Il Pagellone (8a Giornata)

mosca

Davide Serra, voto 1: fuoriclasse come Saadi Gheddafi al Perugia, con la stessa simpatia di un Renato Brunetta. Ecco l’ultimo acquisto di Renzi per il suo Pd.

Alessandra Moretti, voto 2: dice che il milione di persone in piazza con la Cgil sono un’illusione ottica. Noi avremmo voluto tantissimo che il suo contributo nella campagna elettorale delle politiche fosse stata un’illusione ottica, nemmeno l’acquisto di Vampeta è stato dannoso quanto la sua ribalta.

Renziani della terza ora, voto 2: immaginate Maldini giocare nell’Inter, Totti nella Lazio, Hamsik nella Juve e Zanetti nel Milan. Ecco, è cosi che ci si sente quando vediamo loro, i renziani della terza ora, che tra l’altro non hanno nemmeno un briciolo della statura dei personaggi citati prima. In pratica i renziani della terza ora sono un mix tra Di Canio e Vieri.

Serracchiani-Bindi, voto 2: alzi la mano chi non ha provato imbarazzo nell’assistere al duello. Sembrano passati anni dal “che fai mi cacci?” di Gianfranco Fini; il Pd ne ripropone la brutta copia.

Brunetta, voto 3: un certo Davide Serra ti vorrebbe emulare. Ma resti sempre tu quello più stimato.

Alessia Rotta, voto 3: la nuova responsabile comunicazione del Pd sentendo la Camusso chiudere il comizio con “al lavoro e alla lotta” è rimasta affascinata da questa nuova formula comunicativa, ed ha voluto subito provare ad appropriarsi di questo slogan, provando a lanciare un hashtag, peccato che stia ancora cercando di capire come si faccia il cancelletto sul pc.

Denis, voto 3: a Bergamo ormai sperano solo nel ritorno di Zampagna per vedere un gol.

Tavecchio, voto 3: in giro c’è qualcuno continua a dire che lui è il presidente della Figc. Speriamo che queste voci non arrivino all’orecchio di Lotito.

La destra italiana, voto 3: ai margini del progetto come manco Pjanic ai tempi di Zeman, la destra italiana assiste al gran movimento del versante opposto. Piazza, dibattiti tv, sindacati, stazioni ferroviarie arredate come hamburgerie (ah ecco perché c’era Farinetti!) fa tutto il centro (ma anche ambidestro) sinistra.

Mandorlini, voto 4: “indovina” tutti i cambi. Scelte sbagliate nel momento sbagliato. Sembrava uno dello staff della comunicazione di Bersani.

Renzi, voto 4: caro Matteo, quando avrai capito come mettere il gettone nel l’iPhone chiama Dilma e Lula e fatti spiegare che i privilegiati non sono gli operai della Fiom ma quelli come Serra, e che quelli da aiutare non sono i padroni ma i più poveri e deboli.

Mazzarri, voto 4: lui non è in panchina e l’Inter vince. Speriamo che Thohir lo capisca.

Boschi, voto 4: dopo le scarpe leopardate dello scorso anno, la ministra delude le aspettative. Solo Farinos e Mendieta quando arrivarono in Italia delusero più di lei. Continua a leggere

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