Il Pagellone (20a Giornata)

Oggi é la Giornata della memoria. Potremmo schierarci dalla parte della retorica, oppure scegliere la controparte della polemica. L’unica cosa che ci sentiamo di scrivere é che oggi ricordiamo, da domani torneremo a lottare affinché non accada mai più.
Perché noi siamo ebrei nei campi di concentramento, palestinesi sotto le bombe, indiani d’America trucidati, armeni e curdi e sterminati. Noi siamo zingari, omosessuali, testimoni di Geova, cristiani in Nigeria, buddhisti in Tibet, mussulmani su di una carretta del mare. Noi siamo quelli che le minoranze violente e le maggioranze indifferenti hanno condannato e condannano a morte in nome dell’odio e della paura. Siamo tutti loro, loro che oggi ricordiamo, loro per cui domani ci impegneremo; con le nostre armi: l’ironia, la cultura, la speranza.  Continua a leggere

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Il Pagellone (19a Giornata)

Casa Pound, sv: “Cala la notte e metti a posto le cartelle, reggono i calzoni con due comode bretelle, rasano la testa l’anfibio bene in mostra, coltello nella tasca ed incomincia la giostra. Drogato, negro, frocio, comunista pervertito, terrone punk’ a bestia sadomaso travestito, è inutile nasconderti sarai individuato e nel cuore della notte sarai sprangato. 20 a 1 è la tua forza fascio infame ti nascondi ed alle spalle mi colpisci con le lame”. Senza voto, lo sdegno per i fascisti non meriterebbe neanche la presenza sul nostro blog. Quello che è successo a Cremona non deve restare impunito. I fascisti in galera! Siamo vicini ad Emilio e alla sua famiglia. Ora e sempre Resistenza!

Maurizio Gasparri, s.v.: il range da 0 a 10 non e’ abbastanza per giudicarlo. #Volevoilrigore lo candida non alla Presidenza della Repubblica, ma come protagonista della seconda stagione di The Lady di Lory Del Santo.

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Il Pagellone (10a Giornata)

Giovanardi, voto 0: le sue dichiarazioni sono sempre opportune come un rutto ad un funerale.

SAPPE, voto 1: quando non c’è limite alla vergogna.

Zapata, voto 2: disastroso in difesa come la Picierno in tv. Bocciato. Continua a leggere

Il Pagellone (9a Giornata)

mosca

Questo “Pagellone” lo dedichiamo idealmente agli operai della AST di Terni, manganellati per un malinteso senso del progresso, per un equivoco, per un disguido tecnico. Nel paese dei sassi che deviano i proiettili, della Diaz e di Bolzaneto, di Carlo, di Gabriele, di Stefano, di Federico, nel paese dove non c’è il numero identificativo sui caschi, dove non c’è il reato di tortura, dove nessuno ha mai colpa, impartire l’ordine di caricare lavoratori che manifestano pacificamente può essere tranquillamente definito “errore di comunicazione”. Senza nessuno che senta il bisogno di chiedere scusa, nessuno che paghi mai.
Qualcuno, sia esso il ministro, o il prefetto, o il questore, o il funzionario che comandava il reparto, non sta certo a noi stabilirlo, ha impartito quell’ordine. Quel qualcuno – vogliamo essere anche noi, per una volta, moderni – deve essere immediatamente rimosso, licenziato. Questa sarebbe l’unica scusa che ci sentiremmo di accettare.

Grillo, voto 0: voto basso, ma si sa, caro Beppe, le pagelle di una volta avevano una morale. #lamafiaèunamontagnadimerda.

Picierno voto 1: cara Pina volevamo darti un voto basso, ma non lo faremo.

Parma, voto 1: come l’unica vittoria in campionato. I tifosi ormai sono disposti a festeggiare anche per un misero pareggio.

Delrio, voto 2: dichiara che il governo non dirà mai di alzare i manganelli sui lavoratori, excusatio non petita…

Tavecchio, voto 3: minaccia le dimissioni dopo il taglio dei contributi da parte del CONI. Malagò ha chiamato Lotito per avere spiegazioni.

Brunetta, voto 3: stima, stima infinita per Renatino. Sempre.

Europa, voto 3: chiude. E quando chiude un giornale non è mai un fatto positivo. Siamo solidali con i lavoratori. Noi però non siamo buonisti e pensiamo che questa chiusura verrà ricordata come l’addio al calcio del fratello di Zarate.

Callejon, voto 4: un’équipe di fisici sta studiando come sia stato possibile buttare il pallone sopra la traversa quando era ad un millimetro dalla linea di porta.

Torres, voto 4: è sempre più evidente lo spettro di un nuovo Huntelaar.

Higuain, voto 5: “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore” così cantava De Gregori, non la curva del Napoli.

Richetti, voto 5: critica di nuovo Renzi, la Camusso e la Picierno. Ci piacciono questi personaggi in cerca d’autore che fanno autocritica.

El Sharaawy, voto 5: la giovane promessa milanista è ancora fermo al palo. Il Faraone quest’anno ci sembra un po’ la Boschi. Giovane, accattivante ma anonima.

Civati, voto 6: vota di nuovo contro una proposta del partito, oramai è la normalità, Pippo quando esci chiudi la porta.

Minoranza Pd, voto 6: di fiducia. Come quelle che vota, non vota, forse vota, alla fine vota. Il congresso è finito. Ed ora la sinistra storica del Pd deve scegliere: incidere nei processi o fare speculazione politica. Da chi ci ha insegnato che prima di tutto viene il bene del paese ci attendiamo che la scelta sia scontata.

Matteo Renzi, voto 6: di fiducia. Come quelle alle quali ci si sta aggrappando di questi tempi. Ciò che gli ha permesso in questi anni di vincere (la personalizzazione, gli attacchi ad personam, la semplificazione del dibattito, l’invettiva sarcastica e cruenta) rischia oggi di essere il terreno dello scontro che lo vedrà soccombere. Ha ragione nel chiedere di abbassare i toni e di entrare nel merito delle questioni, ma queste parole, dette da lui, rischiano di essere poco credibili. Gli diamo un consiglio: cominci a dare il buon esempio. PS: Se poi impedisse anche alla Picierno di andare in tv…

Enrico Rossi, voto 7: i suoi post su facebook e la sua azione amministrativa spesso sono una boccata d’ossigeno. Mai sopra le righe, schietto, coerente nei principi ma concreto nella pratica, il Presidente della Regione Toscana ci ricorda Zaccheroni e Ancelotti. Speriamo che prima o poi anche lui possa arrivare ad allenare in competizioni importanti. Non che amministrare la Toscana non lo sia.

Berardi, voto 7: finalmente si sblocca, il suo estro serve come il pane al Sassuolo. E anche all’Italia di Conte.

Kovacic, voto 7: come al solito gran bella partita. Il croato però è insofferente. Passi per Marek, ma ormai Mazzari lo chiama Hamsik.

Camusso, voto 7: dichiara di non volere le dimissioni di Alfano. È proprio vero, il sindacato lavora per il logoramento del Governo Renzi.

Denis, voto 7: torna al gol e sempre contro il Napoli. Escludiamo vacanze campane per i prossimi decenni per El Tanque.

Lazio, voto 7: con Lotito distratto a fare il Presidente della FIGC e un Klose lontano parente del bomber dei Mondiali, la squadra di Pioli pian pianino raggiunge il terzo posto.

Fruente Amplio, voto 8: in Uruguay il partito di centrosinistra con Vasquez Tabarè va al ballottaggio contro il Partido Nacional (o Blanco) di centrodestra con Luis Lacalle Pou. Si avete letto bene, il partito di centrodestra si chiama Nazionale (o Bianco). Quando a volte dici le coincidenze!

Maurizio Landini, voto 8: sta dove deve stare. In mezzo agli operai, e se necessario prende le botte assieme a loro. Rilascia dichiarazioni al vetriolo contro il governo, ma il mattino dopo è al tavolo delle trattative con Matteo Renzi a chiedere la tutela del livello occupazionale e produttivo dell’Ast. Precisa che non ha mai chiesto le dimissioni di Alfano, si defila dal gioco della strumentalizzazione politica e fa il suo mestiere: Il sindacalista.

Rudi Garcia, voto 8: meno male che Rocchi ha reso il campionato incerto, altrimenti staremo commentando una Roma in fuga.

Babacar, voto 8: il senegalese gioca bene e segna una doppietta. Se continua così, la Merkel chiederà la sua maglia restituendo quella di Mario Gomez.

Lula, voto 9: due settimane di campagna elettorale intensa e Dilma resta Presidente. Fortuna che in Brasile non è arrivata la rottamazione.

Marotta, voto 9: dichiara “Rinnovo Buffon? Nessun problema, basterà uno sguardo” Non servono ulteriori commenti.

Evo Morales, voto 9: rieletto per la terza volta Presidente della Bolivia, mercoledì era all’Olimpico a vedere la Roma. Di sinistra e gli piace il calcio, come fare a non volergli bene?

Antonini, voto 10: l’angelo del fango genoano riapre il campionato. Juventini state Allegri.

Eduardo De Filippo, voto 10 e lode: a trent’anni dalla scomparsa questa redazione vuole ricordare il grande Maestro De Filippo.
Caro Eduardo a noi non piace il calcio e la politica moderni, ma certamente ci piace il presepe.

 

Pagellone del Martedì

mosca

Pagellone del Martedì (33a giornata)

Grillo, voto 1: trasforma a suo piacimento “Se questo è un uomo” di Primo Levi e la foto dei cancelli di Auschwitz per attaccare tutti coloro che non la pensano come lui. Per usare un linguaggio vicino al comico genovese diciamo: Caro Beppe hai cacato fuori dal vaso! e puzza pure tanto. Ps: a questo punto gli manca solo un intervento a favore delle tesi negazioniste. Così recupera gli ultimi voti dei neonazisti.

De Gennaro, voto 1: e la rottamazione si fermò davanti a lui, alzò le braccia, chinò il capo e chiese scusa. Per fortuna non si trovavano in una scuola…

Gazzetta dello Sport, voto 2: capiamo che il giornale ha sede a Milano, ma dedicare le prime 11 pagine a Inter e Milan come se avessero vinto scudetto e Champions ci pare veramente esagerato. Aspettiamo a breve un’edizione monografica su Mazzarri e le sue gesta in panchina.

Dell’Utri, voto 2: come diceva Anita Ekberg nella Dolce Vita, “Marcello come here, hurry up!”.

Brunetta, voto 3: con la massima ed immutabile stima.

Guerini, voto 3: dice a D’Alema di star sereno che le tessere arriveranno, intanto Chiamparino, che domenica ha dichiarato di volersi di nuovo tesserare, è andando nel suo vecchio circolo e non ha trovato più nulla. Guerini fai presto, prima che cambino di nuovo tutti idea.

Gene Gnocchi, voto 3: il comico (?) emiliano ospite fisso alla Domenica Sportiva ormai è alla frutta. Le sue battute e gli interventi durante la trasmissione non fanno più ridere nessuno.

Berlusconi, voto 4- : ormai circondato dalla Pascale, dalla Rossi e la Santanchè dovrà anche scontare la pena in un centro anziani. Neanche Adriano ha avuto un finale di carriera così deprimente. Se cerca di scappare all’estero, lo comprendiamo. Continua a leggere

Il Pagellone.

mosca

18ª giornata (4-5-6 gennaio 2014)

Maicosuel, voto 3: il giocatore brasiliano di stanza al Friuli non ha fatto nulla di particolarmente eclatante nella gara casalinga contro il Verona (appunto), ma il voto infimo se lo porta dietro da quel maledetto rigore sbagliato nei preliminari di Champions, dove ad un “cucchiaio” ha preferito una “bacchetta da caffè”. A suo sfavore, anche la scelta di cambiare nome sulla maglietta, scrivendoci “MAGO”. Forse la bacchetta che usa è quella di cui sopra. Chiediamo a Debora Serracchiani di prendere provvedimenti.

Repubblica, voto 3: non riesce più ad evitare di utilizzare la parola selfie un giorno sì ed uno no.

Brunetta voto 3: la stima è immutata anche nel 2014.

Francesco Bonifazi, voto 3,5: il neo tesoriere del Pd annuncia l’annullamento dei fondi ai circoli per le amministrative, nel mentre, si scopre che deve versare al partito ancora i 30mila euro per la sua candidatura…

Pinilla, voto 4: altro che cucchiaio, tira un rigore manco stesse dando un calcio in culo all’amante della moglie. La tocco piano.

Merkel, voto 4: cade sciando e si rompe il bacino. Quando ha fatto cadere la Grecia i danni sono stati peggiori.

Mazzarri, voto 4: ormai come Brunetta sta diventando ospite fisso nel nostro pagellone. La prossima volta che dirà di non parlare più di arbitri, una pernacchia non gliela toglie nessuno.

Stefano Fassina, voto 5: l’ex viceministro sfoggia una reazione degna del miglior Lippi nerazzurro, risparmiando solo la minaccia di attaccare qualcuno al muro e prenderlo a calci nel c**o. Premettendo che la provocazione di Renzi è al livello del peggior Zamparini, ci aspettavamo una risposta diversa.

Keisuke Honda, voto 5: il nuovo numero 10 rossonero dagli occhi a mandorla si presenta a in tribuna a San Siro, seduto tra i due Galliani. Le telecamere lo inquadrano dopo ogni rete milanista, ma la sua espressione non cambia mai: glaciale. Ora ci chiediamo se cotanto entusiasmo fosse dovuto alla vicinanza di “Father&Son” (per dirla alla Cat Stevens) o se non sapesse ancora che, sì giocherà in una squadra con la maglia a strisce verticali, ma rosse e nere. Pollice verso anche per la sua reazione alla maglia “100” di Kakà, esposta dopo il suo primo gol. Speriamo che oltre al Sol possa “levarsi” anche lui.

Marchionne, voto 5: la Fiat acquista il 100% di Chrysler. Bene. Poi ci dimostrerà se la Fiat sa anche costruire e vendere auto.

Thohir, voto 5: i tifosi dell’Inter farebbero bene a regalargli Football Manager, potrebbe capire che Mazzarri non è un allenatore, che i tifosi dell’Inter pretendono di più ed imparare a fare una campagna acquisti.

De Sanctis, voto 5: vive con frustrazione la superiorità imposta dalla Juve prima al Napoli e poi alla Roma. Paventando aiutini e sistemi manca di rispetto ai suoi compagni in nazionale.

Rudi Garcia, voto 5,5: sbaglia la partita o è consapevole delle difficoltà del campionato italiano? Bravo nel consolare il giovane Dodô.

Reja, voto 7: con il saggio Edy non si sbaglia mai. Ritorna e vince la prima. Purtroppo per lui il presidente è sempre Lotito.

Lodi, voto 7: ritorna a Catania, ritorna a giocare, ritorna a fare assist, ritorna a segnare. Per la serie “Lodi 2 – il ritorno”.

Pepito Rossi, voto 7: ai mondiali abbiamo un gran bisogno di lui.

Klose, voto 7: grazie a lui la Lazio ha 9 punti in più in classifica. Sa sempre dove arriverà il pallone, sappiamo bene dove andrà a finire una volta che ne fa buon uso.

Higuaín, voto 8: In queste vacanze ha lanciato messaggi d’amore per Napoli e i napoletani. Torna in campo e gioca una partita straordinaria dove gli è mancato solo il gol. È il nuovo idolo del San Paolo.

Bryan Cristante, voto 8: il baby centrocampista milanista bagna il suo esordio in Serie A con una bellissima rete dal limite, che sigilla il 3 a 0 e ridà fiato al Milan. Non vogliamo accodarci ai commenti del tipo “È nata una stella” perché sappiamo benissimo quanto le grandi squadre italiane siano brave a disfarsi dei giovani talenti che sfornano dalle loro giovanili, ma possiamo dire tranquillamente che ci auguriamo che possa diventare normale leggere sui giornali delle imprese di giovani talenti nostrani.

Vidal voto 8: il 2014 inizia dove era finito il 2013.

Nainggolan, voto 8: se il Cagliari ha finora navigato in acque sicure dopo due anni (quasi tre) di esilio è anche merito suo.

Luca Toni, voto 8: il bomber di Serramazzoni continua la sua personale campagna anti-rottamazione a suon di gol. Sono già 10 i sigilli personali che contribuiscono alla fantastica annata sportiva dell’Hellas Verona. È vecchio, è lento e macchinoso ma segna. D’altronde una delle prime (forse la prima) cose che ti insegnano quando inizi a giocare a pallone è: l’obiettivo è buttarla nella porta avversaria. Lui lo fa ancora egregiamente. Come diceva Matze Knop: Numero Uno.

Fava, voto 9: l’assessore leghista all’agricoltura, per la sua proposta a favore della liberalizzazione della cannabis, merita tutto il nostro rispetto.

Kakà, voto 9: firma il 100esimo gol in rossonero e poi, per fare un dispetto a Civati, rialza a 101. Un faro nella notte rossonera, è come acqua fresca in un pomeriggio d’estate per la squadra, ma soprattutto i tifosi, in un periodo davvero da dimenticare. Immenso.

Eusebio, voto 10: ti sia lieve la terra.

Bersani, voto 10: altro che giaguaro, un vero leone. Si è consolato facendosi registrare la partita Juve-Roma. Speriamo che possa tornare presto alla sua (e nostra) grande passionaccia, la Politica. ‘Orco boia Pierluigi, non farci più brutti scherzi.