Il Pagellone (17a Giornata)

Il Pagellone di oggi è il nostro modo di ricordare la strage di Charlie Hebdo.
L’odio, la discriminazione, l’intolleranza e la violenza non possono prendere il sopravvento dopo i fatti di ieri. Per questo dedichiamo il nostro Pagellone alle dodici vittime “colpevoli” di aver usato la libertà d’espressione.

charlie hebdo

 

 

ll lavoro, sv: torna, ci manchi.

Gasparri, voto 1: dopo i tragici fatti di Parigi dichiara “serve una guerra”. Noi siamo con lui. Quel neurone impazzito che si ritrova va annientato.

Giarrusso, voto 1: chiede a Renzi di impiccarsi, non ci sono aggettivi per definire queste orrende parole. Inqualificabile.

La curva del Cesena, voto 2: sotto di 4 gol invocano il Vesuvio, una sola parola: vergognosi.

Salvini, voto 2: “meglio una vita da clandestini che un giorno da Salvini”, dopo le sue parole su Pino Daniele e su Charlie Hebdo, siamo assolutamente sicuri di questa affermazione scritta su un muro.

Alfano, voto 2: siamo indecisi se assegnare a lui o a Vidic il premio bidone dell’anno.

Quelli che scambiano il Pd per la loro squadra del cuore, voto 2: anni e anni di risultati deludenti, di scudetti non vinti, di qualificazioni mai raggiunte hanno trasformato il partito in una squadra per cui tifare. Bava alla bocca e rabbia da urlare contro l’avversario. Per il 2015 vi ricordiamo solo una cosa: no all’iscritto occasionale, rilassatevi.

Tavecchio, voto 3: nel 2015 Tavecchio farà il presidente della FIGC? Chiedere a Lotito.

Brunetta, voto 3: anno nuovo stima rinnovata come sempre.

Maria Teresa Meli, voto 3: i suoi retroscena inventati sul PD sono talmente inverosimili che nonostante il Corriere continui a metterli nella pagina politica, i lettori li leggono come se stessero leggendo un romanzo rosa.

Cerci, voto 4: in campo lo si è notato solo per aver eseguito il diktat di Berlusconi: tagliarsi la barba.

Renzi, voto 4: il suo 2015 parte in sordina, nonostante i videomessaggi, le polemiche sui voli di stato e soprattutto sul decreto fiscale ne offuschino un po’ la credibilità. Speriamo che sia solo colpa del troppo spumante bevuto durante le feste.

Berlusconi, voto 4: il Milan ed il Pd sono un po’ in difficoltà, deve essere un brutto momento per lui, noi possiamo solo consigliargli di mettere Orfini al posto di Inzaghi.

Zola, voto 4: la continuità dei risultati con Zeman è paragonabile alla continuità di politiche tra la Ashton e la Mogherini. Complimenti.

Kovacic, voto 5: i numeri li ha tutti, però deve ancora maturare molto, l’espulsione ne è la dimostrazione. Continua a leggere

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Il Pagellone (2a Giornata)

moscaIl Pagellone, seconda giornata:

Redazione di Volevoilrigore, voto 1: ritardo ingiustificato nell’uscita di questo pagellone. Pagheremo pegno appena usciranno i nostri gadget.

Gianluca Buonanno, voto 1: l’uomo padano dai mille incarichi è un autentico generatore automatico di puttanate. Con ritmi da scarpa d’oro, rischia di essere lui il vero unico “EuroPirla” di cui parla sempre.

Tavecchio, voto 3: stimatissimo presidente.

Brunetta, voto 3: strano che ancora non abbia detto la sua nella diatriba sull’articolo 18, ci saremo almeno aspettati che proponesse le frustate al posto del reintegro. Renatino sta perdendo colpi. Stessa stima.

Berardi, voto 3: sarà la pressione che gli mette il fatto di giocare con la nuova star della nazionale, ma Berardi sta deludendo le attese che si erano create su di lui. Un po’ come un Civati qualunque

Larrondo, voto 3: non capiamo perché il nostro decimo del calcetto del giovedì sera sia pagato per giocare la domenica col Toro.

Mazzarri, voto 4: pare che si sia lamentato del fatto che Icardi e Wanda Nara non chiameranno la figlia come lui. Inconsolabile.

Napoli, voto 4: hanno trovato un Bardi insuperabile, però ogni tanto sarebbe buono anche non prendere gol nell’unica azione offensiva degli avversari.

Consigli, voto 4: non vorremmo infierire, però ci mettiamo nei panni di chi l’ha schierato titolare al fantacalcio.

Mario Gomez, voto 4: il tedesco ha superato l’infortunio. Siamo sicuri? Per adesso non si nota la differenza.

Higuain, voto 5: caro Pipita, mi raccomando, il prossimo rigore tiralo a mezza altezza sulla tua sinistra. Sei più prevedibile di un vaffa di un grillino.

Nicodemo, voto 6: l’arcigno difensore centrale, ehm scusate, responsabile comunicazione del PD, viene sostituito nella nuova segreteria unitaria. Le sue entrate a gamba tesa ci mancheranno, ma ora almeno non dovrà più cancellare i suoi vecchi tweet.

Enzo Amendola, voto 6: un po’ come Oriali, gioca il mondiale ma nessuno lo ricorda, nella sua Inter però lo promuovono e poi arriva anche il premio dalla nazionale.

Giuditta Pini, voto 6: propone un emendamento, dove le società sportive dovranno pagare i danni al pubblico fatti dai tifosi. Siamo d’accordo. Però vogliamo anche che i politici pagassero i danni fatti dai loro fan sulle nostre bacheche facebook.

Renzi, voto 6,5: non abbiamo ancora capito se è il nostro Thohir o il nostro Florentino Perez. L’importante è che non si ispiri a Berlusconi.

Roma, voto 7: per vincere il campionato ci vuole anche tanta fortuna. La squadra giallorossa da questo punto di vista inizia bene.

Valentina Paris, voto 7: in bocca al lupo per l’incarico in segreteria nazionale del PD, per un’amica affezionata di #volevoilrigore. Siamo sicuri che da buona irpina, come Nando De Napoli, marcherà stretto i gemelli diversi, Serracchiani-Guerini.

Menez, voto 8: forse forse il Milan dopo anni, ha indovinato un grande acquisto. Ps: il gol di tacco è da cineteca.

Kovacic, voto 8: l’Inter ha in casa uno dei talenti più puri del campionato. Speriamo che Mazzarri non ci metta del suo.

Tevez, voto 8: la Juve nonostante Allegri è ancora lì, dove aveva finito l’anno scorso.

Stefan Löfven, voto 8: l’ex capo dei metalmeccanici svedesi sarà il prossimo premier, ora chiudete gli occhi ed immaginate il capo della FIOM come premier.

Pedro Sanchez, voto 8: il bello e impossibile segretario del PSOE fa saltare il “Patto del Tortellino” votando contro Juncker. Genio e Sregolatezza.

Ferrero, voto 8: lo stadio sul mare o in montagna, in barca o sugli sci, sempre al tuo fianco. Idolo!

Icardi, voto 9: il ragazzo inizia a fare gol anche sul prato verde.

Bardi, voto 9: il livornese cresciuto nell’Inter dà un grosso dispiacere a Benitez, potrebbe essere il degno sostituto di Buffon.

Valentini Rossi, voto 10: il “dottore” torna a vincere, ci mancava.

Pagellone del Martedì

mosca

Pagellone del Martedì (33a giornata)

Grillo, voto 1: trasforma a suo piacimento “Se questo è un uomo” di Primo Levi e la foto dei cancelli di Auschwitz per attaccare tutti coloro che non la pensano come lui. Per usare un linguaggio vicino al comico genovese diciamo: Caro Beppe hai cacato fuori dal vaso! e puzza pure tanto. Ps: a questo punto gli manca solo un intervento a favore delle tesi negazioniste. Così recupera gli ultimi voti dei neonazisti.

De Gennaro, voto 1: e la rottamazione si fermò davanti a lui, alzò le braccia, chinò il capo e chiese scusa. Per fortuna non si trovavano in una scuola…

Gazzetta dello Sport, voto 2: capiamo che il giornale ha sede a Milano, ma dedicare le prime 11 pagine a Inter e Milan come se avessero vinto scudetto e Champions ci pare veramente esagerato. Aspettiamo a breve un’edizione monografica su Mazzarri e le sue gesta in panchina.

Dell’Utri, voto 2: come diceva Anita Ekberg nella Dolce Vita, “Marcello come here, hurry up!”.

Brunetta, voto 3: con la massima ed immutabile stima.

Guerini, voto 3: dice a D’Alema di star sereno che le tessere arriveranno, intanto Chiamparino, che domenica ha dichiarato di volersi di nuovo tesserare, è andando nel suo vecchio circolo e non ha trovato più nulla. Guerini fai presto, prima che cambino di nuovo tutti idea.

Gene Gnocchi, voto 3: il comico (?) emiliano ospite fisso alla Domenica Sportiva ormai è alla frutta. Le sue battute e gli interventi durante la trasmissione non fanno più ridere nessuno.

Berlusconi, voto 4- : ormai circondato dalla Pascale, dalla Rossi e la Santanchè dovrà anche scontare la pena in un centro anziani. Neanche Adriano ha avuto un finale di carriera così deprimente. Se cerca di scappare all’estero, lo comprendiamo. Continua a leggere

Il Buongiorno di #volevoilrigore

 

2002 World Cup

Lunedì 14 Aprile 2014.

Buongiorno innanzitutto a Massimo Gramellini, che nella serata di ieri ha dimostrato la stessa fantasia di Giovanni Trapattoni a Giappone&Korea 2002, copiando palesemente il nostro Pagellone, per ravvivare il programma di Fazio. Bastava una telefonata. Forse, ma forse, avremmo contribuito.

Buongiorno a Sandra Zampa e alla sua permalosità. La sua reazione al “Pagellone Speciale PD” dimostra una capacità di gestione del dissenso degna del miglior Malesani (cazo!). 

Buongiorno a Maxi López e Maurito Icardi, che hanno ravvivato la domenica di campionato, portando gli affari loro in campo a Marassi. Una pacca sulla spalla a López, che si incazza e non dà la mano a Icardi, sbaglia un rigore e prende due pere in faccia. Purtroppo da Icardi stesso e non da Wanda.

Infine, buongiorno a tutti quelli che ci stanno seguendo con passione. Continuate così, perché siamo carichi come Dani Alves con il tamburello prima delle partite della Seleçao. E il Brasile c’entra un sacco. Abbiamo anche delle clamorose sorprese per voi che vi lascerano a bocca aperta più di un cross di Zúñiga.

La Redazione.

Pagellone del Lunedì (eccezionalmente di Martedì)

mosca   Il Pagellone del Lunedì – 13ª Giornata.

Brunetta, voto 3: ormai un must, sempre e ovviamente di “stima”.

Mario Adinolfi, voto 3: vedi Brunetta, solo un po’ più alto e un po’ più ingombrante.

Nicole Minetti e Belén Rodríguez, voto 3,5: la domanda è una sola: “Perché?!?!”. Peggio di Falcão al Monaco o di Zárate negli Emirati Arabi. No comment.

Romano Prodi, voto 4: tra i 101 di sicuro non c’era Vladimir Putin. Lo aiuterà ad organizzare il G8, potrebbe anche dargli qualche suggerimento su diritti civili e libertà d’espressione. È come se Beppe Bergomi fosse l’ospite d’onore al Gala di fine anno del Milan.

Michaela Biancofiore, voto 4: dichiara a Piazzapulita che le donne sarebbero ben disposte ad accontentare gli uomini di potere. E noi che pensavamo bastasse aprire un blog.

Inler, voto 4: è preciso nei passaggi come un Gugliemo Tell cieco e ubriaco perso. Altro che leone, domenica sembrava un bradipo. Continua a leggere