Sogno o son desto? La vera storia di Mastro Geppetto.

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di Marco Gaggiano.

Se fosse un fan di Christopher Nolan e di Inception, ogni qual volta gli capiterebbe di ripercorrere tutta quella giostra di incredibili avvenimenti dei quali è stato grande protagonista a partire dai primi anni Novanta, afferrerebbe il suo totem per accertarsi di essere nella realtà e non in un sogno.

Il suo nome è Moreno Torricelli, 43 anni, e fino al 1992 giocava a calcio per hobby, con lo stesso spirito genuino con cui alcuni di noi hanno solcato i campi di Prima Categoria, di Promozione o di Eccellenza. In quegli ambienti in cui il calcio è ancora incontaminato, in cui la Domenica giochi e se vinci festeggi con una bella cenetta offerta dal presidente, ma occhio a non far tardi perché l’indomani si lavora. Già, anche lui aveva un lavoro: magazziniere in una fabbrica di mobili della Brianza, mestiere che ha continuato a ricoprire fino al giorno più imprevedibile della sua vita: la Caratese, squadra con la quale stava militando in serie D, sfida in amichevole la Juventus del Trap. Lui gioca una partita perfetta e impressiona quel vecchio volpone di Trapattoni, che a mio punto di vista e non solo è stato ed è il miglior talent scout che il calcio italiano abbia mai conosciuto. E qui la svolta: viene chiamato a disputare tre amichevoli di prova sotto la Mole e si gioca al meglio questa chance, tanto che il suo cartellino viene immediatamente comprato alla modica cifra di 50 milioni di lire.

Il 13 Settembre 1992 (2° giornata di campionato) esordisce nella massima serie in casa contro l’Atalanta, il 16 settembre primo gol ufficiale in maglia bianconera durante i trentaduesimi di finale di Coppa UEFA. Il giovane ventiduenne non sembra soffrire di alcun timore reverenziale e riesce ad ambientarsi molto più rapidamente di Vialli, che dopo esser stato strappato nella stessa estate alla Samp a suon di miliardi e contropartite tecniche, non rende come dovrebbe. Tant’è vero che a volte in attacco gli verrà preferito un altro di quei conigli che il mister aveva tirato fuori dal cilindro della serie cadetta: Fabrizio Ravanelli…ma questa è un’altra storia.

Insomma, per non farla troppo lunga il posto da titolare sull’out di destra non glielo toglierà più nessuno e dopo una coppa UEFA nel ’93 si renderà protagonista delle tre stagioni migliori della sua carriera sotto la guida di un altro maestro del calcio nostrano: Marcello Lippi. Il ragazzo tutto cuore e polmoni partito dall’Eccellenza non solo arriva a giocarsi la partita decisiva della coppa dalle grandi orecchie, ma viene addirittura eletto dal UEFA miglior giocatore della finale.

In pochi anni la sua bacheca personale si arricchirà di tre scudetti, una Coppa Italia, due Supercoppe italiane, una Champions, una supercoppa UEFA e una Coppa Intercontinentale. Geppetto, il nome con cui il Divin Codino lo ribattezzò al suo arrivo alla Juve, si ritrova sul tetto del mondo! Ma non dimentica i sacrifici dei vent’anni, gli allenamenti dopo le sei, al termine dell’orario di lavoro, le incertezze che seguirono la chiamata della squadra torinese dovute alla sua fede nerazzurra (andateglielo a raccontare a chi dice che il suo sogno è sempre stato vestire la maglia del Paris Saint-Germain…ma anche questa è un’altra storia), le prime chiacchierate in dialetto lombardo con il Trap in veste di motivatore e padre spirituale (con cui si ricongiungerà successivamente alla Fiorentina), le difficoltà incontrate con il mago di Viareggio, che inizialmente non crede appieno nelle sue potenzialità. E anche quando verrà messo sul mercato senza alcun preavviso (come la Signora è solita fare da ormai troppo tempo con i suoi campioni-operai) con grande umiltà accetterà in silenzio il volere della squadra che gli ha consentito di entrare negli almanacchi del calcio.

Per tutte queste ragioni Moreno resterà sempre nella memoria della curva Scirea e oggi, nel giorno del 116° compleanno della Signora, ho deciso di narrarvi le sue vicende, anche se sarebbe stato più facile celebrare un Sivori, un Platini, uno Zidane , un Del Piero. Sarà che non son mai stato mainstream!

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