Pagellone del martedi. 19ª giornata

Pagellone del martedi. (19ª giornata 11-12-13 gennaio 2014)

moscaDe Girolamo, voto 2: a Mastella dice che è una merda, al Sindaco di Sant’Agata gli dà dello stronzo. Bonjour finesse signora Ministro. Dimettiti.

Difesa del Milan, voto 3: non ci sembra il caso di infierire.

Cota, voto 3: il Tar afferma dopo quattro anni che Cota occupa abusivamente il suo ufficio in Piazza Castello. Gli studenti, i pendolari e chi ha subito i danni prodotti dalla sua giunta l’affermano dal giorno dopo la sua elezione. Speriamo che non paghi il ricorso al consiglio di Stato con i soldi pubblici.

Brunetta, voto 3: con immutata stima. Continua a leggere

Il Pagellone.

mosca

18ª giornata (4-5-6 gennaio 2014)

Maicosuel, voto 3: il giocatore brasiliano di stanza al Friuli non ha fatto nulla di particolarmente eclatante nella gara casalinga contro il Verona (appunto), ma il voto infimo se lo porta dietro da quel maledetto rigore sbagliato nei preliminari di Champions, dove ad un “cucchiaio” ha preferito una “bacchetta da caffè”. A suo sfavore, anche la scelta di cambiare nome sulla maglietta, scrivendoci “MAGO”. Forse la bacchetta che usa è quella di cui sopra. Chiediamo a Debora Serracchiani di prendere provvedimenti.

Repubblica, voto 3: non riesce più ad evitare di utilizzare la parola selfie un giorno sì ed uno no.

Brunetta voto 3: la stima è immutata anche nel 2014.

Francesco Bonifazi, voto 3,5: il neo tesoriere del Pd annuncia l’annullamento dei fondi ai circoli per le amministrative, nel mentre, si scopre che deve versare al partito ancora i 30mila euro per la sua candidatura…

Pinilla, voto 4: altro che cucchiaio, tira un rigore manco stesse dando un calcio in culo all’amante della moglie. La tocco piano.

Merkel, voto 4: cade sciando e si rompe il bacino. Quando ha fatto cadere la Grecia i danni sono stati peggiori.

Mazzarri, voto 4: ormai come Brunetta sta diventando ospite fisso nel nostro pagellone. La prossima volta che dirà di non parlare più di arbitri, una pernacchia non gliela toglie nessuno.

Stefano Fassina, voto 5: l’ex viceministro sfoggia una reazione degna del miglior Lippi nerazzurro, risparmiando solo la minaccia di attaccare qualcuno al muro e prenderlo a calci nel c**o. Premettendo che la provocazione di Renzi è al livello del peggior Zamparini, ci aspettavamo una risposta diversa.

Keisuke Honda, voto 5: il nuovo numero 10 rossonero dagli occhi a mandorla si presenta a in tribuna a San Siro, seduto tra i due Galliani. Le telecamere lo inquadrano dopo ogni rete milanista, ma la sua espressione non cambia mai: glaciale. Ora ci chiediamo se cotanto entusiasmo fosse dovuto alla vicinanza di “Father&Son” (per dirla alla Cat Stevens) o se non sapesse ancora che, sì giocherà in una squadra con la maglia a strisce verticali, ma rosse e nere. Pollice verso anche per la sua reazione alla maglia “100” di Kakà, esposta dopo il suo primo gol. Speriamo che oltre al Sol possa “levarsi” anche lui.

Marchionne, voto 5: la Fiat acquista il 100% di Chrysler. Bene. Poi ci dimostrerà se la Fiat sa anche costruire e vendere auto.

Thohir, voto 5: i tifosi dell’Inter farebbero bene a regalargli Football Manager, potrebbe capire che Mazzarri non è un allenatore, che i tifosi dell’Inter pretendono di più ed imparare a fare una campagna acquisti.

De Sanctis, voto 5: vive con frustrazione la superiorità imposta dalla Juve prima al Napoli e poi alla Roma. Paventando aiutini e sistemi manca di rispetto ai suoi compagni in nazionale.

Rudi Garcia, voto 5,5: sbaglia la partita o è consapevole delle difficoltà del campionato italiano? Bravo nel consolare il giovane Dodô.

Reja, voto 7: con il saggio Edy non si sbaglia mai. Ritorna e vince la prima. Purtroppo per lui il presidente è sempre Lotito.

Lodi, voto 7: ritorna a Catania, ritorna a giocare, ritorna a fare assist, ritorna a segnare. Per la serie “Lodi 2 – il ritorno”.

Pepito Rossi, voto 7: ai mondiali abbiamo un gran bisogno di lui.

Klose, voto 7: grazie a lui la Lazio ha 9 punti in più in classifica. Sa sempre dove arriverà il pallone, sappiamo bene dove andrà a finire una volta che ne fa buon uso.

Higuaín, voto 8: In queste vacanze ha lanciato messaggi d’amore per Napoli e i napoletani. Torna in campo e gioca una partita straordinaria dove gli è mancato solo il gol. È il nuovo idolo del San Paolo.

Bryan Cristante, voto 8: il baby centrocampista milanista bagna il suo esordio in Serie A con una bellissima rete dal limite, che sigilla il 3 a 0 e ridà fiato al Milan. Non vogliamo accodarci ai commenti del tipo “È nata una stella” perché sappiamo benissimo quanto le grandi squadre italiane siano brave a disfarsi dei giovani talenti che sfornano dalle loro giovanili, ma possiamo dire tranquillamente che ci auguriamo che possa diventare normale leggere sui giornali delle imprese di giovani talenti nostrani.

Vidal voto 8: il 2014 inizia dove era finito il 2013.

Nainggolan, voto 8: se il Cagliari ha finora navigato in acque sicure dopo due anni (quasi tre) di esilio è anche merito suo.

Luca Toni, voto 8: il bomber di Serramazzoni continua la sua personale campagna anti-rottamazione a suon di gol. Sono già 10 i sigilli personali che contribuiscono alla fantastica annata sportiva dell’Hellas Verona. È vecchio, è lento e macchinoso ma segna. D’altronde una delle prime (forse la prima) cose che ti insegnano quando inizi a giocare a pallone è: l’obiettivo è buttarla nella porta avversaria. Lui lo fa ancora egregiamente. Come diceva Matze Knop: Numero Uno.

Fava, voto 9: l’assessore leghista all’agricoltura, per la sua proposta a favore della liberalizzazione della cannabis, merita tutto il nostro rispetto.

Kakà, voto 9: firma il 100esimo gol in rossonero e poi, per fare un dispetto a Civati, rialza a 101. Un faro nella notte rossonera, è come acqua fresca in un pomeriggio d’estate per la squadra, ma soprattutto i tifosi, in un periodo davvero da dimenticare. Immenso.

Eusebio, voto 10: ti sia lieve la terra.

Bersani, voto 10: altro che giaguaro, un vero leone. Si è consolato facendosi registrare la partita Juve-Roma. Speriamo che possa tornare presto alla sua (e nostra) grande passionaccia, la Politica. ‘Orco boia Pierluigi, non farci più brutti scherzi.

Il Pagellone 2013.

Bersani, s.v.: il 2013 è stato un anno disastroso per lui, non infieriamo, speriamo che si riprenda presto..

Beppe Grillo, voto 2: otto milioni di italiani gli danno fiducia. Lui mette i loro voti in congelatore e se ne va in una delle sue ville. Poi ogni tanto urla qualcosa di incomprensibile, blatera contro Napolitano e lascia i suoi parlamentari a contare scontrini. Inutile come il gol della bandiera.

Berlusconi, voto 3: riesce a rendere il paese ingovernabile e alle sue dipendenze ma prima la condanna e poi la decandenza lo mettono in fuorigioco. Il Milan smette di dargli gioie e nemmeno Galliani è più quello di una volta.

Brunetta, voto 3: è la media dei voti annuali. La stima della redazione nei suoi confronti resta immutata.

SEL, voto 3: inutili come Montolivo, fuori tempo come una corsa di Jonathan. In zona retrocessione, salvarsi sarà un’impresa.

Mario Monti, voto 4: uno dei migliori brocchi mai acquistati nella nostra serie A. Presentato come un campione, con annesso giro di campo per la presentazione, finisce a giocare in serie C come un Casini qualsiasi. Il loden è fuori moda. Lo avevamo detto sin dall’inizio.

Roberto Speranza, voto 4: riesce a far rimpiangere Franceschini. Senza parole. Continua a leggere