Il Pagellone (7a Giornata)

moscaRazzismo, voto 0: la manifestazione di Milano della Lega Nord. Quella di Reggio Calabria di Fratelli d’Italia e Forza Italia. Un linea immaginaria, questa volta purtroppo, unisce il Paese nel peggiore dei modi. Intolleranza, egoismo, fascismi vecchi e nuovi; per noi di #Volevoilrigore il calcio dovrebbe tornare a servire anche a questo: non a garantire profitti milionari a pay-tv e club ma ad insegnare tolleranza, rispetto, solidarietà. Lanciamo una proposta: cari calciatori, il prossimo turno dedicate “col silenzio” i vostri gol alle vittime del mare e della nostra indifferenza. Dimostrate a tutti che il nostro Paese e il nostro calcio sono cosa diversa dalle facce e le urla brutte di un Salvini o un Alemanno qualunque.

Vidic, voto 2: colleziona più errori difensivi lui che gaffe Scilipoti. Gli avversari ringraziano.

Maurizio Gasparri, voto 2: è quel tipo di giocatore che nessuno riesce a comprendere. Scarso, sgraziato, rozzo, che incredibilmente riesce a giocare titolare nelle partite che contano, in squadre famose (anche se molto decadenti). Il tipo di giocatore che fa male al giuoco, insomma. E come se non bastasse, anziché accendere un cero al giorno al santo patrono delle cause perse (San Capezzone da Pannella), entra in modo sporco e maleducato, esclusivamente per fare male. I giocatori come Gasparri dovrebbero essere cacciati dal mondo del calcio; e della politica, ça va sans dire.

Brunetta, voto 3: con la stessa stima di sempre.

Tavecchio, voto 3: il Presidente si é scusato di non poter essere presente in piazza Duomo per sopraggiunti impegni istituzionali. Ma promette a Salvini che farà di tutto affinchè si vieti l’uso delle banane sui campi di calcio, lanciando la campagna “meno banane, meno immigrati”.

Mazzarri, voto 4: magari senza lui in panchina l’Inter vincerà la prossima partita.

Lotito, voto 4: dichiara “pronto a indossare il saio e scendere in politica”. A questo punto si dovrà dimettere da Presidente della FIGC.

Montella, voto 5: qualcuno gli regali un attaccante e un’infermeria vuota.

Llorente, voto 5: il Re Leone ancora a secco in questa stagione ci ha scritto pregandoci di criticarlo: “solo così riuscirò a sbloccarmi”.

Travaglio-Santoro, voto 5: apprezzabile il tentativo, soprattutto per quelli come noi per i quali vincere è più importante di partecipare. Ma la finta lite messa in scena a Servizio Pubblico, nel tentativo di ravvivare l’auditel, è stata meno credibile di una simulazione di Filippo Inzaghi.

Higuain, voto 5: il Beppe Grillo del Calcio Napoli. Non è in grandissima forma, ma come manda a quel paese i suoi, nessuno mai.

Minoranza Pd, voto 5: sono il gratta e vinci di Matteo Renzi. Gli piace farlo vincere facile. Anche un bambino avrebbe saputo che invocare il rispetto del programma 2013 e criticare l’Italicum era una contraddizione. Come quelli che fanno il catenaccio e poi si chiedono perché non gli riesce il tiki-taka.

Enzo Amendola, voto 6: secondo un sondaggio definito segreto sarebbe in testa alle preferenze dei cittadini campani come candidato alla presidenza della regione. Qualche ora dopo è stato svelato l’arcano: i sondaggisti non avevano specificato si trattasse di Enzo e non di Giorgio.

Zeman, voto 6: caro mister ti preferivamo quando eri più spregiudicato. Abbiamo il terrore che tra un po’ giocherai anche con il libero in difesa. Per piacere non diventare il Giampaolo Pansa del calcio.

Pippo Baudo, voto 7: altro che Barbara D’Urso. Noi siamo contro la tv a colori, la politica di Twitter ed il calcio moderno. Noi di “volevoilrigore” quando prenderemo il potere in tv ci andremo solo per farci intervistare dal Pippo Nazionale.

Francesco Boccia, voto 7: il suo “Conosco un po’ la destra, ho sposato un dirigente del Pdl” è l’unico momento di vitalità della soporifera direzione del Partito Democratico sulla forma partito. Per il resto è stato come vedere una replica già vista di una partita della serie B degli anni novanta.

Quagliarella, voto 7: pare che abbia il vizio di segnare alle sue ex squadre.

Pogba, voto 8: il francese è una vera forza della natura. Classe e potenza, un misto tra Roberto Bolle e Jonah Lomu.

Ferrero, voto 8: la Samp vola in classifica e noi voliamo insieme al nostro #idolo.

Totti, voto 8: terzo gol consecutivo con una dedica speciale a Pavel Nedvěd.

Camila Giorgi, voto 8: dopo essere stata eliminata ai quarti nel torneo di Mosca, la promessa del tennis italiano si fa fotografare con un colbacco proveniente direttamente dall’Urss, con tanto di falce e martello. Moderati chi?

Callejon, voto 8: sembra un po’ Berlusconi, lui prova a far vincere la squadra, ma poi c’è il resto del gruppo che manda tutto in malora.

Pina Picierno, voto 8: alle telecamere delle Iene dichiara: “Mi state facendo girare come una scema”. Finalmente un po’ di sincerità. Apprezziamo lo sforzo e l’onestà intellettuale.

Honda, voto 8: era dai tempi di Mark Lenders alla Reggiana che un giapponese non era in cima alla classifica cannonieri della Serie A.

Silvio Berlusconi, voto 9: la sua intervista pomeridiana a Domenica Live è stata come al solito un capolavoro. Il selfie finale poi, con la padrona di casa Barbara D’Urso in versione chat-line notturna, è stato il tocco di classe finale. Il cavaliere ci è sembrato addirittura ringiovanito. Non raggiunge il 10 solo perché, ci permettiamo un piccolo suggerimento, quel suo dialetto fiorentino non ci ha convinto fino in fondo.

Marc Tarabella, voto 9: l’europarlamentare belga di origine toscana bacchetta nuovamente Salvini per la sua nullafacenza al Parlamento Europeo. Noi lo abbiamo sempre detto che il Belgio sarà la rivelazione dei prossimi anni. Dopo Hazard, Lukaku e Mertens, ecco Marc Tarabella: centromediano dal tackle pronto.

Matera, voto 9: nel 1948 venne definita vergogna nazionale, oggi designata a capitale europea della cultura. Un esempio di riscatto del Mezzogiorno.

Difesa del Napoli, voto 9: rasenta la perfezione. Il 90% delle azioni che subisce si trasformano in gol. Sembrano quasi giocare a tressette a perdere.

Valentino Rossi, voto 9: il Dottore ci regala un’altra vittoria. E noi speriamo che stia solo riscaldando i motori per la prossima stagione.

Francesco Nicodemo: voto 9.5: non è dieci solo perché il voto massimo è riservato al maestro Guccini. Un giorno gli storici useranno la sua figura per spiegare ai loro contemporanei cosa siano stati i nostri tempi. Il suo “questa è bella” rivolto all’inviato delle Iene, che gli chiedeva se confermasse i giudizi sprezzanti espressi sul ministro Madia qualche tempo prima sul suo blog, rimarrà nella storia della comunicazione politica. Il suo balbettio successivo, invece, nella storia della musica italiana contemporanea. Pare che i ragazzi de Lo stato sociale ne abbia già acquisito i diritti per comporre la base della loro prossima hit mondiale: “Il blog è come il maiale, non si butta via nulla”.

Francesco Guccini, voto 10: è inutile che ci chiediate perché.

Antonini, voto 10 e lode: va a spalare il fango in tuta e quelli che non sono andati a spalare perché nessuna fashion blogger ha consigliato loro l’outfit lo criticano. Solidarietà.

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