Manifesto

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“Volevo il rigore” è un modo di essere, come la luna di Ingrao, come l’austerità della Merkel, come i papocchi di Biscardi. D’altronde, essendo cresciuti tra Maradona e Berlinguer, tra pugni alzati e Coppa campioni, tra l’Unità e il processo del Lunedì, non poteva che finire così: abbiamo confuso le cose. Che poi, tanto, le cose erano confuse lo stesso. Ci dichiariamo subito: siamo di sinistra, contro il calcio e la politica moderna, ci piacciono i comizi e non le interviste, la doppia morale togliattiana la pratichiamo fino in fondo e per novanta minuti perdoniamo tutto ai nostri presidenti, anche se si chiamano Berlusconi, Agnelli o De Laurentis. Ci piace il calcio come sinonimo di uguaglianza, che bastano uno spiazzo non troppo in pendenza, due aste, una palla composta con qualsiasi materiale ed è subito battaglia, come se fossi nel più bello e costoso stadio del mondo. E che, per capirci, puoi essere anche lo Sceicco, ma in campo sempre 11 contro 11 si gioca. E lì contano cuore, sudore e amore, che sono un po’ come sole, cuore e amore, solo col sudore al posto del sole. Ci piace il calcio come sinonimo di democrazia, perché è un sentimento popolare, è esercizio di fratellanza, è una cosa a cui tutti hanno diritto, di cui tutti possono parlare anche non capendone nulla, che tutti possono praticare; il calcio, d’altronde, come la democrazia, ha un solo grande nemico: l’egoismo, l’avidità, ‘individualismo e la finanza speculatrice. Ci piace il calcio come competizione, che a dirvela tutta, e continuando ad essere onesti, non ci ha mai convinto questa cosa dell’importante è partecipare, che ci sembra una geniale trovata del neo liberismo per vendere meglio il prodotto: per noi l’importante è vincere. Poi, prima e dopo, applaudiamo il bel gioco e il fair play, ma nel mezzo l‘importante è fare un gol in più dell’avversario. O prendere un voto in più. D’altronde, da Mazzarri a Bersani, l’abbiamo non vinto non ci ha mai persuaso fino in fondo. E quindi, poiché torneranno Primavere, o almeno il mercato di riparazione a Gennaio, abbiamo aperto questo spazio per riderci su e discutere avendo il diritto, il dovere, di confondere i nostri due pezzi del cuore in un solo battito, in qualche battuta, speriamo che al prossimo corner non segnino.

La Redazione.

One thought on “Manifesto

  1. Bella idea. Per riderci su, ma non troppo, in queste circostanze ricordo sempre cosa disse Pier Paolo Pasolini: “Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo”. E aveva ragione. Proprio come sacra era la politica di una volta, quella dei comizi di cui parlate voi. E che mi piaceva un sacco, ma questo è un dettaglio!

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