Il Pagellone (26a Giornata)

Gianluca Buonanno, voto 1: “i rom sono la feccia della società”. La domanda non è perché dice queste cose, ma perché viene ancora invitato in televisione e perché ancora nessun conduttore lo ho cacciato dalla trasmissione. Ora è in Libia a spese nostre a farsi le foto con i Kalashnikov in mano e i selfie con la bandiera della padania. Meglio essere Rom che bimbominkia razzista.

Nuovo Centro Destra, voto 2: il loro sistema delle alleanze in vista delle elezioni regionali ricorda il calciomercato del Milan delle ultime stagioni. Poca credibilità, confusione, vecchi brocchi a parametri zero.

Doumbia, voto 3: pagato 14,5 milioni, impiegato per 135 minuti. Di gol nemmeno l’ombra. Si candida ad essere il flop dell’anno.

Renato Brunetta, voto 3: ormai è l’unico ancora a credere all’unità di Forza Italia. Caro Renatino siamo con te. La stima resta immutata e anche per noi Forza Italia è unita, gli asini volano e il Milan può ancora vincere lo scudetto.

Carlo Tavecchio, voto 3: dichiara che c’è un fondo americano interessato al Parma. Qualcuno spieghi a Tavecchio che Montgomery Burns é un personaggio di fantasia

Italia del Tennis, voto 4: Subito eliminata dalla Coppa Davis, contro il Kazakhistan. Nemmeno Mario Monti alle elezioni del 2013 ha deluso così tanto le aspettative.

Filippo Inzaghi, voto 4: nella classifica delle cose che hanno deluso Silvio Berlusconi, il suo operato viene immediatamente dopo il quid di Alfano e quella sera in cui Ruby aveva il mal di testa.

Cagliari, voto 4: esonerato Zola, torna Zeman. Allenatori scambiati come pedine, senza alcun rispetto per due delle personalità migliori del calcio italiano. Manco stessimo parlando del congresso di Scelta Civica.

Sulley Muntari, voto 4: praticamente è stato il dodicesimo uomo in campo della Hellas Verona. Il mistero ormai non é più il calo di rendimento del ghanese, ma il perché Inzaghi si ostina a farlo giocare.

Walter Rizzetto, voto 5: l’ex 5 Stelle, saluta Grillo e Casaleggio, e finisce a farsi un selfie con Giorgia Meloni. E’ la sindrome Cerci: vado via dal Torino che voglio una grande squadra, ma all’Atletico non mi fanno giocare, e al Milan neppure.

Paulo Dybala, voto 5: l’asso del Palermo stecca una partita, Zamparini é pronto a firmare il contratto di cessione. Meglio non farlo svalutare troppo.

Antonio Conte, voto 5: dichiara che con la sua cattiveria la Juventus ora avrebbe almeno 20 punti di vantaggio. Una dichiarazione che ci ricorda tanto un tweet di Gasparri, fuori luogo, visto che la Juve ha le mani sul quarto scudetto consecutivo. La Juventus sa vincere anche senza Conte.

Roberto Mancini, voto 6: dice che l’anno prossimo l’Inter è da scudetto. Abbiamo trovato il Corrado Passera del calcio italiano.

Vincenzo De Luca, voto 6,5: il candidato Pd alla presidenza della regione Campania dribla le domande sulla legge Severino come un top player. Ormai è il Messi della politica italiana.

Marek Hamsik, voto 6,5: é il volto del suo Napoli. Inizio spumeggiante, un’ora di gioco a grandi ritmi, tante occasioni create e poi il calo nel finale che compromette tutta la partita.

Il mutuo, voto 7: è come la Juventus. Irraggiungibile oramai da molti campionati, nonostante gli sforzi delle altre squadre.

Giorgia Meloni, voto 7: l’unica cosa sulla quale la redazione si divide è il giudizio estetico. Per il resto due certezze: è lei la nuova leader della destra italiana ed è proprio l’esempio di quanto sia pericolosa, subdola, intimamente razzista, la proposta dei lepenisti nostrani.

Massimo Ferrero, voto 8: qualcuno inizia a dubitare delle reali capacità economiche del patron della Sampdoria. Noi non abbiamo dubbi e stiamo dalla parte del nostro idolo e della sua finanza creativa.

Giuditta Pini, voto 8: si candida senza rete in Emilia Romagna, bloccando cosi l’ipotesi di “accordone”. A noi il coraggio ci piace, soprattutto quello che si misura con la battaglia delle idee.

Goodbye Lenin, voto 8: Renzi prima porta il PD nel PSE, poi afferma che le feste democratiche debbano chiamarsi “Feste de L’unità”, poi torna a parlare di partito degli iscritti. Pensavate che Bersani volesse rifare il PCI, vi sbagliavate. Ci pensa l’ex sindaco di Firenze, col sostengo di Berlusconi, che così potrà credibilmente tornare ad urlare contro i comunisti: ecco il vero obiettivo segreto del Patto del Nazareno.

Paul Pogba, voto 8: il suo gol contro il Sassuolo permette alla Juventus di mettere le mani sullo scudetto con dodici giornate di anticipo, non male un ragazzo di 21 anni che qualche stagione fa venne scartato dal Manchester United.

Mario Draghi, voto 8: La sua BCE di stampo keynesiano ci piace. E’ come un allenatore che impone il tiki taka mentre il presidente (tedesco) della squadra vorrebbe il catenaccio.

Lucas Rodrigo Biglia, voto 8,5: in giornata di grazia. Partita perfetta, infiocchettata da un gol fantastico e un tiro strepitoso che non va in rete solo grazie alla grande parata di Neto.

Carpi, voto 8,5: la squadra della provincia modenese continua ad imporsi, giornata dopo giornata, come cenerentola del campionato cadetto. Primi con 8 punti di vantaggio sulla seconda. Vediamo se riusciranno a centrare l’obiettivo “prima che arrivi mezzanotte”.

Felipe Anderson, voto 8,5: insieme a Vasquez, Dybala e Valdifiori, il laziale rientra tra le belle scoperte di questo campionato. I tifosi sono in festa e anche il portafoglio di Lotito.

Pina Picierno, voto 9: qualche giorno prima lo aveva definito “candidato improponibile che metteva in imbarazzo il PD”. L’altro ieri si fa fotografare sorridente abbracciata a Vincenzo De Luca, fresco vincitore delle primarie campane. A Pina, come sovente accade, va il premio “Ibrahimovic – tutte le mie squadre del cuore” di questa settimana.

Miroslav Klose, voto 9: a 36 anni è ancora determinante, doppietta contro la Fiorentina e la Lazio aggancia il Napoli al terzo posto. La rottamazione può attendere.

Lazio, voto 9: zitti zitti i biancocelesti di mister Pioli arrivano al terzo posto agganciando il Napoli e ora nel mirino hanno messo la Roma. Altro che preliminari di Champions.

Federico Mattiello, voto 9: gli facciamo un grosso in bocca al lupo e gli auguriamo di tornare presto in campo.

Enrico Rossi, voto 9: quando pensiamo a un amministratore di sinistra, concreto, solidale, innovativo, pensiamo a lui. La Toscana è prima nella classifica di vivibilità, sanità, trasporti, politiche sociali. E ieri sera, urla in Tv, dove raramente va: “mia nonna mi ha insegnato a non avere paura degli zingari ma dei fascisti”. E’ un esempio di come i vecchi valori possano ancora vincere contro il calcio e la politica moderna.

Salerno, voto 10: la Salernitana batte il Benevento nel derby campano in un Arechi gremito che sembrava una bolgia e vola in testa alla classifica. Mentre il sindaco De Luca è pronto a conquistare Napoli e cambiarle il nome in Salerno nord. Orgogliosi di Salerno.

Il Pagellone, voto 10: da Ballarò al nostro amico Francesco Cundari, oramai dare le pagelle è diventato mainstream. Ci sentiamo come il nostro leader Pippo Baudo: “Il pagellone l’ho lanciato io!”.

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