Il Pagellone (16a Giornata)

 

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De Magistris, voto 2: da tifoso interista ha sventolato la bandiera del Napoli. Da non comunista sventola la bandiera con la falce e il martello. Cosa si fa per la propaganda. Siamo solidali con il popolo napoletano.

Parma, voto 2: questo Parma non gioca male, non gioca per niente. L’ammutinamento della squadra è palese. Sembrano tanti deputati grillini in dissenso con il loro capo.

Alessia Rotta, voto 2: ci chiediamo quale sia il messaggio del fotomontaggio diffuso dal PD con Grillo senza piedi rinchiuso in una boccetta di vetro. La grande bruttezza.

Fassino, voto 3: dopo la faccia di Renzi, quando Fazio ha fatto il suo nome per il Quirinale, la dice lunga sulle possibilità del “lungo” ad occupare il colle più alto di Roma. Eppure Fassino aveva fatto carte false per sostenere Renzi. Che ingrato…

Brunetta, voto 3: buon Natale al nostro Renatino. Anche Babbo Natale ti stima come noi, ne siamo certi.

Tavecchio, voto 3: ha scritto anche lui la letterina al suo Babbo Natale. La lettera inizia così: Caro Babbo Lotito…

Rudi Garcia, voto 4: dalla chiesa al centro del villaggio, siamo passati a citazioni da letteratura minore. La deriva mazzarriana non si addice ad uno chansonnier come lui.

La Supercoppa italiana a Doha, voto 4: è l’emblema del calcio che sceglie la tv anziché lo stadio. Vanno bene le tournée estive in Cina o negli States, ma qui si esagera. È come se Grillo fondasse un partito, o la Lega Nord si presentasse alle elezioni nel Mezzogiorno, o Gentiloni facesse il ministro nominato da Renzi.

Gervinho, voto 5: purtroppo per lui, nel calcio esiste quella “maledetta” regola che vince chi segna (ovvero buttare il pallone oltre la linea della porta avversaria) un gol in più degli avversari.

Lorenzo Guerini, voto 5: dovrebbe essere gli occhi e le mani di Mattero Renzi nel PD. Ma Lorenzo da Lodi, anziché le gesta di Matteo il Magnifico, pare sempre più destinato ad essere ricordato come un Migliavacca 2.0. Nel partito che doveva abolire le correnti, da vicesegretario nazionale del partito convoca la sua corrente a Roma per provare a far slittare le primarie in Campania. Un po’ come se Berlusconi proibisse all’allenatore del Milan di raccontare barzellette nello spogliatoio.

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L’onorevole nel pallone – Intervista a Gianni Cuperlo

Quando la palla rotola sul prato verde lo schieramento politico non conta. Quando l’arbitro fischia l’inizio della partita, destra e sinistra sono solo le due fasce di gioco. Quando la tua squadra del cuore gioca un match importante non c’è Patto del Nazareno che tenga.

Il nostro ospite in questa puntata de “L’onorevole nel pallone” è Gianni Cuperlo, candidato segretario alle ultime primarie Pd contro Matteo Renzi. Un Cuperlo trapattoniano, che cerca di andare in attacco attento a non prendere gol in contropiede. Continua a leggere

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
ti scriviamo perché, ti sembrerà certo strano di questi tempi, ma noi continuiamo a credere in te. Non solo perché sei vestito di rosso, hai la barba bianca e lunga come il nostro filosofo tedesco di riferimento e dal tuo naso si evince, senza dubbio alcuno, che la tua passione per il vino e la vodka è simile alla nostra e a quella di George Best.

Ma perché – nonostante abbiano provato a trasformarti in un simbolo del consumismo – hai resistito alla modernità e con principio di uguaglianza e ribellione, vaghi veloce nelle notti del globo come Socrates sul campo sfidando i radar e i satelliti come Maradona gli allenamenti, continuando da secoli ad accendere i sogni di bambini veri e bambini non cresciuti come noi.

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La giornata tipo del leghista

Salnivi bossiOre 5.00: nel profondo Nord produttivo, non è ancora sorto il sole quando sulle note di Va, pensiero suona la sveglia del nostro leghista. Guarda fuori la finestra e vede solo bianco, come ogni giorno della sua vita: o è nebbia o è neve.

Ore 5.10: apre l’armadio. Da un lato le foto di Luisa Corna in posa sexy. Dall’altro una pila di felpe. E in mezzo riposano decine di canottiere bianche, simbolo di un tempo in cui il leghista ce l’aveva duro e non posava desnudo su copertine patinate.

Ore 5.15: il giovane leghista ci pensa: in fondo se abbiamo sopportato le camicie camouflage di Formigoni, possiamo pure reggere le felpe di Salvini.

Ore 5.30: è il momento della colazione con cibo rigorosamente prodotto al nord del Piave, come la vita cisalpina impone: polenta e osei, busèca. Si sintonizza su Radio Padania che trasmette la hit parade dei raduni di Pontida: “Le canzoni vichinghe in chiave folk post-moderno”. Solo una voce stronca questo momento dionisiaco, è la mamma che lo rimprovera prima di scendere: “Salvatoreeeeeeee non fare tardi stanotte che domattina viene anche zia Maria e i tuoi parenti da Catanzzharo”.

Ore 6.00: Radio Padania continua con la sua classica programmazione, ora in onda i successi di Olindo Ghison – campionissimo canoro della festa della polenta di Bèrghem – e Valerio Manni, noto per la canzone in rima S.P.Q.R. “A Monza ci vedremo e in c…ve lo daremo”. Guarda sconsolato il porta cd e pensa che, effettivamente, l’ultima volta che è stato con una ragazza era al concerto di Gigi D’Alessio a Milano, dove comprò due biglietti da un bagarino di Scafati. Continua a leggere

Il Pagellone (15a Giornata)

Cari lettori, prima o poi doveva succedere. Siamo di sinistra, iscritti al Pd e tifiamo per squadre diverse. Eppure fino ad ora non avevamo mai minacciato scissioni, mai discusso, mai votato. Neanche fatto una corrente. Ma ieri notte è successo, e quindi come nella migliore dialettica democratica anziché trovare una sintesi abbiamo messo tutto dentro tipo un miscuglio, provando ad accontentare tutti. Sì, per una volta abbiamo ceduto anche noi alla politica moderna, e per questo sappiamo che prima o poi ci toccherà fare autocritica dinanzi al compagno Togliatti. Nel frattempo in questo pagellone troverete due ed opposti voti a Benigni. Così ha deciso la redazione centrale. Buona lettura.

Enrico Letta, senza voto: così, per ricordare a noi e voi che per sei mesi è stato l’enfant prodige, la speranza, la salvezza, della politica italiana. Prima di finire come un Quaresma qualsiasi.

Scalfarotto, voto 1: prova a maltrattare la storia della sinistra, che evidentemente non conosce; del resto, cosa potevamo aspettarci da uno che faceva il manager a Citibank? Imbarazzante.

Truppe cammellate, voto 1: spuntano sempre all’improvviso durante i congressi, provano a falsare il risultato e sono contro il bel gioco ma la politica, non quella moderna, è troppo bella per farsi fermare da loro.

Benigni, 2: da piccolo diavolo a piccolo chierichetto. Ieri sera deludente su Rai 1. Saranno andati bene gli sponsor e la Rai, ma a noi manca il mattatore toscano.

Preziosi, voto 2: collega i presunti favori arbitrali alla Roma contro il suo Genoa a Mafia Capitale. Immaginiamo l’sms di Pallotta a Buzzi: “Un bacio grande capo”.

Maria Teresa Meli, voto 3: la retroscenista del Corriere, se non esistesse il Pd sarebbe disoccupata.

Sgarbi, voto 3: è il responsabile culturale dei padiglioni italiani all’Expo. Di questo passo Montero insegnerà il fair play nella scuole.

Brunetta, voto 3: con l’affetto e la stima di sempre… e per sempre!

Tavecchio, voto 3: è troppo tempo che il presidente Lotito non rilascia dichiarazioni. Il Tavecchio nazionale non sa che dire…

Neto, voto 4: ha subìto un gol con un solo tiro in porta e il tiro non l’ha fatto neanche da parte del Cesena.

Callejon, voto 4: non segna più e il Napoli non vince più. La fine che farà il Pd quando Renzi calerà nei sondaggi.

Roma 2024, voto 5: spreco di soldi? Rilancio per il Paese? Vi preghiamo solo di non mettere i protagonisti di Italia ’90.

Civati, voto 5: dai, Pippo, potresti prendere un voto alto, ma perché devi sempre rovinare tutto evocando una scissione alla settimana?

Orfini, voto 5,5: il Presidente dell’assemblea decide di giocare alla De Jong, picchiando duro e puntando agli stinchi degli avversari, è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo.

Ranocchia, voto 6: gol da vero attaccante. Si spera che ora il ragazzo ricordi di essere anche e soprattutto un difensore. Continua a leggere

Il Pagellone (14a Giornata)

Questo pagellone andrà in onda in maniera ristretta causa l’assenza da Tv e giornali di Pina Picierno da quasi un mese. Senza i suoi preziosi spunti la nostra capacità di sarcastica invettiva risulta drasticamente indebolita. Ce ne scusiamo con il nostro pubblico e facciamo un appello a Renzi: scongelala!

Campionato spezzatino, voto 0: contro le logiche moderne di questo neo-liberismo calcistico. Più abbonati alla pay per view e meno biglietti ai botteghini. Sempre in direzione ostinata e contraria. No al calcio e alla politica moderni.

Buzzi, voto 0: come quelli che dicono che il calcio è una passione pubblicizzando le loro aziende e poi  scopri che fanno cucire i palloni ai bambini.

Di Battista, voto 1: è convinto che Papa Francesco prenda spunto da lui nei suoi discorsi. A questo punto dobbiamo rivalutare le scie chimiche.

I mercati, voto 2: la Grecia anticipa le elezioni presidenziali e la borsa crolla del 13%. Un messaggio chiaro contro la democrazia nel Paese culla della democrazia. Fermiamoli prima che sia troppo tardi.

Alemanno, voto 2: ecco perché non si scandalizzava quando veniva accusato delle assunzioni di parenti. Con gli amici camerati faceva peggio.

Disuguaglianza, voto 2: uno studio Ocse dice che per ogni euro che va ai più poveri ne vanno 10 ai più ricchi. La politica dovrebbe trovare rimedio a questo e stavolta non basteranno 80€.

Vidal, voto 3: AAA cercasi il giocatore straordinario dell’anno scorso, disperatamente.

Brunetta, voto 3: le attestazioni di stima nostre nei suoi confronti non finiranno mai!

Tavecchio, voto 3: dice si alla “goal line tecnology” per il prossimo anno. Prima però ci vuole l’assenso del Presidente della FIGC. Rivolgersi a Lotito. Continua a leggere

La Giornata Tipo del Giovane Democratico

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E’ ancora l’alba quando la sveglia sul telefonino del Giovane Democratico suona Bella Ciao dei Modena City Ramblers. Sono appena le 9.15. Controlla Whatsapp se ci sono nuovi messaggi e trova 90 notifiche nel gruppo “Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi del conseguimento della maggiore età”.

Ore 9.30: si fa un su giro su Twitter. Spera che il suo coordinatore nazionale Baldini abbia cinguettato qualcosa, ma ancora nulla. Lo giustifica: Andrea sarà impegnato a risolvere delle complicate formule di statistica e di economia del famoso teorema Fassina “Austerity e apericena: quali le ricadute per i piccoli negozi di alimentari”

Ore 10.00: Il Gd finalmente riesce ad alzarsi dal letto quando sta per finire Agora’, ospiti in studio c’erano due politici che litigavano: Pippo Civati per il centrosinistra e Michele Serra per il centrodestra.

Ore 10.30 Su Whatsapp arrivano ancora messaggi a commento della direzione della sera prima che è stata molto lunga e complessa. Nel circolo si è discusso e litigato tutta notte: la pace nel mondo, la cura al punteruolo rosso e le gambe di Belén sono argomenti seri e complessi, che hanno richiesto un lungo e complicato dibattito. Lo scontro su Morgan e la sua polemica ad X-Factor ha richiesto l’intervento del segretario che ha posto fine al litigio stappando una Peroni e proponendo un brindisi al socialismo.

Ore 10.50. Il Gd guarda le bollette si accorge che è troppo povero per pagarle e pensa: cosa farebbe Sposetti al mio posto?

Ore 11.00: Il giovane democratico, studente universitario fuoricorso, si accende una sigaretta, controlla nel frigo e non trova nulla per colazione, se non dei prodotti di cacciagione – tra cui un fagiano degli altopiani pugliesi e un prosciutto di cinghiale – che gli ha regalato Stefano Minerva dopo un safari nella foresta pugliese. Nel frattempo ricontrolla Twitter sperando di retwittare Baldini, nessun cenno di vita, ma giustifica Andrea: forse sta cercando di trovare una soluzione al teorema Civati “Rivoluzione e panciotti verdi: la crisi della sinistra e l’abbigliamento anni ‘50”

Ore 11.30: C’è il volantinaggio, è tardissimo. Il nostro giovane democratico è rintronato,ha dormito pochissimo. La notte scorsa l’ha passata su Youtube a guardare in sequenza i video degli interventi del Congresso di Siena: Raciti, Baldini, Grimaldi, Minerva e Giuditta Pini. Si sente in colpa per il suo ritardo, poi però pensa a quando gli hanno detto che Dario Costantino non si sveglia prima di Mezzogiorno e allora si rincuora e dice “Se dorme ancora vuol dire che la rivoluzione non è scoppiata, lui ne saprà sicuramente più di me”.

Ore 12.00: Va a fare volantinaggio e spera di incontrare l’unica ragazza del circolo, che è anche la tipa del Segretario Regionale.

Ore 12.45: Si ritrova da solo, al mercato, con la gente che lo dribbla come neanche Garrincha. Il giovane democratico non demorde, e prova ad attaccare bottone con le vecchiette che gli parlano dei problemi della pensione, dei nipoti che lavorano a Londra e Berlino, della nuora che tradisce il figlio, del cassonetto dell’immondizia sempre pieno. “Ma volevo solo parlarle della crisi mondiale e del rapporto tra il capitale e il lavoro nel XXI secolo. Ha letto Piketty?”, dice il Gd mentre la anziana lo fissa posando le buste a terra. Continua a leggere