Il Pagellone 2013.

Bersani, s.v.: il 2013 è stato un anno disastroso per lui, non infieriamo, speriamo che si riprenda presto..

Beppe Grillo, voto 2: otto milioni di italiani gli danno fiducia. Lui mette i loro voti in congelatore e se ne va in una delle sue ville. Poi ogni tanto urla qualcosa di incomprensibile, blatera contro Napolitano e lascia i suoi parlamentari a contare scontrini. Inutile come il gol della bandiera.

Berlusconi, voto 3: riesce a rendere il paese ingovernabile e alle sue dipendenze ma prima la condanna e poi la decandenza lo mettono in fuorigioco. Il Milan smette di dargli gioie e nemmeno Galliani è più quello di una volta.

Brunetta, voto 3: è la media dei voti annuali. La stima della redazione nei suoi confronti resta immutata.

SEL, voto 3: inutili come Montolivo, fuori tempo come una corsa di Jonathan. In zona retrocessione, salvarsi sarà un’impresa.

Mario Monti, voto 4: uno dei migliori brocchi mai acquistati nella nostra serie A. Presentato come un campione, con annesso giro di campo per la presentazione, finisce a giocare in serie C come un Casini qualsiasi. Il loden è fuori moda. Lo avevamo detto sin dall’inizio.

Roberto Speranza, voto 4: riesce a far rimpiangere Franceschini. Senza parole.

Enrico Letta, voto 4: sembra la squadra per cui tifa (il Milan). Molti spot, un buon curriculum, e pochi, pochissimi risultati.  Si è perso negli anni ‘80, ma fare il buon chierichetto non garantisce un buon governo. Galleggia, e non faremo noi di certo battute volgari.

Stramaccioni, voto 4: doveva essere l’erede di Mourinho ed è diventato l’erede di Maifredi. L’aspettiamo a “Quelli che il calcio”.

Lotito, voto 4: padroncino dell’800 licenzia un suo dipendente e per non pagare la buona uscita gli fa causa. La Lazio non merita un presidente così.

Alvaro Pereira, voto 4: utile solo per spaventare i bambini allo stadio.

Taddei, voto 4: ci aspettavamo le finte del miglior Rodrigo, visto che il leitmotiv della sua nomina era “è molto meglio di Fassina”, ma per ora facciamo notare che Fassina non è mai stato bocciato.

Navigatore satellitare, voto 5: due nostre assidue lettrici, due sorelle di Airola (BN), seguendone i consigli si perdono sui monti del Taburno e rimangono impantanate tutta la notte. Potrebbe sembrarvi una vicenda personale, ma non lo è: la notizia finisce sull’Ansa. Pare che la maggiore delle due, all’arrivo del trattore che le ha tratte in salvo, pensasse di essere già nel paradiso dei comunisti, e che quella fosse una macchina sovietica. No al calcio e alla politica moderni, ma anche alle indicazioni moderne: con una vecchia cartina tutto ciò non sarebbe mai successo.

Mazzarri, voto 6: dopo il disastro interista dell’anno scorso, con una squadra da rifondare ed un cambio di dirigenza in corso non ci si poteva aspettare molto, ma non gli forniremo ulteriori scuse, visto che in quello è il più bravo al mondo. Solo Veltroni potrebbe far colare a picco l’Inter meglio di lui.

Balotelli, voto 6.5 (d’incoraggiamento): arriva al Milan a Gennaio, trascinando la squadra in Champions. La seconda parte dell’anno è costellata da alti e bassi. La redazione punta su di lui per il mondiale in Brasile, quindi si spera che possa arrivare a Giugno bello e carico.

Civati, voto 6,5: le cose non sono cambiate cambiandole, ma comunque ha reso il campionato più frizzante e incerto. Le squadre coraggiose, anche se col gioco un po’ confuso, ci piacciono.

Cuperlo, voto 7: regala citazioni al mondo per due generazioni. Dimostra che quando si scende in campo, anche se da piccoli si voleva fare un altro sport, per i propri tifosi e per la maglia bisogna sempre dare tutto. Contro il calcio e la politica moderna. Per questo perde, ma ci piace.

Matteo Renzi, voto 7: il 2013 è stato l’anno della sua consacrazione. Nel 2014 dovrà vincere i campionato e Champions. Altrimenti sarà stato solo una meteora qualunque. Bella, ma comunque una meteora.

Llorente, voto 7: Fosse stato nel PD l’avrebbero rottamato. Invece gioca nella Juventus e gli hanno dato tempo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Bisogna guardare oltre i semestri. Dov’è finita la visione lunga? Pare l’abbiano data in affitto assieme al Ponte Vecchio.

Totti, voto 8: come potremmo mettergli un voto più basso?

Cerci, voto 8: l’ala di Velletri entra di diritta tra i protagonisti di questo 2013. Con le sue giocate sta tenendo alta la bandiera granata e sta dimostrando di essere uno dei primi violinidel massimo campionato italiano. Se continua cosi potrà chiedere la sua occasione per dimostrare quanto vale anche in una grande. Siamo fiduciosi.

Insigne, voto 8: quando vi chiedono perché ha senso una giovanile di partito, mostrategli una sua partita. Come corre, difende, suda e festeggia ad ogni gol (che sia suo o che lui stia in tribuna) proprio come quando era un raccattapalle al San Paolo. I campioni si comprano, la lealtà, il cuore e la passione no. E si vince solo con quelli.

Stefano Bollani, voto 8: il pallone d’oro per il miglior programma tv dell’anno lo diamo a lui. Genio.

Rudy Garcia voto 8: ha fatto la revolución sfuggita a Zeman e Luis Enrique. Mette la chiesa al centro del villaggio. Chapeau.

Conte, voto 9: un punto in più di Garcia perché in Italia è difficile vincere ma ancora più difficile è confermarsi. Ritira a Dubai il premio come miglior allenatore del 2013.

Zanetti, voto 9: torna e gioca. Un volto, più che un voto di fiducia per il campionato italiano.

Vidal, voto 9: tuttocampista di livello mondiale, il Brasile sarà la consacrazione definitiva?

Il papa, voto 9: chiude il 2013 con l’angelus in difesa dei più deboli.

Napolitano, voto 9: è come Mourinho, solo un più simpatico, ma meno elegante. Che lo si odi o lo si ami il gioco della squadra Italia passa sempre tra i suoi piedi. E tra lanci lunghi, passaggi filtranti e lavoro d’interdizione traghetta il paese verso il pareggio. Non basterà, ma in attesa del ritorno anche uno zero a zero fuori casa, con l’uomo in meno, è pur sempre un buon risultato.

Miley Cyrus, voto 9: in un paese normale sarebbe il simbolo della sinistra: bella, giovane, sa di piacere e ha successo. Rottama meglio di Renzi e costruisce meglio di Letta, la vedremo bene come leader del PD.

Pietro Ingrao, voto 10: voleva la luna. Nel nostro paese tutti guardano il dito. Noi, quando siamo tristi, pensiamo a lui che tiene un comizio su di un carroarmato a Milano, dopo la Liberazione e a George Best che si beve una birra e fa una tripletta. E poi se a Napolitano mettiamo 9 di conseguenza al compagno Pietro va un 10 più la lode. Maradona è sempre meglio di Pelè.

Maradona, voto 10: Di Stima e di riconoscenza. E perchè dimostra l’esistenza di Dio: solo un’entità superiore avrebbe potuto creare Brunetta ed El Pibe de Oro e mostrare al mondo nella stessa epoca, con due esempi, la differenza tra bene e male, genio e servilismo, follia e cortigianeria.

Lampedusa, voto 10: uno scoglio in mezzo al Mediterraneo è fonte di speranza e salvezza per migliaia di uomini e donne. Fossimo un po’ più umani daremmo a quest’isola il riconoscimento che merita .

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