L’onorevole nel pallone – Intervista a Gianni Cuperlo

Quando la palla rotola sul prato verde lo schieramento politico non conta. Quando l’arbitro fischia l’inizio della partita, destra e sinistra sono solo le due fasce di gioco. Quando la tua squadra del cuore gioca un match importante non c’è Patto del Nazareno che tenga.

Il nostro ospite in questa puntata de “L’onorevole nel pallone” è Gianni Cuperlo, candidato segretario alle ultime primarie Pd contro Matteo Renzi. Un Cuperlo trapattoniano, che cerca di andare in attacco attento a non prendere gol in contropiede. Continua a leggere

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Il Pagellone (15a Giornata)

Cari lettori, prima o poi doveva succedere. Siamo di sinistra, iscritti al Pd e tifiamo per squadre diverse. Eppure fino ad ora non avevamo mai minacciato scissioni, mai discusso, mai votato. Neanche fatto una corrente. Ma ieri notte è successo, e quindi come nella migliore dialettica democratica anziché trovare una sintesi abbiamo messo tutto dentro tipo un miscuglio, provando ad accontentare tutti. Sì, per una volta abbiamo ceduto anche noi alla politica moderna, e per questo sappiamo che prima o poi ci toccherà fare autocritica dinanzi al compagno Togliatti. Nel frattempo in questo pagellone troverete due ed opposti voti a Benigni. Così ha deciso la redazione centrale. Buona lettura.

Enrico Letta, senza voto: così, per ricordare a noi e voi che per sei mesi è stato l’enfant prodige, la speranza, la salvezza, della politica italiana. Prima di finire come un Quaresma qualsiasi.

Scalfarotto, voto 1: prova a maltrattare la storia della sinistra, che evidentemente non conosce; del resto, cosa potevamo aspettarci da uno che faceva il manager a Citibank? Imbarazzante.

Truppe cammellate, voto 1: spuntano sempre all’improvviso durante i congressi, provano a falsare il risultato e sono contro il bel gioco ma la politica, non quella moderna, è troppo bella per farsi fermare da loro.

Benigni, 2: da piccolo diavolo a piccolo chierichetto. Ieri sera deludente su Rai 1. Saranno andati bene gli sponsor e la Rai, ma a noi manca il mattatore toscano.

Preziosi, voto 2: collega i presunti favori arbitrali alla Roma contro il suo Genoa a Mafia Capitale. Immaginiamo l’sms di Pallotta a Buzzi: “Un bacio grande capo”.

Maria Teresa Meli, voto 3: la retroscenista del Corriere, se non esistesse il Pd sarebbe disoccupata.

Sgarbi, voto 3: è il responsabile culturale dei padiglioni italiani all’Expo. Di questo passo Montero insegnerà il fair play nella scuole.

Brunetta, voto 3: con l’affetto e la stima di sempre… e per sempre!

Tavecchio, voto 3: è troppo tempo che il presidente Lotito non rilascia dichiarazioni. Il Tavecchio nazionale non sa che dire…

Neto, voto 4: ha subìto un gol con un solo tiro in porta e il tiro non l’ha fatto neanche da parte del Cesena.

Callejon, voto 4: non segna più e il Napoli non vince più. La fine che farà il Pd quando Renzi calerà nei sondaggi.

Roma 2024, voto 5: spreco di soldi? Rilancio per il Paese? Vi preghiamo solo di non mettere i protagonisti di Italia ’90.

Civati, voto 5: dai, Pippo, potresti prendere un voto alto, ma perché devi sempre rovinare tutto evocando una scissione alla settimana?

Orfini, voto 5,5: il Presidente dell’assemblea decide di giocare alla De Jong, picchiando duro e puntando agli stinchi degli avversari, è un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo.

Ranocchia, voto 6: gol da vero attaccante. Si spera che ora il ragazzo ricordi di essere anche e soprattutto un difensore. Continua a leggere

L’onorevole nel Pallone – Intervista a Matteo Orfini

Oggi inauguriamo una nuova rubrica: “L’onorevole nel Pallone”.

Quando la palla rotola sul prato verde, lo schieramento politico non conta. Quando l’arbitro fischia l’inizio della partita, destra e sinistra sono solo le due fasce di gioco. Quando la tua squadra del cuore gioca un match importante non c’è Patto del Nazareno che tenga.

Il nostro primo ospite è Matteo Orfini, presidente del Pd, nell’occhio del ciclone mediatico per aver scritto su Twitter “Ho portato l’Avellino in Europa League. Però ora qualcuno mi tolga Championship manager dal cellulare #dipendenze”. Continua a leggere

La giornata tipo del giovane turco.

Ore 8.00: Il giovane turco si sveglia e, si sa, come tutti i giovani è choosy e non lavora.

Ore 8:01: Accende la tv e vede che ad Agorà c’è Valentina Paris. L’ascolta attentamente, con trepidazione, e alla fine esclama ad alta voce: “Non ha nominato gli 80 euro, anche per oggi siamo salvi!”. La madre lo guarda perplessa. Continua a leggere