L’onorevole nel pallone – Intervista a Stefano Esposito

Quando la palla rotola sul prato verde lo schieramento politico non conta. Quando l’arbitro fischia l’inizio della partita, destra e sinistra sono solo le due fasce di gioco. Quando la tua squadra del cuore gioca un match importante non c’è Patto del Nazareno che tenga.

Il nostro ospite in questa puntata de “L’onorevole nel pallone” è il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, al centro delle polemiche politiche di queste ore per quello che sta facendo e dicendo, dentro e fuori l’Aula. Noi di #volevoilrigore non potevamo esimerci dall’intervistarlo, senza censure e senza rete, in campo aperto. Continua a leggere

Annunci

«La gente purtroppo si ricorda sempre la fine». Breve storia di Domenico Morfeo

#volevoilrigore Morfeo

«Il talento conta tantissimo: è più facile, si è avvantaggiati,
ma anche senza si riesce ad andare avanti.
Chi tratta meglio il pallone si chiama artista ma non è detto
che 11 artisti battano 11 artigiani.
Bisogna formare una miscela tra queste due categorie.
E poi, chi ha talento non deve accontentarsi,
adagiarsi su quello che gli ha dato Madre Natura,
ma lavorare ogni giorno per migliorarsi»
(Zdeněk Zeman)

«Il talento può essere una trappola.
La possibilità di scelta può confondere.
E quel ch’è più pericoloso è il narcisismo.
Ci si compiace del colpo miracoloso, si ricevono applausi,
si finisce per giocare per gli altri, per il pubblico.
È rischiosissimo»
(Roger  Federer)

Il 31 Maggio 1996, Spagna e Italia si giocano a Barcellona il campionato europeo under 21. Alla fine dei tempi regolamentari, dopo una partita tanto bella quanto nervosa, il punteggio rimane inchiodato sull’1-1 e così ai supplementari. Ai rigori, gli errori di Cristian Panucci e Ivan de la Peña mantengono la situazione inalterata. L’equilibrio viene rotto dalla stella delle furie rosse Raùl, che si fa bloccare il pallone a pochi centimetri dalla linea di porta, merito di un repentino balzo del portiere Angelo Pagotto. Tocca a un ragazzino abruzzese – entrato nella ripresa, al posto della sorpresa del torneo Francesco Totti – Domenico Morfeo, calciare il rigore che potrebbe valere all’Italia il titolo europeo. Con un piatto sinistro preciso e radente il suolo, spiazza Mora e regala agli azzurrini un trionfo fino a pochi minuti prima insperato (almeno per il religiosissimo – o superstiziosissimo – Carlo Nesti).

Curiosamente, dieci anni dopo – in ben altre circostanze – sarà un altro abruzzese a segnare il rigore decisivo che porterà l’Italia nell’Olimpo. Quel rigore del ‘96 è il primo evento calcistico determinante nella carriera di Morfeo e, purtuttavia, rimane l’unico che abbia una qualche accezione positiva. Continua a leggere

Sogno o son desto? La vera storia di Mastro Geppetto.

PANINI_Moreno-Torricelli_Juventus-1998-216x300

di Marco Gaggiano.

Se fosse un fan di Christopher Nolan e di Inception, ogni qual volta gli capiterebbe di ripercorrere tutta quella giostra di incredibili avvenimenti dei quali è stato grande protagonista a partire dai primi anni Novanta, afferrerebbe il suo totem per accertarsi di essere nella realtà e non in un sogno.

Il suo nome è Moreno Torricelli, 43 anni, e fino al 1992 giocava a calcio per hobby, con lo stesso spirito genuino con cui alcuni di noi hanno solcato i campi di Prima Categoria, di Promozione o di Eccellenza. In quegli ambienti in cui il calcio è ancora incontaminato, in cui la Domenica giochi e se vinci festeggi con una bella cenetta offerta dal presidente, ma occhio a non far tardi perché l’indomani si lavora. Già, anche lui aveva un lavoro: magazziniere in una fabbrica di mobili della Brianza, mestiere che ha continuato a ricoprire fino al giorno più imprevedibile della sua vita: la Caratese, squadra con la quale stava militando in serie D, sfida in amichevole la Juventus del Trap. Lui gioca una partita perfetta e impressiona quel vecchio volpone di Trapattoni, che a mio punto di vista e non solo è stato ed è il miglior talent scout che il calcio italiano abbia mai conosciuto. E qui la svolta: viene chiamato a disputare tre amichevoli di prova sotto la Mole e si gioca al meglio questa chance, tanto che il suo cartellino viene immediatamente comprato alla modica cifra di 50 milioni di lire. Continua a leggere