Pagellone del Martedi

moscaPagellone del Martedi (32a giornata):

De Laurentiis, voto 2: a fine gara il presidente del Napoli, ai microfoni della Rai dichiara “non sono nè deluso, nè arrabbiato”. Un minuto dopo questa risposta aggredisce un tifoso del Napoli. No dai, non era nè deluso, nè arrabbiato, stava girando solo il film dell’estate “Mazzate a Parma”.

Montezemolo, voto 2: lascia il Gp del Bahrain prima della fine, perchè la Ferrari era troppo lenta. Non avevamo dubbi su chi avrebbe abbandonato per primo la nave.

Balotelli, voto 2: entra in affari con una società di cosmetici. Nulla di strano direte voi. E no. Producono prodotti “sbiancanti” per la pelle della gente di colore. Abbiamo il nostro Michael Jackson in salsa bergamasca.

Brunetta, voto 3: Renatino che minaccia è credibile come Legrottaglie che bestemmia la Madonna. Voto non solo di stima questa volta.

Salvini, voto 3: porta la Lega in piazza per chiedere la liberazione dei secessionisti del Tanko. Finchè esistono loro possiamo star tranquilli, anche le cose serie come i golpe diventano pagliacciate.

Atalanta, voto 4: dopo sei vittorie consecutive, perde in casa con la penultima in classifica. A Bergamo non saranno molto scaramantici ma gli consigliamo di fare comunque qualche scongiuro. Più di mezza Italia ha perso la bolletta per colpa loro.

Nardella, voto 4: sostituisce Renzi al Franchi per tifare Fiorentina. Andare allo stadio porta voti. Ma ad ogni inquadratura appare troppo composto e serioso. Il calcio non è un pranzo di gala. Bocciato.

Renzi, voto 4: candida Tardelli così pensa di fermare la Merkel. E’ risaputo che per battere la Germania ci vuole solo Rivera.

Cellino, voto 4: dice che il Cagliari è come una 500 mentre il Leeds è una Ferrari. Ci chiediamo come abbia fatto il Cagliari a diventare una 500 nonostante il suo presidente.

Destro, voto 5: in forma mondiale, tripletta al Cagliari e la Roma torna vincitrice dalla Sardegna dopo 19 anni. Ma prima di tutto questo, rifila un cazzottone ad Astori e non viene neanche espulso. A fine gara dichiara “Astori è un amico”. Meno male. Ma oggi ci ha pensato il giudice sportivo: quattro giornate a guardare le partite comodamente dal divano di casa.

Morando, voto 6: propone il salario minimo ed il carcere per chi non si adegua. A breve anche la ghigliottina per chi evade. Noi ci accontenteremmo della multa per chi prometta cazzate.

Honda, voto 6: la sua utilità per il gioco del Milan resta sempre simile a quella di Scilipoti per la democrazia italiana. Ieri Honda ha segnato, ora siamo preoccupati per quello che può fare il responsabile Scilipoti.

Thohir, voto 7: rassicura Mazzarri sulla sua permanenza all’Inter nonostante il pessimo campionato dei neroazzurri. Bravo, è da poco in Italia ma già ha imparato benissimo a promettere cose che non farà mai.

Del Piero, voto 8: a 39 anni è ancora decisivo, due gol di cui uno su punizione ed un assist per l’ultima vittoria del Sidney in A-Legue.

Llorente, voto 8: voto da dividere con tutta la colonia spagnola presente nel nostro campionato.

Toni, voto 9: 36 anni, 16 gol quest’anno e entra nella storia della Hellas Verona. Con lui abbiamo un desiderio in comune: andare in Brasile.

Fabian Cancellara, voto 9: per la terza volta vince il giro delle Fiandre. Una gara perfetta, bellissima, battendo in volata tre belgi. Nonostante questo, il pubblico di casa gli riserva applausi scroscianti. Il fascino del ciclismo.

Bruno Arena, voto 10: sugli spalti del San Siro, a guardare la sua Inter, si rivede il comico dei Fichi D’India. Bentornato, ararara.

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