Il Pagellone mundial – Finale.

Giovanni_Trapattoni_634410Voto 1: Portogallo. Probabilmente in Brasile non ci sono mai arrivati. Non pervenuti come Magdi Cristiano Allam o Giovanardi alle comunali di Modena. A voi la scelta.

Voto 2: Italia, Inghilterra e Spagna. Le vecchie glorie europee giustiziate dalla grinta del calcio sudamericano. Per le prime due urge correre ai ripari, mentre per la Spagna dopo aver vinto tutto una battuta d’arresto è fisiologica sebbene resti un campanello d’allarme. Sembra la parabola di Silvio Berlusconi, questo ventennio fatto di grandi vittorie forse è davvero finito. Tutta colpa della culona.

Voto 3: Giappone. Zaccheroni ha fatto harakiri. C’è poco altro da dire. Si saranno ispirati a D’Attorre.

Voto 3: Honduras e Corea. Difficilmente ci ricorderemo di quello che hanno fatto in questo mondiale. Un po’ come quello che ha fatto Fassina nel governo Letta. Fassina chi? Appunto.

Voto 4: Brasile. È la media delle prime partite da 7 e le ultime da 1. Peggio di loro solo Monti.

Voto 4: Ghana, Costa D’Avorio e Camerun. Algeria a parte, il calcio africano delude. Tanto. Sempre meglio della nazionale padana.

Voto 4: Croazia e Russia. Deludenti. Ci aspettavamo di più da due nazioni calcisticamente in crescita.

Voto 4,5: Australia. Poca roba questi socceroos, sembrano un po’ la vecchia lista di Giannino.

Voto 5: Iran e Ecuador. Provano a rendere interessanti i loro gironi, apprezziamo lo sforzo.

Voto 5,5: Bosnia. Non ci aspettavamo l’eliminazione ai gironi, ma hanno tutte le giustificazioni del caso, visti gli errori arbitrali che hanno subìto. Lettiani.

Voto 6: Grecia e Nigeria. Fanno la loro modesta figura in questo mondiale. Senza lode e senza infamia. Zanda e Speranza.

Voto 6,5: Messico e Uruguay. Dimostrano che o solo la tecnica o solo la grinta non bastano, ma almeno loro hanno quello. Citofonare Prandelli.

Voto 7: USA. Lo diciamo, se continuano cosi, entro il 2022 arrivano tra i primi 4. Un po’ come i giovani turchi, almeno ci sperano. Togliatti li avrebbe ammoniti.

Voto 6,5: Belgio, Svizzera. I primi hanno una generazione straordinaria di talenti a cui questo risultato sta stretto. I secondi possono gioire per una buona prestazione, ma continuano a saper far meglio orologi che giocare a calcio. Cuperliani i primi, civatiani i secondi.

Voto 7: Algeria. Forse il miracolo sportivo di questi mondiali sono loro, le volpi del deserto. Dimostrano che dove non arriva la tecnica arriva il cuore, facendo tremare anche la Germania. Un po’ come i grillini (non si offendessero gli algerini), quando non c’è studio e competenza, arriva la caciara e l’insulto libero. Alle elezioni fanno tremare un po’ tutti, ma poi perdono.

Voto 7: Colombia e Cile. Le due sudamericane divertono ma devono fare i conti con la sorte. Eliminate entrambe dai padroni di casa, chissà come sarebbe andata se il tiro di Pinilla non si fosse stampato sulla traversa o se David Luiz non avesse pescato il jolly su punizione.

Voto 8: Francia e Costa Rica. Nel 2016 in Francia saranno i primi a dover bloccare l’avanzata tedesca. Storicamente non sempre ce l’hanno fatta, ma la squadra di Deschamps ha dimostrato che in questo mondiale ha carte e giovani in regola per farlo. Ragionamento diverso per i caraibici, bravi ma sfortunati, destinati forse a diventare meteore da raccontare un giorno ai nostri figli. È il dilemma di Matteo Renzi: Francia o Costa Rica? Bloccherà l’avanzata tedesca o è destinato a essere una meteora?

Voto 8: Olanda. Ci hanno sperato, hanno rinunciato al loro dogma, hanno messo il loro cuore e i loro muscoli in mano al dottore pazzo. Li ha fermati Romero, portiere innamorato che para i rigori leggendo la lettera della moglie. Anche Bersani ci provò e si mise in mano a dei pazzi. Lo ha fermato un video: li smacchiamo!

Voto 9: Argentina. Da qualche parte ci sarà un detto cinese che parlerà di lunghi viaggi e di mete mai raggiunte. In ogni caso si sono ammirate vette e luoghi mai visti, splendidi tramonti etc etc. L’Argentina non ha deluso, forse potevamo aspettarci di più da Messi in finale, forse nel 2014 non esistono più squadre che si fanno trascinare da un giocatore solo (vero Portogallo?). Sabella ha stupito perché ha fatto le nozze coi fichi secchi e ai pochi litri di vino buono rimasto nella botte piccola. Peccato.

Voto 10: Germania. Quella capacità tutta loro di essere puntuali, precisi, perfetti. Nel mondiale che sembrava condannare l’Europa sovrastano tutti e cinque i continenti. Senza punti deboli, hanno reso forte e invincibile anche le cose meno belle: le uscite di Neuer, le gambe lunghe e magre di Müller, l’età avanzata di Klose, il tailleur della Merkel. Il 10 del nostro pagellone può andare solo alla corazzata di Löwe. Ci piaccia o meno questi sono come la loro Cancelliera: vincenti!
P.S.: ricordatevi però che avete vinto solo perché noi siamo usciti prima.

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#BrasileOlanda, la finalina.

Guida semi-seria alla finale per il terzo posto.

Brasile Brasile

Popolazione: 202,656,788 (Luglio 2014 est.)
Superficie: 8,514,877 sq km
Confini: 16,145 km
Coste: 7,491 km
Indipendenza: dal Portogallo nel 1822.
Inno Nazionale: Hino Nacional Brasileiro.
Lingue ufficiali: portoghese.
Capitale: Brasilia.
Capo dello Stato: Dilma Rousseff
Valuta: Real Brasiliano. Continua a leggere

L’Arancia Meccanica e l’Unesco del calcio.

Un’idea rivoluzionaria, una squadra irripetibile, un fascino irresistibile.
Da Johan Cruijff ad Arjen Robben, da Rinus Michels a Louis Van Gaal: l’Orange sbiadita può toccare la Coppa del Mondo
?

olandaIl calcio è uno stile di vita. Le sue idee rispecchiano l’humus delle società che le hanno
pensate e plasmano le strutture dell’umanità attraverso la semplicità fisica dei gesti; i suoi interpreti più autentici vedono sentieri e li trasformano in strade, sentono ritmi e li rendono melodie, tracciano schizzi di magia e li riempiono dei colori vivi della realtà. Nessun uomo e nessuna squadra hanno incarnato la poesia del football meglio di Johan Cruijff e della sua Arancia Meccanica.
Corre l’anno 1974: l’Europa si specchia nella sua ricchezza e nelle paure della prima crisi economica del Dopoguerra. La Germania Ovest ospita i Mondiali e sogna di vedere il suo simbolo più illustre, Kaiser Franz Beckenbauer, con le braccia protese al cielo e la nuova Coppa fra le mani: la nike alata di Jules Rimet brilla nella bacheca del Brasile e negli occhi di Pelé, ma la FIFA non si ferma.
Altro giro, altro trofeo, altre leggende: le più scintillanti vestono l’Orange più acceso di sempre. Continua a leggere

Pagellone Mundial – Quarti di Finale

Giovanni_Trapattoni_634410Salvini, voto 1: per il segretario della Lega, in Calabria, a Oppido Mamertina è stata messa in atto una congiura anti-cristiana. Eh si, afferma proprio questo. Cosa si fa pur di non far arrabbiare gli “amici”.

Hummels, voto 2: sei un calciatore, guadagni un sacco di soldi, giochi in nazionale addirittura al mondiale. Non contento, da difensore, segni anche i gol. Se sommiamo a tutto questo il fatto che è il sogno erotico di qualsiasi donna, il voto non può che essere scarso. Questo voto non è dettato dall’invidia, ma da una serissima analisi tecnica.

Galliani, voto 3: a tutti quelli che dicono che sia un buon manager, ricordiamo che con le cessioni di Ibra e Thiago Silva ha incassato di meno a quanto ha incassato il Southampton con le cessioni di Shaw e Lallana. I numeri non mentono.

Blatter, voto 3: la stima nei tuoi confronti è mondiale!

Fred, voto 3: Felipe Scolari e tutto il popolo brasiliano, sono molto preoccupati. L’attacante doveva partecipare ai Mondiali ma dal 12 Giugno non si sa che fine abbia fatto. Chi l’ha visto? Continua a leggere

Il Cesaricidio

“L’unica decisione giusta di Prandelli è stata quella di rassegnare immediatamente le dimissioni, in un Paese in cui nessuno mai si dimette.”

Italy vs Faroe Islands

Credo che un’analisi sensata debba necessariamente partire da questa frase e dalla stortura sillogistica che cela al suo interno: “Il Paese soffre, una parte più o meno nutrita della classe dirigente che ha sbagliato non è disposta a fare un passo indietro, di conseguenza la causa dei problemi è l’assenza di dimissionari.” Ho sempre deciso di mantenermi a debita distanza da qualunque interpretazione semplicistica ed approssimativa degli eventi e, a dire il vero, anche le generalizzazioni mi fanno un po’ schifo. Cosa voglio dire? Che le dimissioni non sempre sono da considerarsi un atto dovuto, che ci son insuccessi e insuccessi, che questa moda tutta italiana di aggiornare i curriculum utilizzando il metodo catechistico del “un’azione cattiva ne cancella dieci buone” è sleale, che il soggetto in questione vanta nella bacheca personale di allenatore due Panchine d’Oro con la Fiorentina e un premio IFFHS di Miglior commissario tecnico 2012 davanti ad un Del Bosque fresco vincitore di un Campionato europeo, e prima di imporsi a questi livelli ha sperimentato per anni le realtà altamente formative degli Allievi, del campionato Primavera e della serie B, incassando più di una volta il duro colpo dell’esonero. Continua a leggere

L’Anima del Sudamerica

L’Uruguay incarna l’orgoglio dell’America latina. Amore e garra, passione e muscoli, tecnica e spirito, Suárez e Cavani: la missione dell’Italia non sarà semplice.

dettaglio-uruguay-2013Libertad o Muerte! Il segreto dell’Uruguay si nasconde nel motto che anima il suo popolo:
come può una piccola enclave rioplatense che ospita tre milioni e mezzo di anime reggere il confronto con i giganti dell’America Latina? La risposta pulsa nel cuore dei Charrúa: la riva destra del fiume che prende il nome dalle piume variopinte dei suoi uccelli selvaggi trasuda orgoglio.
Tutte le genti che l’hanno colonizzata si sono abbeverate alla fonte dell’identità uruguagia; il
confine naturale fra il Brasile e l’Argentina ha assunto le solide sembianze di un presidio celeste: i coloni sono diventati cittadini, hanno costruito la comunità più solida del Sudamerica e, quando lo spirito rivoluzionario di Giuseppe Garibaldi ha frustrato le mire espansionistiche di Buenos Aires, il porto di Montevideo è diventato il crocevia dei traffici commerciali e degli scambi culturali fra l’Europa e la costa latina di lingua spagnola. Continua a leggere

Pagellone mundial – 2ª Giornata

Giovanni_Trapattoni_634410Gennaro Migliore, s.v.: Gennaro hai lasciato Sel e non vuoi entrare nel Pd. Ok, va bene, però per piacere non creare nessun partito o movimento.

Gramellini, voto 1: il “Banalissimo” sfodera un altro dei suoi luoghi comuni: il senno del poi. Critica Prandelli perché fa giocare Balotelli e non Immobile, il giorno dopo la partita col Costa Rica. Patetico.

Hodgson, voto 2: con quell’enorme potenziale offensivo non capiamo come sia riuscito a far eliminare l’Inghilterra dal mondiale.

Civati, voto 2: Pippo mancava da un po’ dal nostro pagellone, è un bravo ragazzo e avremmo fatto volentieri a meno di dargli un voto basso ma prima dice di non voler cambiare la Costituzione più bella al mondo e poi se la prende con l’immunità dei senatori, che oltre ad essere una norma di buon senso, è l’unica cosa che non viene modificata nella riforma costituzionale.

Diego Costa, voto 2: cambia casacca, insultato dai brasiliani, e viene eliminato dai gironi. Avrebbe dovuto prendere lezioni di trasformismo da Casini o Mastella. Continua a leggere