Il Pagellone (12a Giornata)

Questo pagellone esce in concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Anche noi vogliamo partecipare, ribadendo ad alta voce che un uomo che usa la violenza contro una donna non può definirsi tale, nonostante lo dicano i documenti e quello che vede tutti i giorni quando va in bagno.
Noi, che siamo contro il calcio e la politica moderni, siamo romantici per definizione, come Gaetano Scirea.

Torres, s.v.: Inzaghi per ritrovarlo a fine partita ha dovuto chiamare “Chi l’ha visto?”.

Grillo, voto 0: ci mancava solo il post di Petacco che ritiene Mussolini una brava persona e non il mandante dell’omicidio Matteotti. Cosa si fa per un voto di Casapound. Cosa si fa pur di non parlare del crollo di voti in Calabria e in Emilia-Romagna. Caro Beppe, non sappiamo se destra e sinistra esistono ancora, ma siamo sicuri dell’esistenza degli anti-fascisti e stanne certo che i fascisti questo Paese non torneranno.

Debora Serracchiani, voto 2: “Il candidato alle primarie del Pd è Callipo”, ha detto solo qualche settimana fa a Reggio Calabria. Così i cittadini calabresi hanno prima votato Mario Oliverio alle primarie e poi l’hanno eletto a larghissima maggioranza presidente della Regione. Complimenti Debora.

Alessandra Moretti, voto 3: avremmo fatto a meno che i suoi peli fossero trattati come argomento del dibattito politico, ma d’altronde se non ha altri argomenti… #LadyLike.

Quelli che l’astensionismo non è un problema, voto 3: quello che di solito diamo a Brunetta. Perché se i cittadini non ritengono più utile il voto come strumento per incidere sulle decisioni che interessano la propria vita, la democrazia perde il proprio senso più profondo. Un cittadino va a votare quando si riconosce in un partito e quando crede che quel partito sarà coerente con quel che promette in campagna elettorale. Vista l’affluenza, tutti i partiti, cominciando dal Pd, dovrebbero porsi interrogativi molto seri. Non ci piacciono gli stadi vuoti, figuriamoci le urne.

Tavecchio, voto 3: non ci si può credere. A prendere le sue difese è stato il Presidente della Figc Lotito.

Brunetta, voto 3: in questi momenti di difficoltà di Forza Italia, la nostra stima verso te si rafforza. Gli estimatori si vedono nel momento del bisogno.

Roberto Donadoni, voto 3: il Parma di quest’anno è veramente poca cosa. Ultimo in classifica e senza nessuna speranza di rimanere in Serie A se continua così. C’è da dire però le sta provando un po’ tutte, ma ormai ci sembra un po’ Vendola, sopra quel 3% sembra una missione impossibile.

Quelli che l’astensionismo è un problema di chi non va a votare, voto 3,5: uno 0,5 in più perché almeno lo definiscono problema. A noi hanno insegnato sin da piccoli che in difesa non si passa mai la palla in orizzontale verso il centro e che gli elettori hanno sempre ragione. Autoassolversi non servirà a molto. Se la speranza diventa rassegnazione o rabbia non ci saranno 80 euro che tengano.

Cana, voto 4: la sua uscita su Marchisio raffigura la prestazione della difesa laziale. Inguardabile.

Torino, voto 4: classica partita “bersaniana”, una miriade di occasioni per vincere e alla fine finisci che perdi la partita, con un guizzo di testa del “giaguaro” Floro Flores.

Ranocchia, voto 4: ogni volta che il pallone finisce dalle sue parti, un interista rischia l’infarto. È il pericolo principale per Handanovic.

Morgan, voto 5: “Non andare via, rimani”. La sceneggiata dell’ex leader dei Blu Vertigo è simile a quella che si ripropone ad ogni riunione in un circolo Pd. C’è sempre il tizio che si alza e va via urlando con la speranza che qualcuno lo richiami per risedersi al tavolo. Vado. Torno. Non è il mio programma. Amo X-Factor. Resto. Forse no. Insomma, il civatismo è oramai una malattia contagiosa. A questo punto gli manca solo un corso intensivo di “mazzarrismo”.

Il renzismo, voto 5: a quanto pare se non c’è Renzi in prima persona, i renziani prendono ceffoni da tutti, un po’ come il calcio champagne di Maifredi.

Bonaccini, voto 5,5: vince le elezioni come l’Inter ha vinto lo scudetto di cartone, poi sono arrivati 5 scudetti, coppe e il triplete, gli auguriamo lo stesso, anche se alla fine ha dichiarato 48 sul campo.

Landini, voto 6: per ora è l’unica alternativa al renzismo, peccato che sia ancora un’alternativa virtuale. Da seguire con attenzione.

Inzaghi, voto 6: di fortuna ne ha avuta sempre tanta, stavolta non è bastata per vincere, ma in fondo, provate a vincere voi un derby con Muntari, Zapata e Torres in campo.

Vasco Brondi, voto 6: la terra, l’Emilia, l’astensionismo: aveva già previsto tutto.

Alonso, voto 7: arrivato per vincere il pilota spagnolo si è arreso all’elettronica, buona quella degli altri, cattiva quella della Ferrari. D’altro canto se scambi il motore della formula uno con quello dell’Italo Roma-Milano è difficile battere Mercedes e Red Bull.

Mancini, voto 7: provate voi a pareggiare un derby con Icardi che non segna, Ranocchia che gioca per il Milan, Obi e Kuzmanovic in campo.

Sampdoria e Genoa, voto 7: le due squadre di Genova stanno disputando un avvio di campionato incredibile. Il vero derby d’Italia è ormai quello della Lanterna.

Dybala, voto 8: gol favoloso e altra prestazione di ottimo livello. L’argentino rosanero è un talento eccezionale. La speranza è che Zamparini non lo venda troppo presto.

Salvini, voto 7,5: il Matteo padano dimostra che ha anche i voti. L’astro nascente del centrodestra italiano esce allo scoperto e svela i suoi obiettivi, ovvero punta a vincere il campionato ma non vuole partecipare alla Champions League.

Farias, voto 8: il cagliaritano fa letteralmente impazzire la retroguardia del Napoli. Partita da incorniciare.

Mario Oliverio, voto 8: comunista, vince in Calabria con un risultato storico. Battendo prima il renziano sostenuto dalla Serracchiani e poi la destra. Chapeau.

Ferrero, voto 8: caro presidente, sei un idolo anche in Filipponia e per tutti i filippini.

Pogba, voto 9: è un vero fuoriclasse. Parolo avrà gli incubi per molte notti.

Carpi, voto 9: in nove uomini pareggia al novantesimo. Epici.

Di Natale, voto 10: con la rete di domenica sono 200 gol in Serie A in 400 presenze. Uno dei pochi veri campioni del calcio italiano ancora in attività. Merita 10 soprattutto per la risposta ad Ilaria D’Amico che a Sky gli chiede come festeggerà il record: “Sono fatti miei”.

Messi, voto 10: la pulce argentina, sigla una tripletta al Siviglia e sbriciola il record di gol della Liga di Zarra, arrivando a 252 gol in campionato, a 27 anni compiuti. Qui siamo davvero su un altro pianeta.

Astensionismo, voto 10: è il vero protagonista di questa modernità. Stadi vuoti e urne vuote. Tutti davanti agli schermi a guardare ma non pensare, a subire e non scegliere. Noi continuiamo a urlare: NO AL CALCIO E ALLA POLITICA MODERNI.

Federer, voto 10: la Svizzera vince la prima coppa Davis. Adesso a Roger manca solo la riforma del sistema bancario e può dire di aver cambiato in tutto e per tutto il suo Paese.

Rayo Vallecano, voto 10: i calciatori della squadra hanno promosso una colletta per pagare l’affitto ad un’anziana signora di 85 anni sfrattata per i troppi debiti. Ecco un vero esempio di redistribuzione economica.

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