Il Pagellone Infrasettimanale.

moscaPagellone infrasettimanale (30a Giornata)

Angelo Bagnasco, voto 2: si scaglia contro i tre volumetti dal titolo ‘Educare alla diversità a scuola‘ dichiarando che si rischia “una dittatura di genere”. Al caridinale consigliamo un bel video molto in voga su youtube di Oscar Giannino. Taci…

Lega Calcio, voto 2: non concede lo spostamento di Chievo-Torino e il Toro non potrà andare a Superga per commemorare il Grande Torino. Vergognosi.

Selfie, voto 2: quando capirete che le foto scattate a 40 cm dalla faccia vi fanno il naso a mo di gabbiano sarà troppo tardi.

Scopelliti, voto 3: mezzo punto per ogni anno di carcere

Brunetta, voto 3: con immensa stima.

Parlamentari in Vaticano, voto 4: tra atei, bigami, divorziati, condannati e chi più ne ha più ne metta sono andati in più di 500 alla messa di Papa Francesco. La campagna elettorale di Grillo non poteva avere testimonial più adatti.

Giannini, voto 4: vuole una scuola che più elitaria non si può. Aridatece Er principe.

Quelli che la competitività di un campionato la fanno gli stadi pieni e di proprietà, voto 4: smentiti platealmente dalla vittoria del Bayern dal dominio di real e barca. pur di non attaccare i dirigente dei club che gli passano i pezzi i giornalisti italiani hanno trovato la nuova storiella per la campagna a favore dell’amico palazzinaro. #salvalacarta #alberibenecomune

Amauri, voto 4: come nelle migliori risse, rifila una gomitata volante a Chiellini. Più che ad una partita di calcio sembrava stesse facendo la controfigura in un film di Steven Seagal.
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Il Pagellone del Lunedì

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Epifani, voto 3: intervistato dall’Annunziata dopo l’ibernazione, dimostra di essere stato il Seedorf del Pd.

Vendola, voto 3: parla di sinistra che fa cose di destra e della sinistra che perde. Catenacciari di tutto il mondo unitevi.

Brunetta, voto 3: non ti dimentichiamo caro renatino. Sempre con grande stima.

Moretti (amministratore delegato Ferrovie dello Stato), voto 3: caro Moretti immagina se in queste ore Keisuke Honda minacciasse il Milan di andare via se non gli aumentassero lo stipendio. Ecco ora fatti la domanda e datti la risposta. Noi ti consigliamo una canzone di Maria Nazionale: “CIAO CIAO”.

Poletti, voto 3: riesce a peggiorare la riforma Fornero. Un pò come Seedorf: riuscire a far rimpiangere Allegri non era certo impresa facile. Solo che adesso a piangere saranno giovani e precari. Altro che la Coop sei tu.

Bergessio, voto 4: si crede chirurgo plastico e prova ad aggiustare il naso a Chiellini, inutile e dannoso, per il Catania e per Chiellini Continua a leggere

I grandi sondaggi di #volevoilrigore: Elena Tambini arbitro di Serie A

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Il Pagellone del Martedì.

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10 Marzo 2013

Medici obiettori di coscienza, voto 0: Se si lavora per lo Stato si rispettano le leggi dello Stato. E non si mina la libertà altrui, non si lede la dignità di nessun cittadino. Se per loro vengono prima le proprie convinzioni che le leggi (e il rispetto) sono liberissimi di andare a lavorare per cliniche private di orientamento confessionale.

La Formula 1, voto 0: Il nuovo regolamento la rende ancora più noiosa e complicata, ma soprattutto silenziosa. No alla F1 moderna.

Mario Gomez, voto 2: Dà a Renzi la maglia viola autografata da regalare ad Angelona. Ruffianata.

La Finta Sinistra, voto 2: “E cosa se ne fanno gli italiani di 80 euro in più al mese??” hanno commentato molti della cosiddetta Sinistra diffusa, parlando dei provvedimenti del governo Renzi. Se vogliono scriviamo venti “pagelloni” per fargli l’elenco. Ma ci rendiamo conto che se per loro 80 euro sono il costo dell’aperitivo del lunedì, non possono capire. Criticare Renzi da destra, anzi dal versante aristocratico, anzi dall’alto. No, non è la scelta giusta. Sono come i catenacciari che vengono puntualmente sconfitti quattro a zero: minoritari, noiosi, perdenti.

Gianluca Buonanno, voto 2: E’ più sicuro che il deputato leghista, quando apre la bocca, dica una stupidaggine che la Juve vinca lo scudetto quest’anno. Monotono.

Seedorf, voto 3: Si dimostra un ottimo candidato per guidare la lista Tsipras in Italia. Prende in mano il Milan promettendo rivoluzioni, infila una sconfitta dietro l’altra, con tanta, tanta, confusione. Non bastasse tutto questo, riesce dove Allegri aveva fallito: buttare fuori il Milan dalla Champions. E’ la prova provata che non basta essere giovani e rampanti, ma che l’esperienza ha ancora il suo perché.

Maria Elena Boschi, voto 3: La Camera approva il Porcell..Italicum. Manca ancora l’approvazione del Senato ma lei dice che ora abbiamo una nuova Legge Elettorale. Probabilmente il prof. di Diritto Costituzionale era distratto durante l’esame.

Mexes, voto 3: Forse è confuso, ma scambia una partita di calcio per una gara di arti marziali. Bollito. Continua a leggere

Il Pagellone del Lunedì

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Hoeness, voto 2: il presidente del Bayern evade il fisco per 18milioni di euro, noi gli auguriamo un giudice tifoso del Borussia.

Salvini, voto 3: sta riuscendo a far diventare la Lega una costola del movimento 5 stelle. Autorottamato.

Veltroni, voto 3: dopo Bersani anche Franceschini ha un malore, pare che ci sia una sindrome da segretario del Pd, lui non corre alcun rischio, ha fatto solo il romanziere.

Brunetta, voto 3: nella vita ci sono poche certezze. Una di queste e la stima che proviamo nei suoi confronti

Gervinho, voto 4: sbaglia una quantità immane di gol, nemmeno Scalfarotto in Parlamento è cosi inutile come lui in attacco.

Fabio Fazio, voto 4: dopo il flop di Sanremo è ospite di Matteo Renzi a che tempo che fa. Rottamato.

Seedorf, voto 4: forse avremmo dovuto dargli 8 per la formazione fantasy che ha schierato. Gli lanciamo un appello: almeno non ci affossare De Sciglio e Balotelli. Ci servono per il mondiale, grazie.
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Blatter si rassegni: come dice Sorrentino Maradona è da Oscar (ed è meglio ‘e Pelé).

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di Anna Trieste e Vincenzo Pane

La Fifa ha deciso. L’ennesima classifica, l’ennesimo elenco dei migliori fantasisti della storia del calcio. Per il massimo organismo mondiale del calcio, chi ha in mano le redini e gestisce l’affaire pallone, è Pelé il più grande numero 10 di tutti i tempi. Maradona è al secondo posto, coperto ancora una volta dall’ombra del “O Rei”, come ha deciso Blatter. E questo avviene mentre a Los Angeles Paolo Sorrentino alza la statuetta dell’Oscar per “La grande bellezza” e ringrazia per l’ispirazione anche Diego. Cosa hanno in comune queste due vicende? Il mondo del calcio e il cinema? Perché la citazione del regista napoletano smentisce e cancella in un solo istante la decisione della Fifa?

Tralasciando le abilità in campo, i gol segnati la tecnica e i trofei vinti – su cui ci sarebbe da discutere – la differenza tra i due numeri 10 si racchiude in una parola “emozione”.

Diego è la fantasia, il genio e la sregolatezza, gli effetti speciali in 3D, un protagonista di un film che ti lascia a bocca aperta senza fiato, che ti fa piangere dalla gioia. Diego è l’eroe caduto nella polvere che si è rialzato, morto e resuscitato, dato per finito più volte. Diego è l’attore protagonista di un film fuori dagli schemi, che fa la giocata quando meno te lo aspetti e ti lascia inchiodato al sediolino. Diego è l’amore e l’odio, la riscossa. Un film di passione e gioia, ma anche drammatico e dal finale non ancora scritto.

E Pelé? Un grande calciatore, nessuno vuol negarlo. Ma a parte i gol in bianco e nero e una carriera all’ombra del “sistema Fifa” fatta di apparizioni e sponsorizzazioni, è piatto, non suscita emozioni e battiti di cuori. Un film muto, senza colonna sonora. Una pellicola senza infamia e senza lode, che non vincerà mai un Oscar, che non ti farà mai urlare dalla gioia o dall’incazzatura. Un film, insomma, dove il finale lo capisci appena dai titolo di testa e lo dai per scontato.

In sintesi e ritornando al cinema. Su Maradona Kusturica ci ha girato un film – stupendo – senza copione, dove l’unico filo conduttore era la vita di D10S, con Manu Chao che cantava “La vida tombola”. Pelé al massimo ha fatto un cameo nel film “Fuga per la vittoria”, facendo la parodia di sé stesso leggendo un copione già scritto.

L’unica canzone che ricordo, dov’è citato, è quella che i tifosi partenopei cantavano al San Paolo, e credo la conosciate tutti. Ora, il punto è questo: è vero che un calciatore è pure un uomo ma per cosa va giudicato un calciatore? Per i suoi piedi o per la sua immagine? E’ come dire che Michelangelo sia meglio di Caravaggio sol perché per dipingere di cose sacre il primo s’ispirava ai santi e il secondo alle puttane. No, nessuno ci convincerà che non è vero che Maradona è meglio ‘e Pelè. Si vede che alla Fifa non hanno mai visto la conversione di San Paolo.

Il Pagellone del martedi.

mosca
Gasparri, voto1: non smette mai di stupirci, la regressione della specie. Da studiare.

D’Alimonte, voto 2: al Corriere dichiara che vanno rivisti premio e soglie dell’Italicum, fin qui niente di strano, peccato che la legge l’abbia scritta lui. Più bipolare di cosi.

Dario Franceschini, voto 2: nemmeno il tempo di sistemarsi sulla sua nuova poltrona ed iniziano i problemi, Pompei ha ripreso a crollare. Peggio di un gatto nero che attraversa la strada.

Brunetta, voto 3: con immutata stima.

Britos e Reina, voto 4: protagonisti nell’azione del gol del Livorno. Azione emblematica che bene rappresenta le ultime uscite in campionato del Napoli: imbarazzanti. Ps: a dir la verità Reina, insieme a Mertens e Higuain, è l’unico che si salva. Continua a leggere