L’Estate, acerrima nemica del Malato di Calcio.

 

pallone-spiaggia

di Veleno.

L’Estate è indubbiamente il periodo dell’anno più atteso da ogni persona. Da ogni tipo di persona tranne uno: il malato di Calcio.

Sì, perché il malato di calcio vede la stagione estiva con diffidenza e timore, perché sa benissimo che lo aspettano giorni “bui”, in cui l’astinenza si farà sentire nei modi peggiori. Ogni due anni, questa situazione è alleggerita parzialmente da Europei e Mondiali, che danno un mesetto di ossigeno in più, ma la situazione non cambia troppo.

Il malato di calcio è ben consapevole del fatto che anche in questo caso, dovrà sopravvivere un mese e mezzo campando di stenti ed espedienti; calcistici, ovviamente.

I non malati faticano a capire, pensando che questo periodo sia decisamente breve e solitamente occupato da altre attività piacevoli come vacanze, riposo ed altro; ma nessuna di queste cose può sostituire, nella mente del malato, quel pallone che corre sul tappeto verde, i tifosi che cantano in tribuna e tutto quello che ne consegue.

Per sopravvivere a questi momenti durissimi, il malato si butta su qualsiasi cosa abbia anche lontanamente a che vedere col fùtbal.

Il Calciomercato è sicuramente il tema estivo che attira più l’attenzione del malato. Attenzione, non solo quello della sua squadra del cuore, ma TUTTO. Dalla prima all’ultima squadra di Serie A, passando per i grandi club Europei, e nei momenti più difficili, ci si butta anche sul mercato di club minori stranieri, con punte che rasentano l’autismo.

Questo è uno dei temi estivi più cari al malato perché è direttamente spendibile in una delle attività preferite dal soggetto in questione: La Chiacchiera da Bar.

Il malato di calcio non si limita ad avere bisogno di vedere calcio ma deve parlare, discutere, dissertare, per placare questo “fuoco sacro” che gli brucia dentro.

Un’altro argomento che attira l’attenzione del malato in questo periodo (solo i malati più gravi) sono le partite estive. Dalle amichevoli in ritiro, a quelle in tournée, passando per i trofei “memorial”, di beneficenza e chi più ne ha più ne metta.

Man mano che passa l’estate, il malato è sempre più in difficoltà ma grazie a dio ad un certo punto arrivano quelle che possiamo definire “le medicine”: i preliminari delle Coppe Europee (ENTRAMBE!) e l’inizio di alcuni campionati come Premier League e Bundesliga. Qui il malato si sfoga letteralmente, con vere e proprie maratone davanti al televisore, passando da una partita all’altra, da un campionato all’altro, non tanto per l’interesse per una squadra in particolare ma per il bisogno psicofisico di guardare calcio che conta.

Tutta questa situazione va avanti fino all’inizio del Campionato, dove il malato può finalmente tornare alla vita normale, solo dopo aver effettuato l’asta del Fantacalcio.

So bene che questa è una situazione molto difficile per i non malati, soprattutto per quelli che si trovano “costretti” a dover convivere con persone malate, però è una cosa inevitabile, che non cambierà mai.

Cari malati, tranquilli, manca poco.

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