Il Pagellone (15a Giornata)

Cari lettori, prima o poi doveva succedere. Siamo di sinistra, iscritti al Pd e tifiamo per squadre diverse. Eppure fino ad ora non avevamo mai minacciato scissioni, mai discusso, mai votato. Neanche fatto una corrente. Ma ieri notte è successo, e quindi come nella migliore dialettica democratica anziché trovare una sintesi abbiamo messo tutto dentro tipo un miscuglio, provando ad accontentare tutti. Sì, per una volta abbiamo ceduto anche noi alla politica moderna, e per questo sappiamo che prima o poi ci toccherà fare autocritica dinanzi al compagno Togliatti. Nel frattempo in questo pagellone troverete due ed opposti voti a Benigni. Così ha deciso la redazione centrale. Buona lettura.

Enrico Letta, senza voto: così, per ricordare a noi e voi che per sei mesi è stato l’enfant prodige, la speranza, la salvezza, della politica italiana. Prima di finire come un Quaresma qualsiasi.

Scalfarotto, voto 1: prova a maltrattare la storia della sinistra, che evidentemente non conosce; del resto, cosa potevamo aspettarci da uno che faceva il manager a Citibank? Imbarazzante.

Truppe cammellate, voto 1: spuntano sempre all’improvviso durante i congressi, provano a falsare il risultato e sono contro il bel gioco ma la politica, non quella moderna, è troppo bella per farsi fermare da loro.

Benigni, 2: da piccolo diavolo a piccolo chierichetto. Ieri sera deludente su Rai 1. Saranno andati bene gli sponsor e la Rai, ma a noi manca il mattatore toscano.

Preziosi, voto 2: collega i presunti favori arbitrali alla Roma contro il suo Genoa a Mafia Capitale. Immaginiamo l’sms di Pallotta a Buzzi: “Un bacio grande capo”.

Maria Teresa Meli, voto 3: la retroscenista del Corriere, se non esistesse il Pd sarebbe disoccupata.

Sgarbi, voto 3: è il responsabile culturale dei padiglioni italiani all’Expo. Di questo passo Montero insegnerà il fair play nella scuole.

Brunetta, voto 3: con l’affetto e la stima di sempre… e per sempre!

Tavecchio, voto 3: è troppo tempo che il presidente Lotito non rilascia dichiarazioni. Il Tavecchio nazionale non sa che dire…

Neto, voto 4: ha subìto un gol con un solo tiro in porta e il tiro non l’ha fatto neanche da parte del Cesena.

Callejon, voto 4: non segna più e il Napoli non vince più. La fine che farà il Pd quando Renzi calerà nei sondaggi.

Roma 2024, voto 5: spreco di soldi? Rilancio per il Paese? Vi preghiamo solo di non mettere i protagonisti di Italia ’90.

Civati, voto 5: dai, Pippo, potresti prendere un voto alto, ma perché devi sempre rovinare tutto evocando una scissione alla settimana?

Orfini, voto 5,5: il Presidente dell’assemblea decide di giocare alla De Jong, picchiando duro e puntando agli stinchi degli avversari, è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo.

Ranocchia, voto 6: gol da vero attaccante. Si spera che ora il ragazzo ricordi di essere anche e soprattutto un difensore.

Bruno Vespa, voto 6,5: sì, lo sappiamo. Il plastico, la scrivania in mogano, le domande scontate, lo stile patinato. Noi continuiamo a preferire i comizi, ma se proprio devono esistere i talk show dobbiamo ammettere che quello del Brunone nazionale è l’unico a resistere al drastico calo degli ascolti che sta interessando quel genere. E anche l’unico, ci costa ancora più dolore ammetterlo, dove almeno si capisce cosa hanno da dire gli ospiti.

Belotti, voto 7: l’attaccante dell’under 21 entra, segna e regala al 90° la vittoria al Palermo. Una giovane promessa per il nostro calcio. Speriamo bene.

Lorenzo Fragola, voto 7: la sua vittoria ad X-Factor era scontata come la vittoria di Bersani alle elezioni nel 2013 o della Juventus in questo campionato. Ma non sempre le cose scontate riescono, anzi.

Kobe Bryant, voto 7,5: scavalca Michael Jordan per punti segnati in carriera nell’NBA. Complicato e complimenti. Ma attenzione a paragonarlo ad MJ: sarebbe come dire che Cavani è meglio di Maradona o Occhetto meglio di Togliatti. E per quanto siamo blasfemi, ci sono bestemmie che nemmeno noi possiamo accettare.

Ferrero, voto 8: lo hanno inibito per tre mesi. La redazione spera in una riduzione di pena. Siamo con te, idolo!

Mauri, voto 8: doppietta per la bandiera laziale che raggiunge i 51 gol in serie A. E l’aquila vola al terzo posto.

Wanda Nara, voto 8: vince il suo derby casalingo. Ancora una volta. Mancini ormai spera di trovare un Maxi Lopez in ogni squadra avversaria.

Luca Toni, voto 8: 300 gol sono in pochi ad averli segnati, eppure qualcuno ha pensato che fosse troppo vecchio per la Serie A.

Difesa del Napoli, voto 8: per questa volta facciamo un’eccezione, rispondendo positivamente ad una raccomandazione fattaci da un amico: Menez. Grazie alla scelta di Benitez di schierare birilli anziché calciatori per una sera l’attaccante francese ha potuto immedesimarsi in un incrocio tra Platini e Cantona. Un po’come se facessero credere ad Epifani di essere Di Vittorio.

Chi si iscrive all’Anpi, voto 8: la memoria non è un trofeo da conservare in soffitta e spolverare un giorno all’anno. È far vivere storie e valori nell’attualità, col coraggio di allora e la passione di oggi. Ora e sempre resistenza.

Fassina, voto 8,5: lo scatto d’ira in assemblea nazionale ci ha riscaldato i cuori. Fassina non è un prodotto della robotica. Ma solo la fusione tra la banca mondiale, la Geloni e un pastore maremmano.

Benigni, voto 9: Mario Cioni, l’inno del corpo sciolto, Berlinguer ti voglio bene, Il Pap’occhio, Il piccolo diavolo hanno rappresentato la genialità e l’anticonformismo di Roberto Benigni. Dopo 30 anni uno spettacolo come quello de I Dieci Comandamenti va sulla stessa linea (anche linguistica) del Benigni di quegli anni. Una boccata d’ossigeno.

Di Natale, voto 9: chiedergli di smettere di giocare è come chiedere a Reichlin di smettere di scrivere, insomma, un crimine contro la bellezza.

Luci d’artista, voto 9: chi di voi non vorrebbe fare una passeggiata su un lungomare illuminato da pinguini in una moderna città europea affacciata sul Mediterraneo? A Salerno tutto ciò è possibile. Come è possibile rimanere ore imbottigliati nel traffico, conferendo alle luci – grazie a stress, smog e stanchezza – anche un effetto psichedelico.

Alessandro Rak e Pif, voto 9: con i loro meravigliosi L’arte della felicità e La mafia uccide solo d’estate sbancano gli Efa, il festival europeo del cinema. Con classe, delicatezza, poesia, trattando temi seri. Era molto tempo che le italiane non vincevano in Europa. Loro lo hanno fatto anche imponendo il loro gioco. Bene, bravi, bis.

Giuditta Pini, voto 9: come i suoi gatti. Dopo aver partecipato ad un talk show con Salvini i gatti devono sembrarle più umani.

Carpi, voto 9: batte il Modena nel derby e va in fuga. La favola continua.

Cuperlo, voto 9: elegante e preciso, un trequartista d’altri tempi che poco si adatta a questo calcio muscolare. Ma che spettacolo vederlo giocare palla al piede.

Berlusconi, voto 10: nessuno più lo calcola. Nemmeno Dudù va più a prendergli le ciabatte. Nemmeno Benigni lo insulta più in tv. Ignorato da tutti. Eppure è un nuovo padre costituente.

Giorgio Napolitano, voto 10: baluardo. Come Beckenbauer, come Baresi, come Bruscolotti: difensore d’altri tempi.

Diego Milito, voto 10: a 35 anni porta alla vittoria il Racing, squadra argentina a secco da 13 anni. Immenso.

mosca

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One thought on “Il Pagellone (15a Giornata)

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