Costa Rica: il Paese più felice del mondo.

 

10 Costa Rica_vlag

di Daniel Degli Esposti

Venerdì pomeriggio gli Azzurri di Prandelli incroceranno i tacchetti con una nazione che ha ripudiato la violenza in nome della gioia: e se la cara vecchia Europa avesse qualcosa da imparare dal Costa Rica?

¡Vivan siempre el trabajo y la paz! Il motto del popolo costaricano non prende prigionieri: la sua forza illumina i tramonti sanguinosi dell’America Centrale con i raggi positivi del pensiero sociale. Ci siano sempre il lavoro e la pace! L’antica saggezza dei Maya, lo spirito delle genti andine e la determinazione dei creoli accendono la vita e coltivano la memoria: dopo tre secoli di dominio spagnolo arrivano i chicanos e pretendono di gestire la regione come la loro provincia più sfortunata? Indipendenza! Negli anni più caldi del Secolo Breve un medico potente vince le elezioni e cerca di distorcere il meccanismo democratico per controllare lo stato? Parola al popolo! Nessun presidente ha il diritto di restare al palazzo per due mandati. Quando il bipolarismo comincia a lacerare i fronti antifascisti, il suo successore stipula accordi trasversali e convince il peggior partito comunista della Mesoamerica a sostenere una candidatura contraria agli interessi delle masse: risposta? Golpe borghese in salsa costaricana: el señor José Figueres Ferrer organizza una ribellione armata che mette in scacco il Governo e lo spazza via in quarantaquattro giorni, poi decide di stupire il mondo. Ha appena visto morire duemila persone in una guerra civile che è divampata per i capricci politici di un’élite miope: non vuole che il sangue riempia le strade di San José e le case dell’antica capitale Carthago. Zittisce i fucili, spegne i mitra, seppellisce la violenza: la Costa Rica è sul pianeta per ricevere i baci del sole, non per piangere i suoi giovani caduti. In quel tragico 1949, il più strano caudillo della storia dell’universo capisce che la violenza non paga e che l’iniquità non offre strumenti sicuri per guidare un grande gruppo umano: si toglie la divisa, smantella il suo esercito e restituisce il potere al popolo. La United Fruit e i suoi interessi a stelle e strisce non lasciano le piantagioni alle loro comunità, ma le istituzioni avviano un processo senza precedenti: comincia la vera terza via, si accende la gioia di un sentiero luminoso che sotterra le falci e i martelli della Rivoluzione, ma non lascia mai le lime e gli scalpelli del riformismo più stabile maturo che l’Equatore abbia mai conosciuto. Dal momento che Cristoforo Colombo e il Conquistatore Gil González Dávila hanno incastonato la ricchezza nel nome di quella meravigliosa costa del Caribe, la terra e il cielo offrono agli hijos de Dios tutte le risorse di cui hanno bisogno per crescere sani e forti, ma gli amministratori del Creato devono permettere a tutti di accedere al necessario e di ambire al superfluo senza disparità. I costaricani coltivano un egualitarismo sociale che affonda le sue radici nelle pari opportunità e nell’intervento dello Stato a sostegno dei più deboli: se la spesa militare si azzera, il denaro finanzia l’istruzione e la formazione. “Vogliamo un esercito di insegnanti”: l’utopia di San José scorre fra i banchi di una scuola che abbraccia i giovani fino alla maggiore età e li accompagna all’università attraverso l’amore per la cultura. Il sogno della felicità si posa sulle borse di studio e si apre insieme alle porte degli ospedali pubblici: i poveri respirano la stessa aria dei ricchi e crescono fra gli alberi dei parchi più belli del mondo. Il mercato del caffè ristagna? L’esportazione degli ananas e delle banane gonfia le casse delle multinazionali? Giunge in soccorso l’esprit de finesse della natura: i paesaggi mozzafiato del Caribe si aprono ai turisti di tutto il mondo nella loro atmosfera più genuina. I palazzinari non esistono: la Piccola Scandinavia della Mesoamerica ha bandito le speculazioni edilizie e ha offerto alla sua gente un modello di sviluppo sostenibile. L’ONU e i ricercatori dell’Occidente se ne sono accorti solamente fra il 2009 e il 2012, quando la splendida bandiera della Costa Rica ha raggiunto una posizione sorprendente nell’indice dello sviluppo umano e il suo popolo ha conquistato la vetta della felicità mondiale: il termometro non scende mai sotto i quindici gradi e scavalca raramente i trenta, il sole bacia le coste del Pacifico, il Mar dei Caraibi accarezza le spiagge e il caffè profuma l’aria. Se i grandi della Terra fossero usciti dai loro palazzi e si fossero affacciati a una finestra sul Caribe, avrebbero notato molto prima la gioia che si respira per le vie di San José, ma se avessero seguito con vero interesse sociale il calcio, non avrebbero avuto dubbi: nel “lontano” 1990 il mitico Bora Milutinović ha guidato Cayasso, Flores, Medford e i loro sconosciuti compagni agli Ottavi di Finale e ha trasmesso al Paese più incredibile della Mesoamerica gli scampoli balcanici del suo genio. Dopo gli splendori degli anni Cinquanta e Sessanta, i Ticos sono tornati alla ribalta e non hanno più perso di vista l’élite del calcio latino. Nel 2006 hanno deluso, il 2010 li ha lasciati nel loro piccolo paradiso caraibico, ma il 2014 ha offerto alla Federación Costarricense de Fútbol un’occasione d’oro: il Mondiale è arrivato in Sudamerica e la stella di Joel Campbell ha cominciato a brillare sul mare del Pireo. I suoi riflessi cangianti hanno stregato la Grecia; i suoi raggi fulminei abbagliano ancora l’intero Uruguay. Le giocate allegre del numero nove coronano una manovra frizzante e accendono un gruppo compatto: La Sele’ non pullula di fenomeni, ma grida al cosmo la gioia del suo popolo: non è facile fermare il suo sorriso.                 

Annunci

One thought on “Costa Rica: il Paese più felice del mondo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...