L’onorevole nel Pallone – Intervista a Matteo Orfini

Oggi inauguriamo una nuova rubrica: “L’onorevole nel Pallone”.

Quando la palla rotola sul prato verde, lo schieramento politico non conta. Quando l’arbitro fischia l’inizio della partita, destra e sinistra sono solo le due fasce di gioco. Quando la tua squadra del cuore gioca un match importante non c’è Patto del Nazareno che tenga.

Il nostro primo ospite è Matteo Orfini, presidente del Pd, nell’occhio del ciclone mediatico per aver scritto su Twitter “Ho portato l’Avellino in Europa League. Però ora qualcuno mi tolga Championship manager dal cellulare #dipendenze”.Orfini, partiamo da quest’ultima polemica e le chiediamo: nel suo tempo libero non potrebbe fare come tutti e andare a qualche festino?

Non ho più l’età per i festini, gli unici a cui vado sono quelli a cui accompagno mia figlia (due anni) e la canzone più rock che ti capita di cantare è “Whiskey il ragnetto”. Però a Championship manager si può tranquillamente giocare anche durante certe riunioni alle quali sarebbe altrimenti difficile sopravvivere. E ammetto di essere stato tentato di farlo in Aula durante l’ostruzionismo dei grillini. Fino ad ora però non ho ceduto.

Abbiamo capito che è un esperto del gioco, quindi: quale modulo usa a Championship manager? E quale filosofa di gioco? Vivaio o acquisti di spessore?

Gioco sempre col 3-4-1-2. Pressing e gioco offensivo. All’inizio punto sul vivaio, poi quando arrivo in Serie A qualche acquisto lo faccio. Ma – salvo emergenze – mai giocatori sopra i 25 anni a parte il portiere. Senza un buon portiere a Championship manager non vai da nessuna parte.

Perché un estimatore di Togliatti come lei tifa per il Milan? È un caso di doppia morale?

Ma no, la mia fu una scelta di sinistra. Iniziai a tifare nell’82, anno dei mondiali. La Roma vinceva lo scudetto, il Milan era in serie B. Io, figlio di mamma milanese ma romano, decisi di stare dalla parte dei più deboli.

Ci dica gli omologhi nella politica italiana di Pirlo (la classe), Balotelli (la follia) e Mazzarri (il piagnone).

Napolitano è Pirlo. Senza dubbio Civati è Mazzarri. Ignazio Marino è Balotelli: deve imparare a disciplinare il suo talento per convincere davvero

Catenaccio e contropiede o tiki-taka? Anche in politica?

Quando sto in campo catenaccio tutta la vita (per carità, segnare è bello. Ma vuoi mettere il piacere che ti dà sentire lo stinco dell’attaccante avversario sotto i tuoi tacchetti?). Quando tifo preferisco il gioco d’attacco, ma il tiki-taka no: troppo lento.

Lei è più per un calcio romantico e fantasioso o per la filosofia del risultato ad ogni costo?

Il calcio romantico e fantasioso è anche un gol di ginocchio al novantaduesimo che ti regala tre punti immeritati. Quanti ne ha fatti Inzaghi di gol così…

Con l’abolizione del finanziamento pubblico ogni partito rischia di essere come una squadra inglese: comprata da uno sceicco o da una magnate russo. Che ne pensa?

Se ne trova uno che si compra il Milan?

Per molti il suo accordo con Renzi sarebbe paragonabile alla decisione di Zeman di andare ad allenare la Juve? Che ne pensa?

La differenza è che io e Renzi tifiamo e giochiamo per la stessa squadra, il Pd. A volte invece sembra ci siano nostri compagni di squadra che invece di passarsi la palla si prendono a calci. Comunque Zeman riuscirebbe a cambiare la Juve almeno quanto noi abbiamo cambiato Renzi.

Il ricordo più bello legato al calcio?

Ero a Barcellona con mio padre a vedere la finale di Coppa campioni Milan-Steaua Bucarest. Per una serie di casi della vita tornai in Italia con l’aereo su cui c’era la squadra. Fece scalo a Milano e poi proseguì per Roma. Ovviamente scesero prima tutti i passeggeri e sull’aereo rimasero solo i giocatori che dovevano fare l’uscita trionfale con la Coppa. In quel momento c’erano solo loro e i pochi che proseguivano per la Capitale. Approfittai del momento e andai a chiedere di sollevare la Coppa dei Campioni. Me la passò Gullit e io la baciai tra gli applausi di tutti. Avevo 14 anni, indimenticabile.

Pronostico sul derby di domenica prossima tra Milan e Inter?

Non si fanno pronostici, si entra in prepartita in largo anticipo e si soffre.

Ha sofferto di più per il rigore sbagliato da Baggio nel ‘94, per la rimonta del Liverpool contro il Milan ad Istanbul, o per il risultato alle politiche del 2013?

Istanbul? Non ricordo rimonte. Anzi non ricordo nessuna partita col Liverpool a Istanbul. Non ricordo. No. No. No.

In difesa è meglio la coppia Bonera-Zapata o Longo-Ghedini (con tutto il rispetto per Longo e Ghedini)?

Facciamo che è meglio la coppia Mexes-Alex.

Noi siamo contro il calcio e la politica moderna. Amiamo i campetti in terra battuta e le discussioni fumose. Lei?

Ho sempre detto che da quando esistono i campi sintetici il calcio amatoriale ha perso metà del suo fascino. Viva la pozzolana e le ginocchia sbucciate (quelle degli altri, si intende).

Presidente Orfini concorda con noi che Franceschini sia il Silvano Ramaccioni del Pd: passano le stagioni ma lui è sempre lì.

Sono le tranquillizzanti certezze della vita.

Per chiudere chi butterebbe da “Latorre”?: Baresi o Van Basten, Rivera o Costacurta, Gramsci o Togliatti, Alfano o Berlusconi?

Costacurta è il più grande calciatore di tutti i tempi, quindi lo salverei con chiunque. Idem Togliatti, vince con tutti. Tra Baresi e Van Basten mi butto io. Tra Alfano e Berlusconi tengo Alfano (ma non troppo a lungo).

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