Pagellone: speciale liste Europee.

La presentazione delle liste: in vista delle competizioni europee vi presentiamo un dossier ricognitivo dello stato di salute dei “club politici” italiani. Tra le altre cose, abbiamo compiuto una sintetica valutazione relativa alla presentazione delle loro liste.

europee pdPD, voto 7. Il Renzi che imprime velocità. Il sindaco che fa cose. Il giamburrasca che non ti aspetti: no al nome sullo stemma, sì al PSE, Schulz subito titolare, D’Alema convocato. Storica riunione di spogliatoio: favorevoli i senatori, contrario solo Beppe, il medico della squadra. Imprevedibili.

 

europee fiForza Italia, voto 4. Tirano giù dalla soffitta, impolverato e sbiadito, il gagliardetto “Forza Italia 1994”. Stonano nella foto di rito come il mio amico Attilio, che alla partitella di calcetto del giovedì, si presenta sempre con la maglia della Juventus (sponsor Danone) di Fabrizio Ravanelli. Nostalgici.

 

europee scelta europea

Scelta Europea, voto 3. Guazzabuglio: ventitré parole in uno stemma. Guerre civili dopo i ritiri di Monti e Giannino. Discordia nella scelta della guida. Provano a unirsi nel nome di un veterano di Bruxelles, il libero Guy Verhofstadt. “Verhofstadt chi?”, ha chiesto Renzi alla stampa. Libertari.

 
europee Fratelli-dItalia-2014Fratelli d’Italia, voto 4. La campagna abbonamenti era partita male già lo scorso anno. La Meloni liftata non era piaciuta affatto alla tifoseria “camerati Roma norde”. Lontani ormai i tempi del fascio littorio e della mietitura, azzardano lo schema dei cerchi concentrici ad effetto matrioska. Caotici.

 

europee tsiprasLista Tsipras, voto 6. Tentano di risalire la china affidando la squadra ad un greco capo popolo. Niente più arcobaleni e rivoluzioni, si torna al rosso. Condannati da diversi anni alla serie cadetta, schierano diverse “promesse” della società civile. Resta il problema dei voti. Pardon, dei gol. Ostinati.

 

europee movimento5stelleM5S, voto 6. Che delle coppe non gliene importasse un fico secco si era capito da tempo, a partire dal referendum no euro. Grillo sogna il modello autarchico “Udinese style”: scalare la vetta della A ed uscire subito dall’Europa. Di conseguenza nessun riferimento europeo nello stemma. Coerenti.

 

europee ncdNuovo Centro Destra, voto 5. Non brillano per fantasia di giuoco. Alfano promette calcio
champagne, ma è nato già vecchio. Alfano annuncia una stagione di grandi cambiamenti, ma i ciellini della squadra bloccano le riforme. Magra consolazione per la “curva Forlani”: il ritorno di Casini. Noiosi.

 

europee legaLega Nord, voto 5,5. La stagione del Senatùr è conclusa. Dopo la breve parentesi Maroni, ora alla presidenza, tocca a Salvini. Il ruspante Matteo non si fa pregare: fuori il nome del leader dallo stemma (come l’altro Matteo), contro l’euro (come Grillo), con l’orecchino (come Vendola). Apocrifi.

 

Contributo di Roberto Angelini per #volevoilrigore

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