Pagellone del Lunedì (eccezionalmente di Martedì)

mosca   Il Pagellone del Lunedì – 13ª Giornata.

Brunetta, voto 3: ormai un must, sempre e ovviamente di “stima”.

Mario Adinolfi, voto 3: vedi Brunetta, solo un po’ più alto e un po’ più ingombrante.

Nicole Minetti e Belén Rodríguez, voto 3,5: la domanda è una sola: “Perché?!?!”. Peggio di Falcão al Monaco o di Zárate negli Emirati Arabi. No comment.

Romano Prodi, voto 4: tra i 101 di sicuro non c’era Vladimir Putin. Lo aiuterà ad organizzare il G8, potrebbe anche dargli qualche suggerimento su diritti civili e libertà d’espressione. È come se Beppe Bergomi fosse l’ospite d’onore al Gala di fine anno del Milan.

Michaela Biancofiore, voto 4: dichiara a Piazzapulita che le donne sarebbero ben disposte ad accontentare gli uomini di potere. E noi che pensavamo bastasse aprire un blog.

Inler, voto 4: è preciso nei passaggi come un Gugliemo Tell cieco e ubriaco perso. Altro che leone, domenica sembrava un bradipo. Continua a leggere

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Il Pagellone del Lunedì

moscaNocerina, voto 0: la farsa messa in campo ieri all’Arechi riabilita anche Alberto Tomba in “Alex l’ariete”. Indecenti.

Tifoserie, voto 0: da una parte i cori da nausea di discriminazione territoriali dall’altra devastazione del settore ospiti. Dopo i fatti di Salerno il modo peggiore per chiudere la domenica calcistica.

Epifani, voto 2: ascolta seduto in prima fila Davide Serra demolire il modello di società il quale, teoricamente, ha lottato tutta una vita. Impassibile.

Il censore della redazione, voto 2: Falloso come Montero, fiuto del gol come Obafemi Martins, resta solo perchè pennella dei versi come Recoba pennellava delle punizioni. Ha rotto il cazzo. Continua a leggere

Elogio di Zoggia e Stumpo

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di Filippo Valbuzzi.

Di recente mi è capitato di leggere una frase del genere: «andremo a votare alle primarie, ma bisogna capire con quali regole (scritte da una commissione con membri Zoggia e Stumpo)». Cito a memoria, dato che mi ci sono imbattuto casualmente, tant’è che non ricordo né la fonte (probabilmente un articolo su Europa), né il canale di trasmissione (in effetti, è una frase che si può tranquillamente carpire in una conversazione tra iscritti al PD), tantomeno l’autore (anche se, quasi sicuramente, trattasi di un “renziano”). La frase – l’avrà capito lo sparuto numero di lettori che, altrettanto casualmente, si imbatterà in queste deliranti righe – riguarda le primarie/congresso che si stanno celebrando in questi giorni. Riguarda anche due uomini, assolutamente non straordinari ma non per questo meno invisi. Continua a leggere

Il Pagellone del Lunedì

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Il Pagellone del Lunedì – 11ª Giornata.

Galliani, voto 2: il volto umano del berlusconismo fa cilecca e Barbara chiede la sua testa. Falchi e colombe anche nel Milan. Bollito.

Tatiana Basilio, voto 2: la deputata pentastellata decide di aprire come una scatoletta il Parlamento, e tra la disoccupazione giovanile, la redistribuzione dei redditi e delle opportunità, lei sceglie come apriscatole l’esistenza delle sirene. Domani fonderà il sindacato dei Tritoni. Metà donna, metà bufala.

Brunetta, voto 3: di stima, immutabile, come sempre.

Le truppe cammellate, voto 3: utili al Pd come Brunetta per il Paese, stesso voto, stessa stima.

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Sogno o son desto? La vera storia di Mastro Geppetto.

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di Marco Gaggiano.

Se fosse un fan di Christopher Nolan e di Inception, ogni qual volta gli capiterebbe di ripercorrere tutta quella giostra di incredibili avvenimenti dei quali è stato grande protagonista a partire dai primi anni Novanta, afferrerebbe il suo totem per accertarsi di essere nella realtà e non in un sogno.

Il suo nome è Moreno Torricelli, 43 anni, e fino al 1992 giocava a calcio per hobby, con lo stesso spirito genuino con cui alcuni di noi hanno solcato i campi di Prima Categoria, di Promozione o di Eccellenza. In quegli ambienti in cui il calcio è ancora incontaminato, in cui la Domenica giochi e se vinci festeggi con una bella cenetta offerta dal presidente, ma occhio a non far tardi perché l’indomani si lavora. Già, anche lui aveva un lavoro: magazziniere in una fabbrica di mobili della Brianza, mestiere che ha continuato a ricoprire fino al giorno più imprevedibile della sua vita: la Caratese, squadra con la quale stava militando in serie D, sfida in amichevole la Juventus del Trap. Lui gioca una partita perfetta e impressiona quel vecchio volpone di Trapattoni, che a mio punto di vista e non solo è stato ed è il miglior talent scout che il calcio italiano abbia mai conosciuto. E qui la svolta: viene chiamato a disputare tre amichevoli di prova sotto la Mole e si gioca al meglio questa chance, tanto che il suo cartellino viene immediatamente comprato alla modica cifra di 50 milioni di lire. Continua a leggere