Il Pagellone (22a Giornata)

Questo pagellone lo dedichiamo idealmente a chi, al sicuro delle proprie case, applaude alle bordate razziste di Salvini o della Meloni. A chi ha applaudito a quelle di Fini e di Bossi e a chi applaudirà a quelle dei futuri ciarlatani in cerca di consenso. Oggi sono morti 29 esseri umani assiderati, che vuol dire congelati, di freddo, che cercavano solo una speranza, solo di fuggire dalla guerra, dalla fame, dalla disperazione. Certo, ci sarebbero tante considerazioni da fare, sul fallimento delle politiche europee e italiane, sul buonismo di una certa sinistra, e via dicendo. Ma non è questo il giorno. Per il momento, volevamo solo dirvi, a voi che avete applaudito entusiasti a chi attaccava Mare nostrum, a chi proponeva di sparare sulle carrette del mare, a chi voleva e vuole vietare alla nostra Marina di soccorrere chi rischia la vita, che quei morti ce li avete sulla coscienza ad uno ad uno. Voi, proprio voi, non qualcun altro. Il loro sangue, la loro sofferenza, la loro morte: stanotte, prima di addormentarvi felici, perché ci sono 29 extracomunitari in meno a rubarvi il lavoro o a violentare o a scipparvi il borsellino, vi auguriamo di pensarci almeno un po’.

 

Flavio Briatore, voto 1: dopo aver lanciato la sua Million Air, la compagnia aerea che ti porta a Olbia in first class, perché a parole sue «il lusso in vacanza deve cominciare dall’imbarco», viene beccato nelle liste degli evasori in Svizzera. Bello il lusso con i soldi degli italiani.

 

Mario Capanna, voto 2: è riuscito a trasformare Massimo Giletti in un eroe della giustizia sociale. Avevano proprio ragione gli Squallor: “Mi ha rovinato il ’68”.

 

Adriano Galliani, voto 3: a lui il premio Homer Simpson della settimana. «Ma chi ha deciso le regie dei video negli stadi?» – Tu! – «D’oh!!!”».

 

Gianluca Susta, voto 3: campione di cambio casacca, eletto europarlamentare col Pd, esce dal Pd; poi, eletto senatore con Scelta Civica, rientra nel Pd. Minestra riscaldata.

 

Carlo Tavecchio, voto 3: ovviamente il correttore di bozze del libro di Tavecchio non poteva che essere Claudio Lotito.

 

Renato Brunetta, voto 3: «Renzi ha imbrogliato, ma chi è troppo furbo, poi finisce in pellicceria» Anche Bettino disse così ad Andreotti. Abbiamo visto poi come andò a finire.
P.S.: caro Renatino comunque ti difenderemo noi dagli animalisti. Con immutata stima.

 

Rafael Cabral, voto 4: le uscite del portiere del Napoli sono quasi più catastrofiche dei tweet di Gasparri.

 

Matteo Salvini, voto 4: vederlo andare in Abruzzo e Sicilia è come sentire Zeman che parla di catenaccio. La sua retromarcia sugli insulti ai terroni ricorda molto le dichiarazioni di Capello dopo il suo passaggio dalla Roma alla Juventus. Di necessità virtù?

 

Valentino, voto 4: anche lui beccato nelle liste degli evasori miliardari in Svizzera, dimostra di sapere esportare davvero quello che gli italiani sanno fare meglio: la moda e l’evasione fiscale.

 

Rafael Marquez, voto 4: lo storico capitano del Messico doveva essere il rinforzo della retroguardia scaligera. Visti i risultati fino ad oggi, ci sembra più come se il Pd avesse preso Ichino per difendere l’articolo 18.

 

Duje Cop, voto 5: corre come un matto, è l’incubo della difesa giallorossa. Se avesse segnato un terzo dei gol che si è letteralmente mangiato, ora stavamo parlando della crisi della Roma. Sbaglia più gol lui a porta vuota, che uno staff di Bersani durante le elezioni.

 

Antonio Conte, voto 5: indagato per le scommesse minaccia di dimettersi per via dei mancati stage. Da quando allena la Nazionale dice le cose al contrario di quello che diceva quando era alla Juve. Sembra Renzi, speriamo che come lui, ci faccia vincere in Europa.

 

Parma-Chievo, voto 6: già sapere che il Parma non sia fallito e che la partita si giochi è una buona notizia.

 

Marques Allan, voto 6,5: la sua Udinese perde a Napoli, ma lui sfodera l’ennesima prestazione eccellente. In grande forma. Peccato per quell’incrocio dei pali colpito, sarebbe stato un gol da cineteca.

 

Yanis Varoufakis, voto 7: il Leonida del Temistocle Tsipras gira l’Europa in giacca di pelle e motocicletta, collezionando qualche uscita a vuoto certo, ma provando a scompigliare schemi sbagliati e, soprattutto, a difendere il suo popolo. Al suo collega tedesco ha saggiamente ricordato di Weimar e del nazismo, che in Grecia è il terzo partito. Forse avventato, potrete dire voi, ma nel giorno nel quale si scopre che la madre di Papandreou, ex primo ministro greco e capo dell’internazionale socialista, aveva un conto segreto in Svizzera di 500 milioni di euro, non possiamo non sostenere chi con coraggio si batte in nome di un’Europa diversa.

 

Maurizio Sarri, voto 7: il suo Empoli gioca bene e ora inizia anche a segnare. Merita la salvezza, anzi qualcosa in più.

 

Davide Zappacosta, voto 7: l’esterno atalantino è in grande forma. La sua squadra non vince, ma lui convince sempre di più, non solo noi, ma anche Antonio Conte.

 

Sanremo (il festival), voto 7: ammettiamolo, è un po’ come il campionato, ogni anno non può mancare. In fondo non lo trasmette nemmeno la pay-tv. E allora, contro il calcio moderno, la politica dei tweet e MTV, Forza Al Bano! Forza Romina! Siamo con voi. E ovviamente, l’anno prossimo speriamo che richiamino in panchina Pippo Baudo.

 

Mauro Icardi, voto 7: due gol per siglare la pace con il pubblico nerazzurro. A San Siro attendevano i suoi gol come Renzi attendeva i senatori di Scelta Civica nel Pd.

 

Silvio Berlusconi & Matteo Salvini, voto 7,5: c’eravamo abbastanza amati. E dopo innumerevoli giri di valzer, risboccia l’amore e la coalizione. Come due vallette a Sanremo, la mora e la bionda, il truzzo e il viveur, non potevano non re-incontrarsi, anche dopo Bossi, anche senza Bossi. Finirà come il ritorno di Mancini all’Inter. Il voto è da dividere tra i due, 3,5 ciascuno, con uno 0,5 in più all’ex Cavaliere, sempre nei nostri cuori. P.S.: sì, ci stiamo allenando anche noi con la finanza creativa.

 

Carlos Tevez, voto 7,5: influenzato era in forse per la sfida con il Milan. Gioca, segna e corre per 90 minuti. Per la serie «datemi un’aspirina e vi faccio vincere lo scudetto».

 

Cècile Kyenge, voto 8: è un voto al parlamentare europeo del PD, che scaturisce dalla sommatoria del voto a Calderoli (4) e ai senatori del PD (4) che hanno negato l’autorizzazione a procedere nei confronti del leghista, reo di aver chiamato l’ex ministro “orango”. Nemmeno Tavecchio, parlando di razzismo e banane, si era mai spinto a tanto, definendo quel tipo di offesa confacente al “linguaggio politico”. A questo punto, ci “confaciamo” anche noi: pupù, bua, cacca, pipì. Che Renzi ci nomini senatori, come il famoso cavallo. Comunque più intelligente di quei senatori del Pd. Che, beninteso, non si offendano: il nostro, of course, è solo “linguaggio politico”.

 

Fredy Guarin, voto 8: un gol, un assist e determinante anche nell’altro gol. Una prestazione ottima, come facesse Mazzarri a tenerlo in panchina è un mistero.

 

Massimo Ferrero, voto 8: caro Presidente portaci con te all’Ariston a cantare Vita spericolata! Idolo!

 

Manolo Gabbiadini, voto 8: primo gol al San Paolo. L’acquisto più indovinato del mercato invernale. Altro che la Binetti.

 

Daniele Verde, voto 8: insieme a Cop del Cagliari è stato la salvezza di mister Garcia. Speriamo che ora non venga dimenticato in panchina o in tribuna.

 

Giorgia Meloni, voto 8: Giorgia sta invecchiando bene e quando cita Keynes con quell’accento “de borgata” turba i sogni dei molti che vogliono la Syriza italiana.

 

Massimiliano Allegri, voto 8: e vince pure al ritorno contro la sua ex-squadra. Si narra che Verdini, prima della partita, abbia detto a Berlusconi: fidati di questo toscano, ci farà vincere.

 

Alessandro Diamanti, voto 8,5: in grande forma, segna e ritorna a regalarci le sue belle giocate. Un piacere vederlo in campo nel nostro campionato. È proprio il caso di dirlo, il Bruce Lee di Prato torna dalla Cina con furore.

 

Luca Cordero di Montezemolo, voto 9:  ormai alias Il Presidente. Nominato Presidente del comitato promotore di “Roma 2024”, gli mancano per la collezione solo altre due presidenze: il circolo anziani sotto casa e la Presidenza della Repubblica.

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3 thoughts on “Il Pagellone (22a Giornata)

  1. Scusate ma non era la moglie, di Papandreou?
    Ma la vera domanda è: mi sono distratto un attimo, o parlate del futuro, quando parlate delle vittorie del Matteo nazionale in Europa? Comunque 4 a Valentino e 5 a Conte è ingiustizia!

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