Herbert Chapman, l’ingegnere “cannoniere”.

chapmanDi L’interista

Se dovesse mai esistere una classifica sui grandi innovatori del calcio di sicuro Herbert Chapman si troverebbe tra le posizioni di testa.
Dopo una laurea in ingegneria e una modesta carriera da calciatore Chapman divenne allenatore: prima al Northampton Town, poi al Leeds City e si afferma nell’Huddersfield Town, dove vince tre campionati e due FA Cup; fu anche il primo allenatore professionista della nazionale inglese. È all’Arsenal, però, dove il suo nome si lega alla storia.
Quando nel 1925 arrivò nei Gunners, che all’epoca erano una squadra ricca ma mediocre, che non aveva trofei in bacheca, un po’ come il Pd, promise che in cinque anni avrebbe portato un trofeo ad Highbury.
Il 1925 è anche l’anno in cui l’International Board decise di cambiare la regola del fuorigioco: da quella stagione occorrono due calciatori, portiere compreso, tra l’attaccante e la linea di porta per essere considerati in posizione regolare invece dei tre citati nella versione precedente. Chapman dopo una clamorosa sconfitta per 7 a 0 contro il Newcastle capi come sfruttare al meglio questa modifica al regolamento.
Arretrò il centromediano in difesa, con il compito di occuparsi solo di marcare il centravanti avversario: era nato il ruolo dello stopper, e di conseguenza il famoso modulo WM, lo stesso che venne utilizzato successivamente anche dal Grande Torino e, con qualche modifica, dall’Ungheria di Puskàs.
Con questo schema l’Arsenal vinse la sua prima FA Cup nel 1930 ed il suo primo scudetto nel 1931, bissando nel 1933, e Chapman divenne e è ancora uno dei pochi allenatori inglesi a vincere il campionato con due differenti squadre.
Nel 1933 fu sempre lui a modificare i colori della casacca dell’Arsenal, passando dal completo rosso alla divisa rossa con maniche e pantaloni bianchi tuttora utilizzata dai Gunners.
Chapman rese i Gunners la squadra più famosa d’Europa in quel periodo, tanto che è l’unico allenatore a cui l’Arsenal ha reso omaggio con un busto in bronzo realizzato da Jacob Epstein che ora si trova nell’ingresso marmoreo del nuovo Emirates Stadium di Londra.
Fu anche l’inventore della preparazione atletica e fu il primo nel mondo del calcio a far ricorso ai fisioterapisti.
Ma la sua opera di innovazione non si fermo qui, introdusse l’uso dei palloni da calcio a spicchi bianchi e neri, che permettevano una miglior visibilità della sfera, e dei numeri sul dorso delle maglie dei giocatori, anche se la FA non gli permise di continuare a giocare con le casacche numerate.
La sua innovazione non si fermò nei campi da calcio, infatti fu lui a convincere le autorità cittadine a cambiare il nome della fermata di Gillespie Road della metropolitana londinese in “Arsenal” in modo da poter pubblicizzate ancora di più la sua squadra.
Chapman, purtroppo, morì nel 1934, a soli 55 anni a causa di una polmonite, non sappiamo quali altre idee avesse in mente, forse avrebbe vinto la sua battaglia per avere gli stadi con l’impianto d’illuminazione per giocare le partite in notturna.
Sempre un passo avanti, spesso troppo avanti per quel periodo, il calcio deve molto a Herbert Chapman.

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