Pallacanestro si legge pallaAcanestro.

tacchi

di Giovanna Sandri

 

Come sapete noi femmine non siamo sempre troppo ferrate sullo sport. Io ogni tanto faccio finta di seguire il calcio, perché in politica e in tema di acchiappanze oggettivamente serve. Innanzitutto per capire le metafore: “avanzare”, “arretrare”, “sfondare sulla fascia”, “allungarsi la palla” sono fatti che devi sapere per comunicare con un qualsiasi maschio alfa. Poi perché calcio vuol dire popolo e popolo vuol dire voti. Ultimo ma non meno importante, perché calcio vuol dire uomini e uomini vuol dire sesso. Quindi diffidate delle donne che sui social tifano, commentano, bestemmiano durante le partite. A meno che non vi siate imbattuti in Anna Trieste, il resto vi sta mentendo peggio che in un rantolio orgasmico.

Ma veniamo alla novità. Per sbaglio, ho scoperto che esiste un altro sport. Si chiama basket. Ma noi dell’Apparato lo chiameremo pallacanestro. Sì, perchè il basket è Space Jam, Michael Jordan, Three Hill, e altri fatti “whatsamerican” per veltroniani. La pallacanestro invece è dalemiana. La paragonerei, disciamo, alla prima volta sulla Luna. Ci sono andati i russi, ma lo hanno raccontato gli americani. E allora dove c’è Urss, c’è casa, e c’è spazio per sancire anche qui il nostro principio portante: no al basket e alla politica moderni.

Di pallacanestro ho dovuto per forza iniziare a capirci qualcosa, perchè l’appassionato che frequento ha come argomento alternativo di conversazione Pippo Civati, e quindi non mi restava molta scelta.
La cosa che più mi ha sconcertata è stato capire che agli occhi di certe esperte del settore io ero da ritenermi addirittura fortunata. Infatti pare che belli o brutti che siano, i tipi da basket si portano, dai giornalisti sportivi, fino al capo dei tifosi, dalla serie Z alla A senza soluzione di continuità, e ci sono file di attesa lunghissime per accaparrarsene uno da parte di gruppi di donne organizzate in associazioni finalizzate solo a questo scopo. Ovviamente chi si porta a casa il nero americano, vince il jackpot.
Io invece questo fatto non lo sapevo perché nell’associazione a cui sono iscritta io pure facciamo così, ma litighiamo per gli ultimi giovani democratici rimasti sul mercato, mica pizza e fichi. Quindi non ho guardato un solo allenamento e non mi sono imbarcarta in nessuna trasferta. Mi è bastato dire, “ho la gola un po’ secca, birretta?” e la regola del terzo segreto di Satira ha fatto il suo.

Per questo generosamente vi lascio qui qualche appunto, una specie di manuale di sopravvivenza nel caso vi ritroviate ad una cena con un tipo così, e non vogliate passarla fissandolo tutta la sera come si fissa una tv durante un telegiornale di Al Jazeera senza sottotitoli.

Il basket è di destra, la pallacanestro è di sinistra.

Un appassionato di calcio ha una vita oltre il calcio. Un appassionato di pallacanestro non ha una vita oltre la pallacanestro. Ergo la pallacanestro funziona un po’ come l’Apparato.

Nel calcio la Serbia, la Bosnia, la Lituania, la Slovenia, contano come Gennaro Migliore nel Pd. Nella pallacanestro invece rappresentano tre quarti della direzione nazionale.

Quindi se durante gli europei, siete con lui e gioca Italia-Serbia, non esclamate mai “e che ci vuole”.

Anche nella pallacanestro ci sono le correnti. Si chiamano agenzie. Ogni agenzia ha un capocorrente, si chiamano procuratori. Ogni procuratore, si vende la qualunque cosa, per piazzare i suoi uomini in campo. Ogni procuratore, si vende i suoi uomini in campo per piazzare se stesso a fare la qualunque cosa.

Nel basket c’è il rinnovamento, e ci sono le pin-up. Nella pallacanestro la rottamazione non è ancora arrivata e ci sono le MILF. La pallacanestro è la palude, come l’Apparato.

La pallacanestro funziona come la politica al tempo dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Decide chi caccia i soldi.

Nella pallacanestro le squadre si chiamano come le marche di abbigliamento, di banche, di assicurazioni, di grissini. Tutto, per non dimenticare mai chi caccia i soldi.

La Rai sta alla pallacanestro come TzeTze sta al Pd.

Nella pallacanestro non ti prendono se non hai fatto il liceo classico e devi superare dei test di ingresso di cultura generale, una prova scritta, un colloquio orale, le torture.

Gli allenatori hanno dei foglietti. Su questi foglietti fanno degli scarabocchi che chiamano Zona.

La Zona è come il fuorigioco nel calcio. Se sei femmina non la puoi capire.
Durante una partita di calcio è facile sapere quando avviene un fallo. Il giocatore cade a terra e si strascina. Nella pallacanestro il fallo è un’intuizione. Lo sai che è avvenuto perché ascolti la tua coscienza che te lo indica.

Se non hai una coscienza, non puoi vedere il fallo. Ergo le strade della pallacanestro e quelle dell’Apparato ad un certo punto si separano. Quindi non vi ci applicate troppo.

N.B Riferimenti a persone e fatti sono puramente casuali, tranne che per gennaro migliore.

 

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