La 43esima Maledetta.

 

pirlo

di Veleno.

Quarantatré. Quarantatré gol su calcio di punizione in carriera (su 61 totali) da professionista. Sei solo in questa stagione, che lo rendono, al momento, il calciatore più prolifico in Europa in questo gesto tecnico.

Questi sono i numeri di Andrea Pirlo da Brescia, che non ha certo bisogno di troppe presentazioni, sia per gli amanti del calcio, che per i curiosi occasionali.

Il centrocampista bianconero, nella gara di ieri sera contro il Lione (ritorno dei quarti di finale di Europa League), ha segnato sul suo muretto personale, nel riquadro “punizioni”, la quarantatreesima tacca. Numeri impressionanti, che confermano per l’ennesima volta quanto Pirlo sia di diritto nel Pantheon Mondiale degli esperti balistici del “Futbol”.

Un talento innato, che ha particolarmente affinato nel 2005, durante la sua quarta stagione al Milan. In quel periodo, il signore delle punizioni era tale Antônio Augusto Ribeiro Reis Júnior, conosciuto ai più come Juninho Pernambucano; centrocampista brasiliano in forza all’Olympique Lyone, famoso per le sue punizioni “saliscendi” che, anche da distanze considerevoli, scavalcavano la barriera per poi abbassarsi repentinamente, traendo in inganno il portiere ed entrando in rete.

Pirlo prende spunto da Juninho, ma modifica leggermente la tecnica di tiro. Il brasiliano, infatti, colpisce la palla con le tre dita centrali del piede; Pirlo, invece, riesce ad ottenere lo stesso risultato balistico colpendola con il collo. E lì che nasce “l’ascensore”, nome con il quale i suoi compagni apostrofano il gesto a Milanello, ma che da tutti, esperti, giornalisti e tifosi, verrà semplicemente chiamata “La Maledetta”. 

Ed è da questo nome che parte la Leggenda dei calci di punizione di Andrea Pirlo. Leggenda perché sono molto di più di una semplice conseguenza ad un fallo avversario. Sono un’arma che il centrocampista bresciano affina giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, arrivando ad essere al primo posto nel suo arsenale tecnico.

Gli avversari, nel momento in cui si vedono costretti a commettere fallo al limite dell’area, sanno che se c’è lui in campo, è quasi come se il fallo lo avessero commesso qualche metro più avanti, in area. E questo è un effetto psicologico di non poco conto, che mette in difficoltà chi si trova davanti al “bivio”: lo fermo e faccio fallo, o temporeggio, rischiando di farlo entrare in area?

Ora non resta che aspettare e vedere quante altre tacche si aggiungeranno alla serie, sperando che qualcuna, nei prossimi mesi, possa essere di gesso azzurro..

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