Il Pagellone (13a Giornata)

La nebbia emiliana, voto 2: non sappiamo se è uno stratagemma di Bonaccini per fare le cose con tranquillità, ma la nebbia che da un po’ di giorni ricopre l’Emilia somiglia tanto a quella dell’indimenticabile Stella Rossa-Milan. Speriamo non ci sia il Donadoni di turno.

Primarie Veneto, voto 2: flop per la consultazione. Andò peggio solo ad Alberto Tomba con il film Alex l’ariete.

Pina Picierno, voto 2: da quando Renzi l’ha fatta sparire dalla tv noi non abbiamo più molte cose su cui lavorare. Pina ritorna.

Tavecchio, voto 3: dice di non essere razzista perché ha fatto molta beneficenza in Africa. Un po’ come quelli che dicono «io non sono omofobo, ho molti amici gay… ».

Brunetta, voto 3: stima infinita!

Putin, voto 3: finanzia Le Pen. E cominciamo a credere che anche i viaggi di Salvini in Russia non siano solo vacanze. Sta organizzando l’Internazionale nera in Europa con i rubli. E pensare che una volta con quelle valigette si edificava il socialismo. È come se il Real Madrid togliesse la croce dal proprio stemma solo per compiacere un magnate arabo. È proprio vero che non ci sono più la politica ed il calcio di una volta.

Alfano, voto 3: dice che il governo di sinistra sta portando avanti un programma di centrodestra. Apprezziamo l’onestà.

Parma, voto 3: Donadoni ormai sembra Angelino Alfano. Quasiasi cosa dica o faccia, la sbaglia.

Alessandra Moretti, voto 4: la ladylike vince a porte chiuse le primarie venete. A noi gli stadi non piacciono vuoti, figuriamoci le urne.

Squinzi, voto 4: per fortuna c’è lui che ci ricorda che i padroni esistono.

Atalanta, voto 4: 5 gol in 13 partite. Ormai l’Under e il No Gol, quando gioca la squadra bergamasca, non sono più quotati.

Berlusconi, voto 4: ci dispiace per questa insufficienza, ma una volta le manifestazioni le facevi in una piazza Duomo gremita e non nel retro con qualche aficionados che ti ascolta distrattamente. Una volta eri da solo su un palco maestoso degno di un concerto dei Pink Floyd, mentre sabato eri su una pedana, come quella dei peggiori karaoke, e a fianco a te un “cerchio magico” che manco Bossi nei tempi bui. Sabato te ne sei tornato a casa da Dudù e la tua fidanzata Francesca, baciando bambini, e con le vecchiette che ti accarezzavano e baciavano. Una volta salutavi la folla festante, salivi sulle macchine, ti tiravano le statuette e poi andavi a festeggiare con le tue famosissime cene eleganti. Una volta, bei tempi.

Fedez, voto 4,5: dopo averlo visto in un paio di puntate di Extra-Factor abbiamo capito perché sua maestà Beppe non vuole che i grillini partecipino ai talk show politici nei salotti televisivi.

Koulibaly, voto 5: il duello con Okaka sembrava un match di boxe categoria pesi massimi. Alla fine ha avuto la peggio il napoletano.

Giuditta Pini, voto 5: di ammonizione. Grillo nomina un direttorio composto da 4 membri campani su 5 totali. La deputata del Pd scrive uno status Facebook sulla “mozzarella magica”, battuta di tortelliana memoria. Poi lo cancella. A noi piace la Pini che urla «vacca boia», non quella politicamente corretta.

Zemanlandia, voto 5: il parco divertimenti allestito per la Fiorentina è la prova della leggendaria ospitalità dei sardi.

Il Chievo, voto 5: come quelle canzoni di Paolo Conte che ti parlano di langhe, freddo, nebbia, terra smossa e zolle qua e là, di zero a zero al Bentegodi. Arriva generale inverno e ritorna la stagione dei soporiferi pareggi a reti inviolate da gustare davanti al camino.

Lucia Annunziata, voto 5: ospite di Matteo Renzi a In mezz’ora, rilascia un’intervista anonima come una prestazione di Torres. Rottamata.

Osvaldo, voto 5: segna, e va bene, ma la provocazione nei confronti del pubblico dell’Olimpico gli costa l’umiliazione finale nella coreografia combinata tra calciatori romanisti e il pubblico stesso.

Il direttorio del M5S, voto 5: storicamente il direttorio mise fine al periodo del terrore, qui non abbiamo visto nessuna rivoluzione ed altre espulsioni sono in arrivo.

Roberto Mancini, voto 5: prima della conferenza stampa post-partita, cercava una scusa per giustificare il poker subito dalla Roma. Le ha provate tutte, ma purtroppo il suo predecessore già le aveva usate.

Casini, voto 6: sta giocando a nascondino. Nella speranza di non essere scoperto e arrivare per ultimo e gridare “salvatutti, il Presidente della Repubblica sono io”

Emiliano, voto 7: vince il campionato, ora vediamo in coppa cosa sa fare. Resta l’unico ex-magistrato che viene ancora votato dai cittadini.

Palermo, voto 7: lo schema su punizione che ha portato al gol del vantaggio è il sogno di tutti i più fini ed eleganti giocatori di PES. Senza stress. Ovviamente senza Mexes.

Quagliarella, voto 7: (non ce ne vogliano gli amici napoletani). Prende qualche fischio durante la gara ma si merita una standing ovation da libro cuore all’uscita dallo Stadium. 7 al pubblico e 7 al calciatore.

Mario Gomez, voto 7: dopo 259 giorni torna al gol. Avvisate la redazione di “Chi l’ha visto?” che è stato ritrovato Super Mario. Almeno i viola lo sperano.

Zapata, voto 7: al 93esimo salva il Napoli dalla sconfitta. Ha quasi più gol che minuti giocati.

Ferrero, voto 8: il nostro idolo ieri in tribuna si è superato. Ha gioito e sofferto, e noi insieme a lui. Sei il nostro samurai.

Menez, voto 8: gioca da attaccante puro, segna due gol e tanti saluti a El Niño Torres.

Carmen Consoli, voto 8: a gennaio, dopo un silenzio durato cinque anni, la cantante torna con un nuovo album. Ci mancava. Come Pirlo in nazionale.

Salerno, voto 8: la Salernitana è prima in classifica e Salerno è invasa dai turisti per le luci d’artista. A parte Rocco Hunt, è quasi una città europea. Ridateci i Neri per Caso!

Carpi, voto 8: la favola della squadra emiliana sbarca sul Tg1, dove apprendiamo che il presidente della società si chiama Bonaccini. Lo sapevano che doveva esserci il gemello intelligente da qualche parte.

Matteo Renzi, voto 8: se statalizza davvero l’Ilva e poi confisca e rende aziende pubbliche anche la Fiat, l’AST di Terni, la Benetton e la Lazio glielo alziamo pure a 10.

Lory Del Santo, voto 8: come gli episodi di The Lady a stamattina. La miniserie web è vuota come una rete difesa da Yashin: la trama sensata come affidare la difesa a Del Vecchio e i dialoghi surreali come la semifinale del Maracanã. “Gente che fa cose, ma sono ricchi e belli” è il massimo che possiamo dire dopo otto episodi. Lory del Santo ci mostra il vuoto assoluto condito di tette, culi e dadaismo. Noi lo fissiamo affascinati dall’abisso.

Bruno Peres, voto 9: interrompe il digiuno di gol del Torino nel derby lungo 12 anni e lo fa con una cavalcata coast to coast che ricorda le vittorie in nome della rivoluzione cubana di Alberto Juantorena. No al calcio e alla politica moderna.

Pirlo, voto 9: quando il Milan l’ha rottamato non avrebbe mai pensato che Andrea potesse avere questo rendimento così a lungo. Nel derby, in realtà, soffre ma al 93esimo pesca dal cilindro un gol che condanna il Toro. Nessuno, nemmeno lui, avrebbe mai immaginato un finale così.

La classe operaia, voto 9: dicono che non esista eppure ogni alba, ogni giorno, ogni notte va in fabbrica. Non è un fenomeno sociologico né un fattore di strumentalizzazione politica: Sono uomini e donne in carne ed ossa, che sudano, lavorano, rendono migliore questo paese. Sono la risposta della realtà ad una presunta modernità che puzza molto di conservazione e disuguaglianza. Ai loro cortei, quelli in difesa del proprio salario e della propria dignità, ci continueremo ad andare, perché i miti non ci piacciono, le giuste cause sì.

I giocatori della Roma al night, voto 10: gentile omaggio alla propria tifoseria impossibilitata a seguire la propria squadra a Mosca, i giocatori giallorossi hanno fatto il tour ideale del tifoso italiano in trasferta: arrivo allo stadio, partita, tour a luci rosse post-partita.

Ettore Messina, voto 10: 26 novembre 2014, il primo coach straniero ad allenare (e vincere) con una squadra NBA (San Antonio Spurs). Caro coach Messina, sei e restarai sempre tra i migliori.

Sciarpe e bandiere rosse, voto 10: popolo in festa, bandiere rosse, lacrime, abbracci, crederci fino in fondo. No, non era una manifestazione della Cgil, era il Liverpool che vinceva all’85’ contro lo Stoke City.

A chi usa il preservativo, voto 10: ieri era il 1° dicembre. Giornata mondiale contro l’Aids. Noi di #volevoilrigore vi diamo sempre pessimi consigli. Ma questa volta dateci retta.

Genova per noi, voto 10: la città frana e il calcio vuole regalarle l’Europa che conta. Se Beppe Grillo non porta sfiga come suo solito la città si prenderà qualche soddisfazione.

Pepe Mujica, voto 10 e lode: in Uruguay vince ancora la sinistra contro il Partito della Nazione. Tabaré Vázquez succede a Pepe Mujica. L’amatissimo presidente uruguaiano esce di scena con il suo stile, con sobrietà, concetto ben diverso da austerità, termine che abbiamo prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Grazie per sempre, Pepe!

Anpi, voto 10 e lode: per tanti motivi ma questa settimana per uno in particolare: il 30 novembre 2014 lanciano la campagna di adesione per il 2015. E noi che eravamo abituati col Pd, dove nel 2014 si chiudeva, con l’aiuto della fantasia, il tesseramento 2013… È proprio vero che in politica l’organizzazione non è forma ma sostanza.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...