ troppo di destra per i nostri gusti, salva comunque la serata e gli auguriamo di trovare la sua Ilaria D’amico.
Belgio, voto 7: male la prima partita, straordinaria la seconda, o sono arrivati in Francia in ritardo o siamo di fronte a una squadra incostante come Hernanes.
Chiara Appendino, voto 7: 31 anni, bocconiana, figlia di imprenditori molto vicini a Confindustria, ha lavorato anche alla pianificazione economica della Juventus. Un profilo dell’alta borghesia piemontese che non avrebbe sfigurato con Mario Monti. Invece è il nuovo sindaco di Torino con il M5S, che si professa “anti-sistema”. Insomma, se nell’Italia c’è spazio per gli oriundi, anche in politica la strada sembra essere quella.
Leonardo Bonucci, voto 7.5: il difensore bianconero, con le sue prestazioni, si sta candidando ad essere il nuovo Materazzi di questa nazionale. Tanto odiato dagli avversari durante il campionato in bianconero, quanto amato appena veste la casacca azzurra. Odi et amo.
Game of Thrones S06E09, voto 8: come direbbe De Luca: “straordinario”.
Croazia, voto 8: la compagine balcanica chiude il girone col botto, strappando il primo posto alla Spagna. Voci di corridoio dicono che lo abbia fatto per evitare l’Italia agli ottavi. Noi rispondiamo con un “Ma certamente”.
Virgina Raggi, voto 8: irrompe sulla scena politica come l’Islanda su quella calcistica, travolgendo avversari mediocri dall’illustre passato. Speriamo sia politicamente meno longeva di Guðjohnsen.
Eder, voto 8: “Se Eder crede di essere italiano, giochi con la maglia azzurra e vediamo quanti gol fa” cosi venne accolto a Coverciano l’attaccante dell’Italia. Per ora ci ha portato agli ottavi di finale.
Umberto D’Ottavio, voto 8: L’ex sindaco di Collegno e attuale parlamentare del Pd propone a Renzi di nominare Fassino vicesegretario. Ora dateci anche i Ds, la Sinistra Giovanile, i nostri 18 anni e rifacciamo il congresso di Pesaro: e vediamo questa volta come finisce.
Marek Hamšík, voto 9: così vitale e unico per il centrocampo slovacco che ieri in TV hanno dato un replay con Kucka e tutti abbiamo esclamato: “Anvedi c’è sta pure quella pippa de kucka nel centrocampo slovacco!”
Luigi de Magistris, voto 9: Un plebiscito per l’ex Pm, è il napoletano del momento, solo Maradona, Higuain e Bassolino potevano batterlo.
Marco Borriello, voto 9: balla sui tavoli insieme a due gnocche sorseggiando cocktail. Dura la vita da bomber.
Vincenzo de Luca, voto 9: a Salerno avrebbe potuto nominare Sindaco anche il suo cavallo, ma Vincienzo fa di meglio, il Sindaco di Salerno si chiama Napoli e suo figlio diventa assessore.
Gianluigi Buffon, voto 9: sembra che le primavere non scalfiscano minimamente il portierone della nazionale. Visto lo stato di forma dei portieri di questo Europeo, possiamo mettere Buffon tra le cose che l’Europa e il mondo ci invidiano. Inossidabile.
Dimitri Payet, voto 9: dalle risse con i suoi compagni di squadra a salvatore della patria. La sinistra per il dopo Hollande ha già il nome.
Valeria Valente, voto 10: sbagliare tutto quello che si potesse sbagliare è roba da professionisti, far sembrare il generale Custer un fine stratega e farsi massacrare a Napoli come a Little Big Horn è roba da supereroi.
LeBron James, voto 10: l’unico ballottaggio vinto dalla redazione, oltre a quello di Mereen.
Stefano Minerva, voto 10: un voto di stima e amicizia per noi che conosciamo da anni il nuovo sindaco di Gallipoli. Che siamo sicuri ospiterà tutti noi della redazione questa estate.
Silvio Berlusconi, voto 10: Presidente siamo con te. Ci manchi.
L’infermiera di Berlusconi 10: lascia la clinica! Il Milan ha bisogno di te!
Will Griggs on fire (vedi alla voce: cerca il coro dei tifosi dell’Irlanda de nord su YouTube) , voto 10: miglior coro ultras dell’europeo. Se non vi sta bene andate a leggervi le pagelle su qualche altro sito.
Donne, voto 10: da Meereen a Torino, da Roma a Winterfell, vincono tutti i ballottaggi. Cosa incendieranno adesso? Chi daranno in pasti ai cani?
Gareth Bale, voto 10: capocannoniere di EURO 2016 al momento in cui scriviamo, ha trascinato un grande Galles alla guida del girone B, segnando in tutte le partite. Crea, gioco, corre, diverte e vince senza lasciarti quel retrogusto di oddiocosahofatto della mattina dopo aver votato un sindaco M5S.
Clemente Mastella, voto 10: bomber vero. Il Vieri della politica.

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Euro 2016: Come tiferanno i politici italiani?

Qui in redazione sappiamo di portare sfiga, quindi tiferemo Germania. Forza Angela! Ma come tifano i politici italiani? Ecco i risultati della nostra inchiesta:

Mussi

  • Beppe Grillo tifa Islanda +++CLICCA QUI PER SCOPRIRE PERCHÈ+++
  • Enrico Rossi tifa Grecia, contro l’austerità della Merkel, contro il renzismo di Conte, ma ancora non si è accorto che non si è qualificata.
  • Mario Monti tifa Svezia. Quando si tratta di fare i conti e chiudere un accordo a spese dell’Italia, gli scandinavi sono stati degli apripista.
  • Matteo Renzi può finalmente urlare “Forza Italia”. Tanto del berlusconiano glielo danno lo stesso.
  • Pier Luigi Bersani tifa Portogallo, la squadra che ha “non vinto” la finale in casa.
  • Roberto Giachetti ha appena scoperto le periferie e tifa Romania, il quartiere dove andrà a chiudere la campagna elettorale poco fuori dal grande raccordo anulare.
  • Matteo Orfini tifa Turchia da quando Fatih Terim è stato l’unico a far perdere Berlusconi.
  • Virgina Raggi tifa i Draghi del Galles, perché si crede Daenerys Targaryen. Però secondo noi è più Robin Arryn, signore della Valle: giovane, telegenico, eterodiretto da un oscuro manovratore.
  • Pippo Civati tifa Irlanda del Nord, nella speranza che dopo aver minacciato più volte la scissione, segua il suo esempio.
  • Matteo Salvini tifa la verde Irlanda. I bene informati parlano di un suo appuntamento segreto con Fiorella Mannoia: divano-partita-birra con rutto libero e voto a Virginia Raggi.
  • Mario Adinolfi tifa Sacro Romano Impero. Ma non si è qualificato quindi ripiega su Austria e Ungheria, tanto una maglia sola non gli starebbe.
  • Francesco Nicodemo tifa quello che Renzi gli dice di retweetare.
  • Giorgia Meloni vorrebbe tifare la Francia di Marine Le Pen: “Nel frattempo quella di Hollande è una buona approssimazione”, ha risposto ai giornalisti.
  • Luigi de Magistris non segue gli Europei ma solo la Coppa America, tifando il Messico. La sua  proposta di europei in salsa zapatista non si è ancora realizzata.
  • Ugo Sposetti tifa Russia, vabbè che è quella di Putin ma quando parte l’inno…
  • Silvio Berlusconi tifa Russia, vabbè l’inno, ma è quella di Putin…
  • Debora Serracchiani tifa Renzi, questi europei sono l’ennesimo successo di questo governo
  • Dario Franceschini tiferà la squadra che vincerà gli europei.
  • Luigi Di Maio tiferà per gli spettatori, basta con la KA$TA dei calciatori!1!1! Uno vale uno!
  • Giorgio Napolitano, conscio dell’importanza della stabilità e dell’equilibrio in una partita di calcio, tiferà per l’arbitro.
  • Susanna Camusso tifa per l’Italia di Ventura perché questa di Conte è contro i lavoratori ed i pensionati.
  • Antonio Razzi ha riempito il portabagagli di penne biro e calze di nylon ed è partito a tifare Polonia.
  • Fausto Bertinotti tiferà per l’Inghilterra. Ha comunicato che, invitato casualmente, vedrà le partite sorseggiando Te’ con la Regina Elisabetta.
  • Ignazio Marino tiferà per la squadra che eliminerà la favorita di Renzi.
  • I Futuredem tiferanno Sì anche all’europeo.
  • Valeria Valente tiferà Olanda, infatti non è arrivata al secondo turno.
  • Dennis Verdini tifa Spagna, gli piace sempre vincere facile.
  • Luca Cordero di Montezemolo tiferà Panama ma anche Svizzera.
  • Paola Taverna tiferà per il Canada, appena lo spostano in Europa.
  • Vincenzo De Luca tiferà per la Salernitana: “Farà un campionato europeo straooordinario!”
  • Gianni Cuperlo tiferà Belgio, che fa un bel gioco però non vince mai.
  • Pier Ferdinando Casini tiferà Ucraina. Non vi ricordavate di nessuno dei due, vero?
  • Piero Fassino tiferà la Repubblica Ceca, gli ricorda quando è stato comunista e a Praga gli hanno anche creduto.
  • Massimo D’Alema tiferà Croazia, i Balcani gli sono sempre piaciuti.
  • Stefano Fassina tifa Albania, piccola e rossa. Per protesta, richiamato a Tirana l’ambasciatore.
  • Antonio Bassolino tifa Slovacchia, Hamsik è megl ‘e Thiago Motta.

Pallacanestro si legge pallaAcanestro.

tacchi

di Giovanna Sandri

 

Come sapete noi femmine non siamo sempre troppo ferrate sullo sport. Io ogni tanto faccio finta di seguire il calcio, perché in politica e in tema di acchiappanze oggettivamente serve. Innanzitutto per capire le metafore: “avanzare”, “arretrare”, “sfondare sulla fascia”, “allungarsi la palla” sono fatti che devi sapere per comunicare con un qualsiasi maschio alfa. Poi perché calcio vuol dire popolo e popolo vuol dire voti. Ultimo ma non meno importante, perché calcio vuol dire uomini e uomini vuol dire sesso. Quindi diffidate delle donne che sui social tifano, commentano, bestemmiano durante le partite. A meno che non vi siate imbattuti in Anna Trieste, il resto vi sta mentendo peggio che in un rantolio orgasmico.

Ma veniamo alla novità. Per sbaglio, ho scoperto che esiste un altro sport. Si chiama basket. Ma noi dell’Apparato lo chiameremo pallacanestro. Sì, perchè il basket è Space Jam, Michael Jordan, Three Hill, e altri fatti “whatsamerican” per veltroniani. La pallacanestro invece è dalemiana. La paragonerei, disciamo, alla prima volta sulla Luna. Ci sono andati i russi, ma lo hanno raccontato gli americani. E allora dove c’è Urss, c’è casa, e c’è spazio per sancire anche qui il nostro principio portante: no al basket e alla politica moderni.

Di pallacanestro ho dovuto per forza iniziare a capirci qualcosa, perchè l’appassionato che frequento ha come argomento alternativo di conversazione Pippo Civati, e quindi non mi restava molta scelta.
La cosa che più mi ha sconcertata è stato capire che agli occhi di certe esperte del settore io ero da ritenermi addirittura fortunata. Infatti pare che belli o brutti che siano, i tipi da basket si portano, dai giornalisti sportivi, fino al capo dei tifosi, dalla serie Z alla A senza soluzione di continuità, e ci sono file di attesa lunghissime per accaparrarsene uno da parte di gruppi di donne organizzate in associazioni finalizzate solo a questo scopo. Ovviamente chi si porta a casa il nero americano, vince il jackpot.
Io invece questo fatto non lo sapevo perché nell’associazione a cui sono iscritta io pure facciamo così, ma litighiamo per gli ultimi giovani democratici rimasti sul mercato, mica pizza e fichi. Quindi non ho guardato un solo allenamento e non mi sono imbarcarta in nessuna trasferta. Mi è bastato dire, “ho la gola un po’ secca, birretta?” e la regola del terzo segreto di Satira ha fatto il suo.

Per questo generosamente vi lascio qui qualche appunto, una specie di manuale di sopravvivenza nel caso vi ritroviate ad una cena con un tipo così, e non vogliate passarla fissandolo tutta la sera come si fissa una tv durante un telegiornale di Al Jazeera senza sottotitoli.

Il basket è di destra, la pallacanestro è di sinistra.

Un appassionato di calcio ha una vita oltre il calcio. Un appassionato di pallacanestro non ha una vita oltre la pallacanestro. Ergo la pallacanestro funziona un po’ come l’Apparato.

Nel calcio la Serbia, la Bosnia, la Lituania, la Slovenia, contano come Gennaro Migliore nel Pd. Nella pallacanestro invece rappresentano tre quarti della direzione nazionale.

Quindi se durante gli europei, siete con lui e gioca Italia-Serbia, non esclamate mai “e che ci vuole”.

Anche nella pallacanestro ci sono le correnti. Si chiamano agenzie. Ogni agenzia ha un capocorrente, si chiamano procuratori. Ogni procuratore, si vende la qualunque cosa, per piazzare i suoi uomini in campo. Ogni procuratore, si vende i suoi uomini in campo per piazzare se stesso a fare la qualunque cosa.

Nel basket c’è il rinnovamento, e ci sono le pin-up. Nella pallacanestro la rottamazione non è ancora arrivata e ci sono le MILF. La pallacanestro è la palude, come l’Apparato.

La pallacanestro funziona come la politica al tempo dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Decide chi caccia i soldi.

Nella pallacanestro le squadre si chiamano come le marche di abbigliamento, di banche, di assicurazioni, di grissini. Tutto, per non dimenticare mai chi caccia i soldi.

La Rai sta alla pallacanestro come TzeTze sta al Pd.

Nella pallacanestro non ti prendono se non hai fatto il liceo classico e devi superare dei test di ingresso di cultura generale, una prova scritta, un colloquio orale, le torture.

Gli allenatori hanno dei foglietti. Su questi foglietti fanno degli scarabocchi che chiamano Zona.

La Zona è come il fuorigioco nel calcio. Se sei femmina non la puoi capire.
Durante una partita di calcio è facile sapere quando avviene un fallo. Il giocatore cade a terra e si strascina. Nella pallacanestro il fallo è un’intuizione. Lo sai che è avvenuto perché ascolti la tua coscienza che te lo indica.

Se non hai una coscienza, non puoi vedere il fallo. Ergo le strade della pallacanestro e quelle dell’Apparato ad un certo punto si separano. Quindi non vi ci applicate troppo.

N.B Riferimenti a persone e fatti sono puramente casuali, tranne che per gennaro migliore.

 

Il Pagellone (4a e 5a Giornata)

Minoranza Pd, senza voto: più facile trovare il bosone di Higgs che un esponente della minoranza Pd in grado di mettere in difficoltà Renzi. Più che il pagellone, per loro serve chi l’ha visto.

Erri De Luca, voto 1: consigliamo allo scrittore e intellettuale napoletano di fare appelli per l’odio razziale più che ai “sabotaggi”, oppure chiamare orango un Ministro della Repubblica, così evita di finire in cella. Prenda esempio dai Salvini, dai Magdi Allam, dai Del Debbio, dai Calderoli.

Maurizio Gasparri, voto 1: ormai nessuno più se lo fila e il bulletto di Twitter pur di farsi notare ritorna con la storia di Che Guevara “terrorista” e puntualmente viene “perculato” dalla rete. Dai piccolo balilla Maurizio, ti facciamo contento e t’inseriamo nel pagellone.

Calderoli, voto 2: 85 milioni di emendamenti e tutti a pensare che geniaccio questo qui. In realtà questa è utile all’opposizione e soprattutto al paese quanto Saadi Gheddafi lo è stato al calcio italiano.

Brunetta, voto 3: e con il “caso Volkswagen” si prende la sua rivincita sulla Merkel. Avanti così, nostro stimatissimo Renatino.

Serracchiani, voto 3: è la Zamparini della politica. Convinta che anche le alte cariche dello Stato come Grasso siano proprietà del Partito di cui è Vicesegretaria. Imbarazzante.

Juve, voto 4: avviso non per Allegri, ma per Andrea Agnelli. Marchionne è dietro l’angolo che aspetta. Citofonare Montezemolo.

Matteo Renzi, voto 4.5: prima dimostra volontà di dialogo con la minoranza sulla questione Senato, e poi spara bordate su Corbyn e Varoufakis. È come quei giocatori che fanno un bell’assist che cambia la partita, e poi provocano un rigore o segnano un autogol. Discontinuo.

Renziani, voto 4.5: riescono a esultare per la vittoria di Tsipras dopi che hanno detto che i modelli erano Cameron, la Merkel, la Thatcher, Reagan, a seconda di quale pianeta si trovasse nel segno dello scorpione. Tifosi occasionali che tifano solo per chi vince.

Mourinho & Carneiro, voto 5: la stagione dell’amore viene va. Certi amori ti lasciano un’emozione per sempre. Amore che vieni amore che vai. Verranno a chiederti del nostro amore.

Roma, voto 5: troppo discontinua. Fa i numeri colle grandi e inciampa su Turigliatto, pardon, sul Sassuolo.  Se continua così Garcia leader dell’Ulivo.

Napoli, voto 5,5: 5 gol al Brugge, altri 5 alla Lazio e poi ritorna l’incubo delle matricole. Un pareggio amaro contro il Carpi. Comunque tre partite senza subire reti è un’ottima notizia, come dire “abbiamo non vinto”.

Civati, voto 6: sembra lo studente svogliato che non ha fatto nulla durante l’anno e prova a recuperare il debito a settembre. Riuscirà a raccogliere le 500mila firme? Nel dubbio potrebbe chiedere un generatore automatico a Calderoli.

Balotelli, voto 7: è tornato? Forse è troppo presto per dirlo con certezza; ma la perla su punizione contro l’Udinese è la conferma che il ragazzo i numeri ce li ha. Semplicemente deve iniziare a contare veramente.

Graziano Pellè, voto 7: la sua doppietta non basta al Southampton per vincere contro lo United, ma il bomber nostrano continua a segnare, dimostrando di voler essere punto fermo dell’attacco azzurro di Conte.

L’intercity, voto 8: La lentezza del viaggio e la bellezza del paesaggio, Riquelme fatto locomotiva.

Felipe Melo, voto 8: segna e regala la vittoria all’Inter. E’ come se D’Attore andasse in tv e contemporaneamente la trasmissione nella quale è ospite aumentasse lo share ed il Pd guadagnasse punti percentuali nei sondaggi.

Letizia, voto 8: il migliore in campo nella sfida tra Carpi e Napoli. Macina chilometri per tutti i 96 minuti di partita. Ma il vero tocco di classe è quando il giocatore del Carpi prova a fermare il fortissimo gettito d’acqua, di un idrante azionato per sbaglio, con una pettorina. Genio dei tempi moderni!

Anthony Martial, voto 8: il baby neoacquisto dello United sigla una doppietta contro il Southampton, permettendo ai Red Devils di vincere 3-2. Lo avranno pure pagato tanto, forse troppo, ma con 3 gol in 3 partite ha fatto vedere che vuole dimostrare quello che vale.

Diego Armando Maradona, voto 8: critica il Napoli di Sarri, e la formazione partenopea che sino a quel momento non aveva cero brillato segna dieci gol in due partite, non subendone – cosa incredibile – nemmeno uno. Di solito questo è quello che succede a Renzi dopo un’intervista di D’Alema a caso nella quale attacca il governo.

Felipe Anderson, voto 9: il marchio di fabbrica, il tiro da lontano, é un’arma che il Pentagono sta cercando di copiare.

Vettel, voto 9: il pilota della Ferrari vince e canta “l’italiano”. Toto Cutugno festeggia finalmente un primo posto.

Robert Lewandowski, voto 9: nove come i minuti nei quali segna ben 5 reti contro il Wolfsburg. Il polacco si conquista sul campo il titolo di giustiziere contro le truffe della Volkswagen.

Blanchard, voto 9: regala il primo punto in seria A al Frosinone contro la Juventus, proprio lui che l’ha seguita fino a Berlino in curva con i Viking. Nulla é lasciato al caso.

ItalVolley, voto 9,5: i ragazzi del nuovo CT Blencini sconfiggono i campioni del Mondo della Polonia e conquistano il pass per le Olimpiadi di Rio 2016. Questa vittoria noi la dedichiamo al coach Mauro Berruto, galantuomo, uomo di sport e artefice in gran parte di quest’obiettivo conquistato.

Papa Francesco e Fidel Castro, voto 10: l’incontro tra il grande leader mondiale della sinistra e Fidel è un momento che resterà nella storia e non potevamo non segnalarlo.

Diego Armando Maradona Jr, voto 10: il figlio del Pibe de Oro giocherà nel Quartograd in Promozione, società di calcio popolare, dove dirigenti, tifosi e calciatori sono tutti azionisti in uguale misura della squadra. Diego Jr ha dichiarato che sposa lo spirito politico della società ovvero anti-fascista, anti-razzista e contro il calcio moderno. Noi, ovviamente tifiamo per loro. Forza Quartograd!

Beatrice Vio, voto 10 e lode: la giovane veneziana diventa campionessa del mondo di fioretto ai mondiali di scherma paralimpici a soli 18 anni. Orgoglio italiano.

Il Pagellone (3a Giornata)

Sito del Governo Italiano, voto 0(tituli): scrive che Renzi va “alla finale del Grande Slam”, che è come dire “la finale del triplete”.

Rosy Bindi, voto 1: dice che la camorra é nel DNA di Napoli. Con questa frase, la presidente della commissione antimafia punta a sostituire Tavecchio alla guida della FIGC. Ps: poi dici che uno invoca Oscar Giannino e Vittorio Sgarbi contemporaneamente.

Sinisa Mihajlovic, voto 1: dopo averlo visto saltare sul coro “chi non salta é interista”, ci aspettiamo di vederlo o sulla panchina della nazionale croata o capo ultras della curva kossovara o a capo dei franceschiniani della prima ora.

Inno Movimento 5 Stelle, voto 1: il nuovo inno dei grillini, ovvero come rivalutare in 3 minuti l’inno dell’Udeur, “il fragolone” di Marco Marfè, la Geloni e Di Traglia e tutta l’opera omnia del Senatore Razzi.

Sergio Boccadutri, voto 2: già avere Gennaro Migliore come capocorrente non depone a suo favore, ma intervenire alla camera dicendo “gli italiani hanno uscito il portafogli per dare i soldi al Pd” sarebbe divertente solo in un film di Lino Banfi.

Beppe Grillo, voto 2: se il politico, ex comico, genovese si paragona a Mandela e Pertini, siamo tutti legittimati a paragonarci con Maradona, Michael Jordan, Einstein, Rocco Siffredi…

Tony Blair, voto 3: per ritornare a essere credibile deve portarci le armi di distruzione di massa irachene. Altrimenti vale anche chiedere consigli per la dieta a Giuliano Ferrara. Continua a leggere

Il Pagellone (2a Giornata)

Buonanno, voto 1: “Per non far entrare i clandestini nel mio comune metterò del filo spinato carico di energia elettrica, come si fa con i cinghiali”. Il leghista non si smentisce, un fuoriclasse degno di Himmler. Anche quest’anno parte sparato per vincere la classifica cannonieri delle puttanate.

Pietro Bussolati, voto 2: dal palco della festa de l’unità nazionale, il segretario metropolitano di Milano offre la tessera del Pd al presidente di Confindustria, dopo che quest’ultimo ha passato tutta l’iniziativa ad attaccare chi ha bloccato per vent’anni il paese: i sindacati. Siamo curiosi di chiedere a Bussolati e a Squinzi da chi fosse composto il Governo Camusso.

Governo Britannico, voto 2: si, è proprio il momento storico adatto per chiudere le frontiere. Un po’ come per la Juve lasciare andare via Pirlo.

Calciomercato Juventus, voto 3: se i risultati sono questi, peggio ha fatto solo Renzi pescando in Scelta Civica. Padoin che dovrebbe sostituire Pirlo è come lasciare un partito nelle mani di Lorenzo Guerini. Appunto.

Brunetta, voto 3: il tempo passa ma la stima per te resta invariata.

Unione Europea, voto 3: convocato d’urgenza vertice europeo per il 14 Settembre. D’urgenza, in ritardo solo di migliaia di vite andate perdute. Nel frattempo l’Ungheria costruisce muri e la GB trasforma anche i cittadini europei in clandestini. Non c’è che dire, anzi si: vergognatevi.

Galliani, voto 4: il suo Milan vince con l’Empoli ma Saponara segna e gli ricorda quanto ha speso per Bertolacci.

Allegri, voto 4: la minoranza Pd ha trovato il suo candidato al prossimo congresso. Pare che acciughino Allegri abbia motivato la squadra al grido di “smacchiamo i lupacchiotti!”. Continua a leggere

Il Pagellone (1a Giornata)

Paolo Del Debbio, voto 1: la sua trasmissione su Rete 4 ormai è il punto di riferimento di tutti i razzisti italiani. Roba che al confronto, i “buuu” rivolti ai giocatori di colore diventano sfottò simpatici.

I tg, voto 1: L’estate è un brutto periodo per l’informazione italiana, le notizie variano dal non uscire nelle ore più calde alla dieta dei pesci rossi passando per i nomi dei neonati più gettonati nel 2015. Più scontati della vittoria del Milan al “trofeo Tim”.

La borsa cinese, voto 2: segna più perdite dell’Inter di Moratti. É arrivata come un temporale il 15 agosto a turbare i sonni non tanto tranquilli degli europei.

Gennaro Migliore, voto 2: Critica Marino perchè ancora in ferie negli Usa e immaginandosi sindaco di Roma ci dice cosa avrebbe fatto. Poveri romani, gli tocca pure Genny come sindaco immaginario.
Ps. voto 10 da parte della redazione di Napoli, ovviamente. Scampato pericolo.

Pannella-Bonino, voto 3: questa estate é stata anche povera di gossip, tanto da doverci accontentare del divorzio tra Pannella e la Bonino, una specie di acquisto a parametro zero alla Galliani.

Brunetta, voto 3: una canzone neomelodica partenopea recita così “senza ‘e te nun pozz sta pecchè tu m’appartien” (senza di te non posso stare, perché tu mi appartieni). Anche quest’anno, con stima immutata, sarai con noi Renatino. Continua a leggere