La giornata tipo del civatiano

9.30: il giovane civatiano si sveglia, ma non si sveglierebbe mai presto. È costretto a mettere la sveglia perché la scelta di Matteo Renzi di fare il suo primo tweet già alle 8.00, lo costringe a svegliarsi al massimo alle nove per poter rispondere in tempo utile.

9.35: si sveglia un po’ frastornato. La notte precedente ha fatto tardi: è stato a un concerto de Lo Stato Sociale. La prima cosa che fa è controllare sul suo smartphone il blog di Pippo. Tutto ok: anche stanotte nessuna scissione. È ancora un iscritto al PD. Ora può leggere il tweet di Renzi.9.40: dopo aver letto e risposto al tweet di Renzi ha mal di pancia, allora inizia la giornata con una tisana bio e biscotti integrali equo e solidali.

10.00: il civatiano decide che è ora di uscire di casa, ma si muove solo in bicicletta; da qualche parte ci sarà pur uno sciopero della CGIL. Infila le cuffiette del suo iPod e comincia ad ascoltare gli immancabili Zen Circus. Il civatiano, di nascosto, guarda anche X-Factor, ma non lo dice a nessuno.

10.10: post su Instagram: una bella giornata, l’aria è pulita #èpossibile.

10.11: si ricorda che i Virginiana Miller sono stati sdoganati da Renzi e cancella il post.

10.15: nessuno sciopero della Cgil. Il civatiano continua la ricerca. Nemmeno un corteo degli studenti, un blocco stradale, un’assemblea di condominio, niente da fare. Allora prossima fermata: università. Controllando sempre sul blog di Pippo se questa mattina c’è stata la scissione. “Niente da fare, meno male”, si risponde il civatiano un po’ confuso. Il civatiano, ovviamente, è un dottorando in filosofia.

10.20: è l’ora del primo like a Marco Sarracino.

10.30: la ragazza lo chiama, è preoccupata perché non risponde ai messaggi su Whatsapp, lui la tranquillizza, spiegandole che Whatsapp è renziano e lui l’ha rottamato sostituendolo con Telegram.

11.00: in dipartimento il civatiano ascolta i Cani e le Luci della Centrale Elettrica, comincia a leggere l’editoriale di Andrea Ranieri su Left. Ha un’immediata voglia di accendersi un sigaro e di esclamare “‘orco boia!”, poi pensa che il libro che ha da studiare si legge leggendolo.

11.15: vede un tizio che legge il Foglio, pensa sia un giovane turco e decide che non ne varrebbe la pena. Poi ci ripensa e decide di iniziare una conversazione col tipo che legge il Foglio, è comunque un suo compagno di partito, anche se ancora per poco data l’imminente scissione. Con suo grande disappunto scopre che non è un giovane turco ma il possessore dall’altra copia distribuita de Il Foglio, cioè un parente di Giuliano Ferrara.

11.30: Civati non pubblica più nulla sul blog da almeno 30 minuti. Il giovane civatiano prima si dispera ma ha sempre con sé il suo asso nella manica: il blog di Walter Tocci, un intervento di Walter Tocci, un’intervista di Walter Tocci, un libro di Walter Tocci. Legge estasiato, è contento. Poi su Facebook appare una nota di Corradino Mineo. E subito l’allegria scema.

12.00: prossima fermata: biglietteria. Il civatiano va a comprare i biglietti della partita del Parma. In coda attacca bottone e gli chiedono come mai tifa Parma, e lui spiega che il Parma è in serie A ma non è obbligato a vincere. Se perde, è normale che il Parma perda, se vince è una grande impresa del Parma. Non si schiera nei litigi tra le grandi ma prende in giro tutti e in fondo non è odiato da nessuno. Il civatiano esplica la sua essenza nel tifo al Parma, più di un post di Civati stesso, più di un intervento commovente di Tocci, più di un editoriale poetico di Ranieri. Il civatiano nello scegliere di tifare Parma fonda sé stesso.

12.15: in coda, alla biglietteria, insulta quelli di #volevoilrigore perchè sfottono Pippo. Le code si fanno facendole.

12.30: finita la coda, preso il biglietto. Prossima fermata: casa. Nel percorso incontra dei suoi amici grillini che però lo sfottono e gli danno del senza attributi perché difende qualcuno che vota cose che non gli piacciono. Incontra poi i renziani che gli dicono di stare sereno.

13.30: pranzo. Voleva il pollo biologico ma, essendo in minoranza anche in famiglia, mangia tacchino allevato in gabbia. Si adegua e mangia sfiduciato il tacchino, pensando che il suo affezionatissimo Pippo sta subendo di molto peggio alla Camera dei Deputati.

14.30: caffè, è l’ora del like al post di Elly Schlein, che pare abbia occupato qualcosa a Bruxelles.

15,00: mal di pancia. Prende un Maalox. Lui e Civati si stanno bruciando tutto lo stipendio in medicinali per la gastrite.

15.10: il civatiano scrive il suo tweet pomeridiano contro il governo Renzi. Ne fa uno ogni tre ore, ma mette come sempre l’hashatg #apartelalanzetta. Lo usa sempre Pippo. Il civatiano dopo sei mesi però non può fare a meno di chiedersi chi cavolo sia questa Lanzetta. E cerca su Google: pare sia un Ministro del governo Renzi. Il civatiano si chiede perché ci sia un civatiano ministro in un governo che è il simbolo della vittoria delle forze del male. Cerca sul blog di Pippo una risposta ma nulla da fare; si sente un po’ confuso ma fortunatamente la prossima fermata è lo psicanalista.

15.30: il giovane civatiano va dallo psicanalista. Mentre entra dalla stanza, esce un tizio con la barba, una maglietta di Togliatti e il Foglio sotto il braccio. Sembra che parli da solo con una vocina. Il giovane civatiano si accomoda nello studio ed incomincia a parlare al dottore del suo dualismo esistenziale tra la Leopolda e il Leoncavallo. E ripete di continuo ad alta voce: “Prossima fermata. Prossima fermata. Dove ci fermiamo? E perché? Ci scindiamo? Si può essere uniti e scissi al tempo stesso? Perché la foto con Fassina? Perché? Ma adesso con i grillini andiamo di nuovo a cena? Taddei? No, no Taddei giocava nella Roma. Non lo conosco. Ma perché Fassina? La prossima fermata è Fassina? Ma quando ci fermiamo? Scendiamo? Andiamo alla Leopolda o al Leoncavallo?”. Lo psicanalista lo guarda perplesso e sfinito gli dice: “Guardi, dopo di lei ho appuntamento con uno che ha il poster di una certa Picierno in camera e insiste per pagarmi 80 euro, anche se gliene chiedo di meno. Mi sono rotto il cazzo.” Il giovane civatiano chiede entusiasta: “Anche lei ascolta lo Stato sociale?” La risposta: “No. No. Mi avete proprio rotto il cazzo voi del Pd. Non ce la faccio a tenervi in cura tutti. Tra un po’ al manicomio ci finisco io”. Il civatiano se ne va dallo studio un po’ confuso meditando una scissione…

16.30: esce dallo psicanalista, prossima fermata centro commerciale, nel percorso saluta un renziano, viene messo nella lista grigia di Cosseddu.

16.40: il civatiano va a fare spese. Deve buttare tutto il guardaroba acquistato quando la prossima fermata era la Leopolda. Adesso per il corteo della CGIL serve un outfit oggettivamente diverso. Cerca un panciotto verde come ce l’ha Pippo, ma si intona male con la kefiah e la maglietta artigianale comprata alla bottega del commercio equo e solidale. Vorrebbe capire come si veste Cosseddu ma poi gli viene in mente che non sa chi sia Cosseddu fuori dal web. Cerca su Google: appaiono nell’ordine le immagini di un ex calciatore degli anni 70 del Porto Torres, un attore teatrale molto in voga negli anni 80 e una società di onoranze funebri di Alghero. Ci rinuncia. Opterà per una polo a righe blu e viola alla Ranieri. Sempre meglio della sciarpa a calzino di Orfini.

17.30: #volevolrigore prende in giro Renzi, è confuso, nel dubbio like a Sarracino e tweet contro Renzi.

18.00: spritzzetto all’Arci con i componenti della mozione per costruire il cantiere della Sinistra, in dieci minuti vengono fondati un nuovo partito, tre correnti, un gruppo indie e cade il governo, poi arriva un tweet in cui si dice che Pippo ha votato con il governo e il sogno svanisce.

18.20: incontra e scambia quattro chiacchiere con un suo amico bersaniano, finisce nella lista nera di Cosseddu.

18.30: partita a calcetto. Larghe intese sulle squadre da fare ma (come al solito) a lui queste larghe intese stanno strette. Si adegua con un sorriso amaro. Le partite si giocano giocandole.

19.30: sconfitto a calcetto, chiede una commissione d’inchiesta per trovare i 101 che non hanno giocato bene, gli amici gli fanno notare che hanno giocato in 5.

19.45: doccia. L’acqua è gelata perché lo scaldabagno è rotto, incolpa Renzi, tweet contro il governo.

20.00: il giovane Civatiano chiama la propria ragazza. Lui domenica vorrebbe andare al mare. Lei pure. Allora lui dice che vorrebbe andare in montagna. Lei dice va bene. Lui l’accusa di essere dalemiana e di averlo manipolato. Lei disperata gli urla che da quando lui ha questa ossessione, lei è costretta a farsi i baffi tutti i giorni per non destate sospetti. Lui rimane qualche secondo in silenzio e poi le urla: “se ti depili di continuo allora sei anche tu una lady-like, amica della Moretti!”. Lei ci rinuncia, lo lascia e gli attacca il telefono in faccia. Lui mette un pezzo malinconico di Brunori Sas e si consola al pensiero che è rimasto fedele ai suoi principi.

20.15: il civatiano sente gli amici per organizzare il proprio sabato sera. Esordisce insultandoli e dicendo loro che preferirebbe altre comitive. Poi però dice che quello è il suo gruppo di amici e non vuole lasciarlo finché non lo cacciano. Scrive su facebook e twitter status e cinguettii di insulto a tutti i propri amici, minacciando di scindere la comitiva. E aggiungendo che però comunque uscirà con loro. Ovviamente passerà il sabato sera a casa lamentandosi, sempre su facebook e twitter, che nessuno l’ha chiamato o avvisato per uscire, non riuscendo a capire il perché.

20.30: prossima fermata: cena. Ancora una volta le pietanze propinategli non gli piacciono, ma il padre lo ammonisce di avere meno spirito critico. Allora inizia una filippica di mezz’ora (che comincia con “Caro papà, stai sbagliando…”) provando a far capire ai genitori e/o fratelli che la famiglia è una società plurale in cui va ascoltato il parere di tutti. Alla fine, comunque, mangia quello che ha davanti. Ma non gli piace.

21.00: chiede ai suoi se possono prendere un gufo come animale domestico. I suoi lo ignorano.

21.30: gioca a Football Manager allenando il Monza, sognando un mondo che non c’è mentre ascolta altri gruppi alternativi italiani: i Cani, Marta sui Tubi, Lo Stato Sociale…

22,30: viene esonerato dal Monza a Football Manager. Mal di pancia. Stavolta lo cura retwittando Nichi Vendola. Il civatiano rivede la foto di Pippo con Cuperlo, Fassina e Boccia. E si affretta a cancellare tutti i post di facebook e twitter d’insulto a Cuperlo, Fassina e Boccia. Capisce che l’impresa è troppo ardua e decide per una soluzione drastica: fa un comunicato in cui si scinde da se stesso e apre altri profili nuovi, uno su facebook, uno su twitter, uno su Pinterest, uno su Google+ e infine anche uno su Medium. Respira profondamente: poteva andare peggio, nella foto comunque non c’è D’Alema. Ma ha un presentimento, va sul blog di Ciwati, Pippo si è fatto crescere degli strani baffetti e conclude ogni frase degli ultimi post con la parola “diciamo’. Il giovane civatiano smadonna. In genovese, come farebbe Andrea Ranieri, nel dubbio mette un altro like a Sarracino.

23.00: si mette nel letto e guarda dal suo smartphone i discorsi di Civati, Mineo, Casson, Barca, Tocci, Ricchiuti, Viotti, Schlein, Bonaccorsi, Briano e… Basta. Si commuove.

23.30: il giovane civatiano pensa che quando era la destra di Bersani era comunque meno divertente che essere la sinistra di Renzi, con cui era alla destra di Bersani. E si consola pensando che stanotte leggerà sul proprio Kindle il nuovo libro di Walter Tocci.

00.00: si addormenta mentre ascolta lo storico comizio di Pippo all’Estragon di Bologna (tutto esaurito) voltandosi sul lato sinistro.

1,00: si risveglia di soprassalto e pensa di andare nel “Pippo point notturno”. Purtroppo, si ricorda che c’è solo a Genova. Si cerca di dormire. Domani sarà un’altra dura giornata di opposizione interna e mal di pancia.

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10 thoughts on “La giornata tipo del civatiano

  1. Qui vale quella vecchia regola che se si scrive una cosa contro i potenti, è satira. Se invece è contro una persona in una posizione di debolezza è aggressività fine a se stessa.

    Brutto post, boh.

  2. Quindi un civatiano è fancazzista benestante figlio di papà e pure indolente… Perchè per lui alzarsi alle 9:30 è svegliarsi presto!
    Se ne può andà affanculo!

  3. Bello anche se un po’ lungo. Così il buon civatiano dopo qualche decina di minuti va direttamente a capire come va a finire. E qui scopre di non essere accorso che l’obbiettivo di domani. Che sarà di confronto libero costruttivo e pratico perché: le cose si cambiano cambiandole!

  4. Pingback: La giornata tipo del.....

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