Il calcio italiano ha stufato.

“…e a tutti quelli che hanno guardato all’Italia
dandone una versione caricaturale e lontana dalla realtà
io li invito a venire a godere di qualcosa che in questo ventennio evidentemente non siamo riusciti a distruggere…”

Il mondiale di calcio è sempre una grande occasione per scoprire talenti e squadre solitamente poco note ai non addetti ai lavori.
Durante l’intervallo di Colombia-Uruguay mi ritornano in mente le partite degli azzurri: tranne quella contro l’Inghilterra, forse sono davvero state le più noiose di questi mondiali. Non mi sarei aspettato molto di più da una squadra che non ha grandissimi fuoriclasse e non avrei nemmeno preteso molto di più da una squadra che ha come tradizione tattica il catenaccio, ma bastava un pochino in più per evitare che organizzassi un torneo di bridge online per non addormentarmi durante il primo tempo di Italia-Uruguay. Continua a leggere

A testa alta: hasta siempre el Chile!

I ragazzi di Sampaoli spaventano il Brasile e lasciano il Mondiale con un manifesto ideologico di passione: onore alla Roja Latina e al suo grande torneo.

Cile

Il calcio è una questione di centimetri. Piccoli sospiri di passione dividono la vittoria dalla sconfitta; minuscoli scampoli d’aria separano il sogno dall’incubo; infimi margini consentono agli uni di correre verso la Coppa e costringono gli altri a salire sull’aereo per casa.
Nelle prossime notti, migliaia di tifosi cileni si sveglieranno di soprassalto: la traversa e il palo dell’Estàdio Mineirao tormenteranno il loro riposo amaro. La Roja del Sudamerica si è inchinata al volere del Fato e alla freddezza dei due simboli del Brasile: Neymar Jùnior e Júlio César. Continua a leggere

Pagellone mundial – 3ª Giornata

Giovanni_Trapattoni_634410Rodriguez Moreno, voto 1: non possiamo permetterci di affrontare una causa per ingiurie. Ci limitiamo al voto più basso per l’arbitro di Italia-Uruguay e al premio Byron Moreno della settimana.

Buffon, De Rossi, voto 2: come Di Battista, appena vedono la telecamera si esaltano e si scagliano contro il “dissidente”. Il vero leader si vede in campo, nello spogliatoio e non in tv. Grillini.

Lo streaming (in politica), voto 2: più che ad esigenze di trasparenza soddisfa solo dei pruriti da voyeur di alcuni italiani. Una specie di Grande Fratello che ha per protagonista le istituzioni italiane. Alle fine ci proporranno di votare chi eliminare tra quelli in nomination tramite televoto.

Bonucci, voto 2: piuttosto che fare la voce grossa con Balotelli durante l’intervallo, avrebbe dovuto marcare Godin e non il suo amico immaginario durante l’azione del gol.

Rebic, voto 3: si fa espellere per un’entrata da codice penale a partita quasi terminata quando la Croazia perdeva con due gol di scarto. Bollito.

Zaccheroni, voto 3: questo non è un mondiale per allenatori italiani.

Blatter, voto 3: sempre più il nostro Renatino mundial. Stima infinita.

Brunetta, voto 3: sentivamo la sua mancanza. Voto di stima. Continua a leggere

Il Cesaricidio

“L’unica decisione giusta di Prandelli è stata quella di rassegnare immediatamente le dimissioni, in un Paese in cui nessuno mai si dimette.”

Italy vs Faroe Islands

Credo che un’analisi sensata debba necessariamente partire da questa frase e dalla stortura sillogistica che cela al suo interno: “Il Paese soffre, una parte più o meno nutrita della classe dirigente che ha sbagliato non è disposta a fare un passo indietro, di conseguenza la causa dei problemi è l’assenza di dimissionari.” Ho sempre deciso di mantenermi a debita distanza da qualunque interpretazione semplicistica ed approssimativa degli eventi e, a dire il vero, anche le generalizzazioni mi fanno un po’ schifo. Cosa voglio dire? Che le dimissioni non sempre sono da considerarsi un atto dovuto, che ci son insuccessi e insuccessi, che questa moda tutta italiana di aggiornare i curriculum utilizzando il metodo catechistico del “un’azione cattiva ne cancella dieci buone” è sleale, che il soggetto in questione vanta nella bacheca personale di allenatore due Panchine d’Oro con la Fiorentina e un premio IFFHS di Miglior commissario tecnico 2012 davanti ad un Del Bosque fresco vincitore di un Campionato europeo, e prima di imporsi a questi livelli ha sperimentato per anni le realtà altamente formative degli Allievi, del campionato Primavera e della serie B, incassando più di una volta il duro colpo dell’esonero. Continua a leggere

L’Anima del Sudamerica

L’Uruguay incarna l’orgoglio dell’America latina. Amore e garra, passione e muscoli, tecnica e spirito, Suárez e Cavani: la missione dell’Italia non sarà semplice.

dettaglio-uruguay-2013Libertad o Muerte! Il segreto dell’Uruguay si nasconde nel motto che anima il suo popolo:
come può una piccola enclave rioplatense che ospita tre milioni e mezzo di anime reggere il confronto con i giganti dell’America Latina? La risposta pulsa nel cuore dei Charrúa: la riva destra del fiume che prende il nome dalle piume variopinte dei suoi uccelli selvaggi trasuda orgoglio.
Tutte le genti che l’hanno colonizzata si sono abbeverate alla fonte dell’identità uruguagia; il
confine naturale fra il Brasile e l’Argentina ha assunto le solide sembianze di un presidio celeste: i coloni sono diventati cittadini, hanno costruito la comunità più solida del Sudamerica e, quando lo spirito rivoluzionario di Giuseppe Garibaldi ha frustrato le mire espansionistiche di Buenos Aires, il porto di Montevideo è diventato il crocevia dei traffici commerciali e degli scambi culturali fra l’Europa e la costa latina di lingua spagnola. Continua a leggere