Il Pagellone (19a Giornata)

Casa Pound, sv: “Cala la notte e metti a posto le cartelle, reggono i calzoni con due comode bretelle, rasano la testa l’anfibio bene in mostra, coltello nella tasca ed incomincia la giostra. Drogato, negro, frocio, comunista pervertito, terrone punk’ a bestia sadomaso travestito, è inutile nasconderti sarai individuato e nel cuore della notte sarai sprangato. 20 a 1 è la tua forza fascio infame ti nascondi ed alle spalle mi colpisci con le lame”. Senza voto, lo sdegno per i fascisti non meriterebbe neanche la presenza sul nostro blog. Quello che è successo a Cremona non deve restare impunito. I fascisti in galera! Siamo vicini ad Emilio e alla sua famiglia. Ora e sempre Resistenza!

Maurizio Gasparri, s.v.: il range da 0 a 10 non e’ abbastanza per giudicarlo. #Volevoilrigore lo candida non alla Presidenza della Repubblica, ma come protagonista della seconda stagione di The Lady di Lory Del Santo.

Antonio di Pietro, voto 1: oggi é il 19 gennaio. Una monetina a me, l’altra te,…

Ignazio La Russa, voto 1: chiama “culattone” un ragazzo gay durante un convegno, altro che primato della politica: questa è la politica dei primati.

Francesco Sole, voto 1: la nostra prima domanda è stata: Sole, chi è costui? E così abbiamo appreso trattasi di un tizio che scrive Post-it di inaudita banalità e pubblica video insulsi su Youtube, traendone finanche profitto. E’ evidente: rappresenta a pieno il declino culturale del nostro Paese. Siamo stati costretti ad occuparcene perché il suo inventare anche falsi attentati alla sua automobile lo classifica inesorabilmente nella categoria “come un Maurizio Belpietro qualunque”.

Mario Adinolfi, voto 2: anche il Vaticano ha la sua “Croce”. A breve Papa Francesco darà l’autorizzazione ai cristiani a prenderlo a schiaffoni.

De Magistris, voto 2: afferma “vorrei essere ricordato come il Che Guevara di Napoli”. Certo Luigi, ora torna in stanza e rimetti la camicia. Basaglia tu avevi ragione, però qualche eccezione la potevi prevedere.

Parma, voto 2: non ci piace sparare sulla Croce rossa, ma la semplicità con cui è facile vincere contro la squadra emiliana è disarmante. Ormai è quasi più difficile fare battute sulle scissioni di Civati. Non la salvezza, ma almeno uno scatto d’orgoglio.

Ivan Zazzaroni, voto 2: propone a Sinisa Mihajlović di allenare la Croazia. Il disappunto del serbo negli studi della Domenica Sportiva è evidente. L’allenatore dei doriani mantiene la calma e ribadisce che alla Croazia non è interessato. Avremmo voluto in quel momento nello studio Boban.

Stefano Fassina, voto 2: trascina la Presidenza della Repubblica nelle beghe locali del Pd ligure, invischiando la scelta della più alta carica dello Stato in un imbarazzante disastro politico, comunicativo e organizzativo.

Filippo Inzaghi, voto 3: da Super Pippo a Super Pippa? La battuta è facile, ma questo Milan è una squadra senza testa e senza gioco. Fischiata dal pubblico di San Siro spazientito, subisce una pesante sconfitta con l’Atalanta che allontana le speranze di qualificazione in Europa per i rossoneri. Pare che Berlusconi adesso stia cercando un Renzi anche per il Milan.

Roberto Maroni, voto 3: il suo convegno sulla famiglia naturale riporta la Lombardia nel medioevo, ci manca solo che Milano inizi ad attaccare Pavia e arrivi Barbarossa a mettere ordine.

Sergio Cofferati, voto 3: non provoca scissioni nel Pd, ma stava riuscendo a spaccare la redazione tra pro e contro. Ma #Volevoilrigore resta unito e per dispetto ti mette un 3 in pagella.

Brunetta, voto 3: altro che 5%, la stima per te è al 100%, nostro piccolo Goku.

Mandorlini, voto 3: prende 10 gol in 4 giorni, i tifosi juventini del Sud Italia (ovvero la quasi totalità) non aspettano altro che ricanti “ti amo terrone”.

Marx, voto 3: che il comunismo fosse in crisi lo sapevamo, ma mai avremmo pensato che Salvini potesse dichiarare in prima serata su Rai 3 di essere comunista. Vi chiedete perché il 3 a Marx? Ancora non l’ha fulminato.

Tavecchio, voto 3: dichiara “Dal prossimo anno gol line technology in Serie A”. Avrà chiesto il permesso al presidente Lotito?

Alessandro Di Battista, voto 3: l’uomo che voleva dialogare con l’ISIS, dopo un’intervista rilasciata a Bruno Vespa nella trasmissione “Porta a Porta” definisce così il conduttore della Rai: “Un grande giornalista. Preparato, professionale. Mi ha incalzato come deve fare un professionista con un esponente di una forza politica. Ottimo davvero”. Lontani i tempi nei quali lo definiva “insetto” e sentenziava che la “Tv è morta”. Un po’ come se Zeman facesse l’apologia di Moggi e Bettega.

Raffaella Paita, voto 4: vince le primarie e immaginiamo che il suo portavoce Regazzoni abbia detto “Boia chi molla” a Cofferati, lamentandosi della sua uscita dal Pd.

Angelino Alfano, voto 4: dopo i fatti di Parigi, dichiara alle agenzie: “Oggi che anche il sangue degli attentatori è stato versato, lo possiamo dire: per chi vuole fare attentati di questo tipo, la morte è una prospettiva concreta”. Gli ricorderemmo che molti degli attentatori sono kamikaze, non è che hanno paura di morire, vogliono morire: incoraggiarli ci pare pure un po’ eccessivo.

Mario Gomez, voto 4: a Firenze continuano nella ricerca del bomber tedesco. Ormai anche la redazione di ”Chi l’ha visto?” ha perso le speranze.

Davide Astori, voto 4: regalare in questo periodo il pallone alla coppia Vasquez-Dybala equivale a mandare in Tv Ernesto Carbone a spiegare le primarie in Liguria. Un autogol.

Matteo Renzi, voto 4: è terminata la presidenza del semestre europeo dell’Italia. Il Matteo nazionale voleva imitare Mourinho con il suo triplete, alla fine in Europa per l’Italia solo “Zeru tituli”.

Cavanda, voto 5: ha due occasione limpidissime per pareggiare contro il Napoli, ma le spreca clamorosamente. I partenopei ringraziano e quasi quasi De Laurentiis pensa di acquistarlo per fargli un regalo

Maurizio Landini, voto 6: il sindacalista lancia la corsa a Cofferati. Secondo il segretario della FIOM, il cinese potrebbe diventare lo Tsipras italiano. Un giocatore si vede dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia, direbbe Pina Picierno. Anche se, in effetti, il giovane leader greco ci sembra di un’altra generazione e, a guarda bene, a differenza del cinese, non ci risulta abbia mai sostenuto Franceschini.

Maurizio Sarri, voto 6,5: allenatore silenzioso, siede in panchina con la tuta come un massaggiatore qualsiasi. L’Empoli è una squadra compatta e determinata, umile come il suo mister. Questa volta a farne le spese è l’Inter che impatta sul muro alzato dalla squadra toscana. Bravo.

Aquila della Lazio, voto 7: al primo volo sbaglia e atterra sugli spalti. Meglio del polpo Paul, prevede la sconfitta dei bianco-azzurri che sarebbe arrivata sul campo con il Napoli grazie al gol di Higuain.

Sebastian Giovinco, voto 7: di incoraggiamento. Dopo Bargnani, un altro italiano a Toronto, nel Canada. La pulce atomica emigra all’estero con un contratto da 30 milioni di euro per 5 anni: mandaci una cartolina. Noi ti ricorderemo per sempre come il Tonini del calcio: un talento eternamente inespresso ma sempre ben pagato.

Mattia Destro, voto 7: non è costante, digerisce poco la panchina, ma i suoi gol sono pesanti e servono a questa Roma.

Gianmarco Pozzecco, voto 7,5: l’eterno playmaker dello scudetto di Varese, oggi allenatore, durante l’All Star Game di Verona, a pochi minuti dalla fine toglie la divisa da coach ed entra in campo col mitico numero 5. Dando spettacolo come al solito, e facendo anche meno danni di quando era in carriera.

Sampdoria, voto 7,5: pare essere l’anno buono per stabilire qualche record. Un mix perfetto ed esplosivo, dal bravo e puntuale allenatore serbo all’effervescente presidente alieno, dallo spogliatoio affiatato alla sorte che gira per il verso giusto, dallo stadio sempre pieno all’annunciato arrivo di Etò: è quasi tutto pronto per l’Europa.

Emanuele Macaluso, voto 8: a 91 anni, ha ancora la voglia di misurarsi in una nuova sfida, nasce cosi “EM.MA in corsivo” la pagina Facebook dove vengono pubblicati i suoi pensieri quotidiani. Un’analisi sempre lucida e puntuale, di cui sentivamo la mancanza.

Paulo Dybala, voto 8: l’attaccante del Palermo è un concentrato di classe e freddezza soprattutto sotto porta. Un campione di cui ne sentiremo parlare e che, purtroppo, difficilmente resterà nel nostro campionato.

Matteo Orfini, voto 8: 7 per la dichiarazione sulle primarie, +1 perché tifoso del Milan e noi siamo sempre dalla parte di chi soffre.

Antonio Razzi, voto 8: in un ‘intervista a “Diva e Donna” afferma: “Io all’Isola dei Famosi ci sarei andato, volevo dimostrare agli italiani che anche un senatore sa guadagnarsi il pane come tutti. Mia moglie però non ha voluto. Ora mi piacerebbe partecipare a Sanremo, è il sogno di tutti! Certo, essendo senatore andrei come ospite, mica in concorso. Ma vorrei cantare, ho anche preparato una canzone. Potrebbero chiamare me, che sono italiano, invece di spendere soldi per gli ospiti stranieri”. Il voto e lo stralcio dell’intervista solo per ricordarvi che quest’uomo è un parlamentare della Repubblica solo grazie ad Antonio Di Pietro.

Ferrero, voto 8: come noi e come Ingrao, anche il presidente della Sampdoria, dichiara che “vuole la Luna”. Sempre più il nostro idolo!

Higuain, voto 8: alla prima occasione davanti alla porta di Berisha, non sbaglia e la mette dentro. Corsa fantastica e un destro di grande potenza sul primo palo che piega le mani al portiere laziale. Bella anche la dedica all’infortunato Insigne. Bomber.

Mario Capanna, voto 9: “Prendo due vitalizi per un totale di 5mila euro netti al mese, ma non sono un privilegiato. Me li sono meritati e la riduzione del 10 per cento è sbagliata perché non si possono toccare i diritti acquisiti. Io mi batto per tutti i cittadini, non per la mia pensione. Che volete fare, volete che finisca come un barbone?” ha detto l’ex esponente di Democrazia Proletaria a “La Zanzara”. Ci piaci così Mario, e ci piace leggerti ascoltando in sottofondo “Ci ha rovinato il 68” degli Squallor. Così, per riallineare il Karma.

Tevez, voto 9: l’Apache è devastante, e tra dediche ai quartieri poveri della sua terra d’origine, la predominanza intellettuale dell’etica sull’estetica e l’amore per la maglia, fanno di lui l’unica soluzione della sinistra per fermare Renzi.

Roma, voto 9: incarna il paese che ama. Rinuncia allo scudetto già alla diciannovesima giornata per alleviare le sofferenze di 13 milioni di italiani juventini distraendoli dalla perdurante crisi economica. Premio altruismo gennaio 2015 di #Volevoilrigore.

Sassuolo, voto 9: squadra giovane e italianissima, gioca un calcio votato all’attacco e a tratti spettacolare. Spavalda, come lo sono i ragazzi, e senza paure. Una vera sorpresa grazie anche al lavoro di mister Di Francesco. E, si badi bene, le stiamo dando un voto alto nonostante sia la squadra di Squinzi: così la smettete di dire che siamo prevenuti, ideologici e di parte. Cose tutte vere, tra l’altro.

Juventus, voto 9: una settimana, 3 partite, 13 gol fatti, 2 subiti e 3 vittorie. Numeri da armata invincibile. Sembra il Pd di Renzi, ma almeno riesce a portare a casa dei risultati.

Francesco Guccini, voto 9: il cantautore emiliano è in testa alle nostre quirinarie. Passano gli anni ma lui rimane sempre il punto di riferimento della sinistra di questo Paese. Per quanto siano tempi oscuri, tra rottamazione, renzismo e Deborah Serracchiani, l’uomo che viveva a via Paolo Fabbri 43 rimane stabile nell’immaginario collettivo della gauche de noialtri e non esiste viaggio, scampagnata o manifestazione che sia, nel quale i militanti non ne ripassano il repertorio. Nonostante non faccia più concerti, noi siamo convinti che la nostalgia vinca sempre sull’invidia e sull’odio: ci auguriamo, quindi, che anche i grandi elettori lo votino, colmando così il distacco tra il Palazzo ed il Paese Reale.

Anna Ascani, voto 10: ogni promessa è un debito. Dopo l’intervista a #Volevoilrigore ha reso pubblica la sua pagella di quando andava alle elementari: vivace.

La Prima Repubblica, voto 10: come ha dimostrato Napolitano e come dimostrano le risposte di Altissimo e Cirino Pomicino su Twitter, i politici della prima repubblica hanno una marcia in più. Speriamo che la terza non faccia rimpiangere la seconda.

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