Il Pagellone (11a Giornata)

Fassina, s.v.: dichiara che il superamento dell’euro deve diventare un’opzione politica, peccato, qualcuno ancora credeva in lui.

Mazzarri, voto 2: quando Thohir ci pregò di criticarlo sperando nel nostro tocco da Re Mida noi gli dicemmo che era meglio licenziarlo e basta. Dovremmo tornare ad ignorarlo, sperando che approdi in lidi alla sua altezza: la terza categoria.

Alfano, voto 2: manganello SÌ, sparatorie nei film NO. Angelino è proprio irrecuperabile, non ne azzecca una. Neanche Vampeta con l’Inter fu così disastroso.

Paola Bacchiddu, voto 3: non vediamo l’ora che usi tutti i suoi mezzi per la campagna elettorale di Salvini.

Brunetta, voto 3: “Fedez fai schifez”, come facciamo a non stimarti?

Tavecchio, voto 3: anche la Fifa lo squalifica. Fortuna che c’è Lotito a fare il Presidente.

Maglie del Parma, voto 3: per carità apprezziamo l’omaggio al Saint Etienne, squadra che ha avuto tra le sue fila Michel Platini, ma presentarsi con la maglia verde allo Stadium giustifica il cattivo voto. Pare anche che il ricavato della loro vendita andrà in beneficenza. Crediamo che se svuotassimo i nostri portafogli, notoriamente non proprio consistenti, avremmo comunque maggiore possibilità di recuperare una somma maggiore rispetto alla vendita di quelle magliette. A meno che non le comprino i giocatori della Juventus per ricordo.

Obama, voto 4: travolto dall’onda rossa, peccato che in America i buoni sono blu e i brutti e cattivi repubblicani sono rossi. P.S.: buoni si fa per dire!

Vidic, voto 4: bisogna ricordare al serbo che è stato un grande giocatore di calcio. Neanche Fassina ha avuto una regressione così drastica.

Chiamparino, voto 4: “Se il Movimento 5 stelle mi votasse andrei di corsa al Quirinale”, ormai finire un mandato non va più di moda, anche quando si è appena eletti.

Lotito, voto 4: siamo delusi dal fatto che nessuno l’abbia candidato come presidente della Repubblica. Si dovrà accontentare della FIGC.

Bonera, voto 4: il difensore non sarà mai il mio mestiere, canta insieme al coro della difesa del Milan. Salvatelo.

Berardi, voto 5: ha dimenticato come si segna e la classifica del Sassuolo ne risente, peccato, è uno dei talenti più puri tra i giovani italiani.

Giuditta Pini, voto 5: senza motivo. Ma lo facciamo per lei. Qualcuno, cioè tutti voi, sa perché. Vabbè, ve lo spieghiamo lo stesso: un voto basso di #volevoilrigore è il sogno di ogni componente della Casta (ex Apparato, ndr) che si rispetti.

Renzi, voto 5: ha fatto sparire la Picierno dalla tv e questo è un bene. Ha fatto votare la fiducia ad Alfano e qui ha deluso non poco. Intanto porta a casa un accordo col M5S per la consulta e il CSM ma il patto del Nazareno inizia a scricchiolare. Settimana di transizione.

Salvini, voto 5: provocare, sperare nella reazione violenta e fare la vittima. È una strategia mediocre e vecchia, ma siamo in Italia e quindi funziona ancora.

Hillary Clinton, voto 6: è in pole per prendere il posto di Obama ma le premesse, dopo le elezioni Midterm, non sono tanto favorevoli ai democrats. Al momento però la carta della donna presidente resta l’unico appiglio. Hillary fai attenzione a Michelle.

Babacar, voto 6: è l’unico tra i viola che cerca di impensierire i napoletani. Poi entra Mario Gomez che fa deprimere anche il senegalese.

Rugani, voto 7: dopo il buon inizio di stagione con l’Empoli, arriva anche la chiamata nella nazionale di Conte. Complimenti.

Strootman, voto 7: ritorna in campo dopo otto mesi. Una buona notizia per la Roma e per la serie A. In bocca al lupo.

Maurizio Sarri, voto 7: il Mario Draghi delle panchine, mette in cassaforte la sua seconda vittoria. Il suo giovanissimo Empoli darà filo da torcere a tutti.

Alessandra Amoroso, voto 7: rappresenta l’Italia agli Mtv Europe Awards. È come una nazionale di Donadoni. Non scalda il cuore di tutti, ma è pur sempre una nazionale. Vai Sandrina!

El Shaarawy, voto 7: il faraone ritorna al gol e trova la maglia azzurra, in una nuova Italia multiculturale, con tanti saluti a Salvini.

Gianni Morandi, voto 7: oramai è il re dei social: il Messi del post, il Ronaldo del like, il Ribery che dribbla e fa slalom su tutte le nostre bacheche. Mitico.

Carpi, voto 8: dalla provincia modenese alla vetta del campionato cadetto. La Cenerentola di questo girone d’andata di serie B sta sorprendendo tutti, a partire dal componente modenese (gialloblu) della redazione.

Koulibaly, voto 8: dopo un inizio di stagione incerto, il 23enne francese si sta dimostrando uno dei migliori centrali difensivi del campionato. Rassicura il reparto, compreso il più esperto Albiol, e in diverse occasioni ha salvato la squadra. Se queste sono le premesse, il Napoli ha trovato un altro campione.

Pellissier, voto 8: non provate a rottamarlo, non vuole proprio smettere di segnare.

Muro di Berlino, voto 8: Ci manchi. P.S.: i muri, nel caso non ve ne siate accorti, ci sono ancora: tra Israele e Palestina, o tra Messico e Stati Uniti, per esempio. O tra quell’1% della popolazione mondiale che detiene la metà della ricchezza del mondo e i 50 milioni di esseri umani morti di fame nel 2013. Muri che sono ancora lì, seppur in luoghi che chiamiamo democrazia, a ricordarci che c’è sempre chi difende privilegi e chi paga il prezzo dell’esistenza di quei privilegi. Di solito, quel prezzo, è pagato dagli sconfitti della storia. Per quel che conta, a noi ci trovate dalla loro parte.

Higuaín, voto 8: un mese fa era in crisi di gol e il Napoli arrancava. Il Napoli risale al terzo posto e non è un caso che questo coincida con i gol del Pipita. Fondamentale.

Del Piero, voto 8: per i suoi 40 anni. A noi le bandiere, e quelli che sembra non vogliano mai smettere di giocare, ci piacciono

Ferrero, voto 8: ormai è il faro della seria A. Tutti aspettiamo una sua dichiarazione, un gesto, uno sguardo. Idolo.

Benitez, voto 8: ha sempre predicato pazienza. I fatti gli danno ragione, il Napoli è ritornato agli ottimi livelli della scorsa stagione. Sembra Bersani, ma in più ha un’ottima squadra e qualcuno che gli dà fiducia.

Giorgio Napolitano, voto 8. in tempi strani, nei quali tutti fuggono, rimane un baluardo. Giorgio resisti. Non ci lasciare soli con Matteo, Silvio, Angelino e Beppe. Per favore.

Valentino Rossi, voto 9: a 35 anni è sempre lì, piegato in quelle curve a far vedere gli scarichi agli avversari. Caro Dottore questo secondo posto nel mondiale è un allenamento per l’anno prossimo. Leggenda.

Tevez, voto 10: Geronimo fa quaranta metri a cavallo del pallone, i cowboy emiliani lo inseguono, lui non demorde e fa il gol più bello della giornata.

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