Un giorno triste così felice.

soccopealta

Recensione del libro “Un giorno triste così felice” di Lorenzo Iervolino.

A cura di Daniel Degli Esposti.

“Quello che volontariamente ignorano,

e vogliono che anche noi ignoriamo,

è il potenziale di questo fenomeno

giocato coi piedi:

un potenziale di trasformazione sociale.

Se solo questo aspetto del calcio

affiorasse nella sua evidenza,

non troverebbe barriere

nella capacità di cambiare la realtà attuale,

di integrare culture e persone,

di formare cittadini e coscienze.

E, infine, di servire da mezzo per lo sviluppo

e per l’uguaglianza”.

Un medico e un rivoluzionario, un intellettuale e un calciatore, un musicista e un poeta: Sócrates Vieira de Oliveira trascende le etichette, abbatte gli stereotipi, calpesta le consuetudini. Anche se il suo corpo è passato a un’altra dimensione, la sua anima vive in questi versi; lo spirito del doutor alimenta il sogno di un calcio diverso, culla l’immaginazione, coltiva la cultura. Il Magrão non prende prigionieri: affascina i giovani con la meraviglia del suo tacco e con la soavità delle sue parole, rema contro la corrente dell’ingiustizia, disegna la felicità nella schiuma di una birra fresca, immagina la bellezza controversa del suo Brasile, chiude il pugno per aprire un futuro di educazione e pace. Lorenzo Iervolino lo restituisce all’Italia trent’anni dopo l’esilio fiorentino: unisce alla fedeltà scrupolosa del ricercatore storico la penna leggiadra del prosatore poetico, associa le imprese calcistiche di un genio del pallone alle meditazioni filosofiche di un uomo che ha sempre sentito il richiamo di una missione civile nella melodia soave del suo nome di battesimo. Sócrates non gioca per la gloria, non è attratto dal denaro; sogna di educare i giovani alla democrazia della responsabilità, vive per trasformare l’atleta in un uomo, respira, beve e fuma per offrire al suo Paese la libertà di pensiero. Iervolino sa che la carriera del doutor trascende lo sport e la dipinge con i colori brillanti del Brasile sulle pagine appassionate del suo libro: ogni colpo di tacco apre un mondo intellettuale, ogni passo della sua danza calcistica è un ponte che collega la magia del pallone al fascino della cultura, ogni parola aggiunge una dimensione a un personaggio unico. La ricostruzione biografica si intreccia alla letteratura e si abbraccia alla poesia; le immagini non servono: il mito le ripudia, la storia le ricostruisce attraverso i complessi sentieri della critica, la fantasia le crea. Le melodie di Toquinho e le liriche di Vinícius de Moraes si accendono negli occhi del lettore e lo accompagnano lungo le strade del Paese più affascinante del Sudamerica: dai libri proibiti di papà Raimundo agli studi medici, dalla venerazione per Pelé al gol di tacco che zittisce il suo idolo, dalle critiche dei tifosi alla Democracia Corinthiana, dal progetto calcistico più incredibile e redditizio di sempre al programma educativo bocciato dai ministri di Lula, dalle serate allegre e piene di gente a una morte triste e solitaria, la vita di Sócrates è un antidoto alla banalità. “Un giorno triste così felice” è il regalo più bello che un giovane autore e un brillante editore potessero fare alla memoria del doutor e alla cultura del calcio.

 

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