Pagellone del Martedì

moscaPagellone del Martedì (35a giornata)

Questo pagellone lo dedichiamo a mister Vujadin Boskov. Che la terra ti sia lieve Mister, tu che sei tra coloro che ci hanno fatto appassionare di questo sport meraviglioso che è il calcio. L’arbitro ha fischiato e la partita é finita. Ci mancherai e non poco, ma stanne certo che ti ricorderemo sempre.

 

Redazione di Volevoilrigore, voto 2: si devastano nelle feste pasquali e non pubblicano il Pagellone settimanale. Hanno rischiato il linciaggio. Ingiustificabili

Bertone, voto 3: il Cardinale per difendersi contro le accuse per il suo mega appartamento al Vaticano, parla di “presunte ristrettezze” di Papa Francesco. Non possiamo di certo negare il coraggio di mettersi contro il Papa, però ci vuole stomaco a dire che la sua nuova casa è di soli 350 metri quadri e non 700. Direbbero a Cambridge: ‘A Cardinà ce vai da solo o te ce mannamo?!

Brunetta, voto 3: la stima verso Renatino nostro resta immutata. Fino alla fine sarai sempre nei nostri pensieri.

Berlusconi, voto 4: non si vuole arrendere. Torna in tv e ritorna anche sparare minchiate sui tedeschi e sull’olocausto. Il vecchio leone vuole ancora ruggire, ma ormai somiglia più a un Lotito che parla della moralizzazione del calcio o a un De Laurentiis che ci spiega i campionati interplanetari. Un disco rotto. Lui dice che forse – magari – arriva al 20%. Tutti lo danno per finito. E voi adesso magari riderete. Ma guardate quanti gol hanno fatto quest’anno Gilardino o Luca Toni (a proposito, voto 7). Vecchi leoni non muoiono mai, e in questa campagna elettorale il (l’ex) Cavaliere ci regalerà ancora emozioni e sorprese. Dudú pensaci tu.

Giorgia Meloni, voto 4: le avevamo perdonato i 3×6, l’abuso di Photoshop e il suo tentativo di assomigliare ad Anna Falchi. Ma il finto sbarco che ha organizzato in Sicilia, chiedendo provocatoriamente per gli italiani gli stessi diritti riconosciuti ai clandestini, è un gesto inqualificabile e offensivo. Quel mare è la tomba di migliaia di uomini e donne morti cercando speranza, e non merita l’ironia di tristi sceneggiate. Confidiamo che almeno qualcuno rinchiuda la Meloni in un CIE.

Bologna, voto 4: diciamo che la Fiorentina ha faticato di più quando ha giocato la partitella infrasettimanale, che sabato contro di loro. Inguardabili.

Buffon, voto 5: caro Gianluigi, in Brasile, non sognarti nemmeno di subire un gol sul tuo palo. Questo è un “caloroso” consiglio che ti diamo.

Chievo, voto 5: come buttare via una vittoria e la salvezza quasi matematica in soli 10 minuti e per giunta con un uomo in più. Un po’ come il PD alle scorse elezioni.

Cagliari, voto 6: nonostante uno stadio mezzo chiuso e Cellino, la squadra sarda riesce anche quest’anno a restare in serie A.

Sassuolo, voto 6: perde contro uno squadrone come la Juve. Ha il merito, però, di non mollare e di giocarsela fino alla fine. Anche solo per il coraggio questi ragazzi meritano la salvezza.

De Mita, voto 7: non si candida alle Europee ma sceglie di candidarsi a Sindaco della sua amata Nusco. Giustamente vuole chiudere la sua carriera nella squadra d’origine.

Caruso, voto 7: alla Liegi fa sognare tutti noi italiani. Ripreso negli ultimi metri. Peccato sarebbe stata una bella favola.

Pjanic, voto 8: quando si dice “ha superato gli avversari come fossero birilli”. Questo è il gol di Miralem Pjanic contro il Milan. Spettacolare.

Llorente, voto 8: gioca una partita di grande sacrificio, da vero attaccante di razza e chiude la prestazione con un delizioso gol di tacco. Insieme all’Apache, il Re Leone è stata l’arma in più di questo strabiliante campionato della squadra bianconera.

Mourinho, voto 8: the special one è sempre un passo avanti. È il D’Alema della panchina.

Ciro Immobile, voto 8: 21 gol ed entra nella storia del Torino. Come Pulici, come Ciccio Graziani. Non portarlo in Brasile (assieme a Cerci) sarebbe un delitto, quasi peggiore di Debora Serracchiani vice-segretario del PD.

Torino jazz festival, voto 9: è la più bella manifestazione culturale in terra sabauda.

Ryan Giggs, voto 9: sabato, all’Old Trafford, su uno striscione c’era scritto “End of an ERROR. Start of an ERA! Giggs United”. E la bandiera dei Red Devils onora la sua prima da allenatore battendo il Norwich 4-0.

Dani Alves, voto 9: mangia la banana e ridicolizza l’imbecille che gliel’ha lanciata. Per l’occasione lanciamo la campagna “vieni anche tu a mangiar banane ad un comizio della Lega Nord”.

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Una banana li seppellirà.

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Di Veleno

Ci ricorderemo del 75° di Villareal-Barcelona di ieri, come di un momento nel quale l’imbecillità di un certo tipo di tifo viene ridicolizzato e un gesto squallido viene stigmatizzato, da un’azione tanto semplice quanto geniale.
Chissà se il fesso (o il demente come lo definirà il giocatore protagonista dell’episodio) che ha lanciato una banana al terzino brasiliano del Barça, avrebbe potuto immaginare che di lì a poco sarebbe diventato il simbolo di un tifo odioso razzista e cretino, che francamente ha stufato noi amanti del calcio, della sua magia e della carica che un bel tifo in curva può dare.

Sì perché Alves, dopo il prodigio di imbecillità nei sui confronti, non va in escandescenza, non si agita, non si deconcentra, raccoglie la banana la sbuccia e se la mangia in un boccone per poi battere il corner tranquillamente, ricordandoci che, per quanto profondi siano gli abissi dell’imbecillità umana, ci sono alcuni gesti che riescono a metterla in un angolo.

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#TitoEtern: una missione di vita

Tito Vilanova non ce l’ha fatta: il calcio piange un uomo d’altri tempi che voleva costruire un grande Sogno.
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I segni silenziosi sono i più profondi: tracciano guide invisibili, lasciano scorrere gli eventi su binari stabili, accompagnano i gruppi verso i traguardi che si sono posti, riempiono gli animi di insegnamenti sicuri. Pochi uomini sono capaci di imprimere queste carezze perpetue sulle superfici frastagliate dei campi di calcio: uno di loro se n’è andato poche ore fa con la leggerezza di chi non vuole disturbare il flusso naturale della vita e il ciclo magico dello sport. Si chiamava Francesc Vilanova i Bayó, ma il mondo del football lo ha conosciuto come Tito. La sua saggezza tranquilla ha ispirato il ciclo più bello della storia del pallone moderno: un leggiadro miscuglio di tecnica e finezza, un’esplosione di gioia coordinata al calcolo preciso di ogni movimento, una danza collettiva capace di spostare continuamente la punta del fioretto e di colpire gli avversari dopo lunghi passi avvolgenti. Una filosofia precisa e libera, nata dal pensiero incontenibile del “Pitagora del calcio” e dalla razionalità del suo luogotenente di mille battaglie, ma allevata con amore dai rappresentanti più genuini della cultura catalana: le idee rivoluzionarie di Johan Cruijff e l’ordine apollineo di Pep Guardiola non avrebbero trovato terreno fertile se il Fùtbol Club Barcelona non fosse stato dissodato dalla passione e dal sudore di uomini come Tito Vilanova. Personaggi oscuri, che hanno illuminato i sotterranei del Camp Nou e della Ciutat Esportiva con i loro sorrisi di lotta e di fatica mentre le stelle della galassia Continua a leggere

Pagellone: speciale liste Europee.

La presentazione delle liste: in vista delle competizioni europee vi presentiamo un dossier ricognitivo dello stato di salute dei “club politici” italiani. Tra le altre cose, abbiamo compiuto una sintetica valutazione relativa alla presentazione delle loro liste.

europee pdPD, voto 7. Il Renzi che imprime velocità. Il sindaco che fa cose. Il giamburrasca che non ti aspetti: no al nome sullo stemma, sì al PSE, Schulz subito titolare, D’Alema convocato. Storica riunione di spogliatoio: favorevoli i senatori, contrario solo Beppe, il medico della squadra. Imprevedibili.

 

europee fiForza Italia, voto 4. Tirano giù dalla soffitta, impolverato e sbiadito, il gagliardetto “Forza Italia 1994”. Stonano nella foto di rito come il mio amico Attilio, che alla partitella di calcetto del giovedì, si presenta sempre con la maglia della Juventus (sponsor Danone) di Fabrizio Ravanelli. Nostalgici.

 

europee scelta europea

Scelta Europea, voto 3. Guazzabuglio: ventitré parole in uno stemma. Guerre civili dopo i ritiri di Monti e Giannino. Discordia nella scelta della guida. Provano a unirsi nel nome di un veterano di Bruxelles, il libero Guy Verhofstadt. “Verhofstadt chi?”, ha chiesto Renzi alla stampa. Libertari. Continua a leggere

Il Buongiorno di #volevoilrigore

 

2002 World CupMercoledì 16 Aprile 2014.

Buongiorno ai “nonnini” del centro anziani di Cesano Boscone, che dovranno sorbirsi Silvio Berlusconi come inserviente. Ci immaginiamo la scena delle chiacchiere calcistiche, in cui l’ex cavaliere verrà subissato di critiche taglientissime da almeno quattro signori. Ammettiamo che il sogno, però, è che dentro quel posto ci sia almeno un vecchio partigiano. Sarebbe bello vedere le reazioni.

Buongiorno a Emilio Fede, che vince la sua causa per diffamazione contro Nanni Moretti (a causa di alcune frasi dette dal regista ad una manifestazione dell’Ulivo del 2002), e avrà diritto ad un risarcimento di ben 7000 euro. Il simpatico Fede disse che li avrebbe destinati tutti ai “circoli bisognosi del PCI” (nel 2002?! Macheccazz…). Bene, noi li aspettiamo. Con gli interessi. Un’ottima alternativa al finanziamento pubblico.

La Redazione.

Pagellone del Martedì

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Pagellone del Martedì (33a giornata)

Grillo, voto 1: trasforma a suo piacimento “Se questo è un uomo” di Primo Levi e la foto dei cancelli di Auschwitz per attaccare tutti coloro che non la pensano come lui. Per usare un linguaggio vicino al comico genovese diciamo: Caro Beppe hai cacato fuori dal vaso! e puzza pure tanto. Ps: a questo punto gli manca solo un intervento a favore delle tesi negazioniste. Così recupera gli ultimi voti dei neonazisti.

De Gennaro, voto 1: e la rottamazione si fermò davanti a lui, alzò le braccia, chinò il capo e chiese scusa. Per fortuna non si trovavano in una scuola…

Gazzetta dello Sport, voto 2: capiamo che il giornale ha sede a Milano, ma dedicare le prime 11 pagine a Inter e Milan come se avessero vinto scudetto e Champions ci pare veramente esagerato. Aspettiamo a breve un’edizione monografica su Mazzarri e le sue gesta in panchina.

Dell’Utri, voto 2: come diceva Anita Ekberg nella Dolce Vita, “Marcello come here, hurry up!”.

Brunetta, voto 3: con la massima ed immutabile stima.

Guerini, voto 3: dice a D’Alema di star sereno che le tessere arriveranno, intanto Chiamparino, che domenica ha dichiarato di volersi di nuovo tesserare, è andando nel suo vecchio circolo e non ha trovato più nulla. Guerini fai presto, prima che cambino di nuovo tutti idea.

Gene Gnocchi, voto 3: il comico (?) emiliano ospite fisso alla Domenica Sportiva ormai è alla frutta. Le sue battute e gli interventi durante la trasmissione non fanno più ridere nessuno.

Berlusconi, voto 4- : ormai circondato dalla Pascale, dalla Rossi e la Santanchè dovrà anche scontare la pena in un centro anziani. Neanche Adriano ha avuto un finale di carriera così deprimente. Se cerca di scappare all’estero, lo comprendiamo. Continua a leggere

Il Buongiorno di #volevoilrigore

2002 World Cup

 

Martedì 15 Aprile 2014.

Buongiorno a Giuseppe Piero Grillo (si scrive buongiorno ma si legge “Vaffanculo”) che sfrutta l’incipit di “Se questo è un uomo” di Primo Levi e la storica foto dei cancelli di Auschwitz per becera propaganda politica. Nulla di nuovo. Grillo si conferma essere come quel tipo di giocatori tutti calci, pugni e urla, che si disinteressano però del gioco e di quello che sta accadendo attorno a loro; quasi come se il fine ultimo fosse proprio quello di “mandare tutto in vacca”. Noi amiamo il bel gioco, si sa, quindi non possiamo che guardare con tristezza a tutto questo.

Buongiorno a Matteo Renzi, che a fronte delle nomine dei CdA pubblici di ieri sembra quasi un misto tra un mediocre giocatore di fantacalcio e Marco Branca, ex Responsabile dell’Area Tecnica dell’Inter. Attendiamo comunque il “Pagellone” per farci un’idea.

Buongiorno a Nicolas Anelka; lo aspettavano all’Atletico Mineiro dopo averlo ingaggiato ma lui non si presenta e fa perdere le sue tracce. Siamo sicuri che sarà in un posto tranquillo, a divertirsi, come solo un vero bomber sa fare.

La Redazione.