Il Pagellone (4a e 5a Giornata)

Minoranza Pd, senza voto: più facile trovare il bosone di Higgs che un esponente della minoranza Pd in grado di mettere in difficoltà Renzi. Più che il pagellone, per loro serve chi l’ha visto.

Erri De Luca, voto 1: consigliamo allo scrittore e intellettuale napoletano di fare appelli per l’odio razziale più che ai “sabotaggi”, oppure chiamare orango un Ministro della Repubblica, così evita di finire in cella. Prenda esempio dai Salvini, dai Magdi Allam, dai Del Debbio, dai Calderoli.

Maurizio Gasparri, voto 1: ormai nessuno più se lo fila e il bulletto di Twitter pur di farsi notare ritorna con la storia di Che Guevara “terrorista” e puntualmente viene “perculato” dalla rete. Dai piccolo balilla Maurizio, ti facciamo contento e t’inseriamo nel pagellone.

Calderoli, voto 2: 85 milioni di emendamenti e tutti a pensare che geniaccio questo qui. In realtà questa è utile all’opposizione e soprattutto al paese quanto Saadi Gheddafi lo è stato al calcio italiano.

Brunetta, voto 3: e con il “caso Volkswagen” si prende la sua rivincita sulla Merkel. Avanti così, nostro stimatissimo Renatino.

Serracchiani, voto 3: è la Zamparini della politica. Convinta che anche le alte cariche dello Stato come Grasso siano proprietà del Partito di cui è Vicesegretaria. Imbarazzante.

Juve, voto 4: avviso non per Allegri, ma per Andrea Agnelli. Marchionne è dietro l’angolo che aspetta. Citofonare Montezemolo.

Matteo Renzi, voto 4.5: prima dimostra volontà di dialogo con la minoranza sulla questione Senato, e poi spara bordate su Corbyn e Varoufakis. È come quei giocatori che fanno un bell’assist che cambia la partita, e poi provocano un rigore o segnano un autogol. Discontinuo.

Renziani, voto 4.5: riescono a esultare per la vittoria di Tsipras dopi che hanno detto che i modelli erano Cameron, la Merkel, la Thatcher, Reagan, a seconda di quale pianeta si trovasse nel segno dello scorpione. Tifosi occasionali che tifano solo per chi vince.

Mourinho & Carneiro, voto 5: la stagione dell’amore viene va. Certi amori ti lasciano un’emozione per sempre. Amore che vieni amore che vai. Verranno a chiederti del nostro amore.

Roma, voto 5: troppo discontinua. Fa i numeri colle grandi e inciampa su Turigliatto, pardon, sul Sassuolo.  Se continua così Garcia leader dell’Ulivo.

Napoli, voto 5,5: 5 gol al Brugge, altri 5 alla Lazio e poi ritorna l’incubo delle matricole. Un pareggio amaro contro il Carpi. Comunque tre partite senza subire reti è un’ottima notizia, come dire “abbiamo non vinto”.

Civati, voto 6: sembra lo studente svogliato che non ha fatto nulla durante l’anno e prova a recuperare il debito a settembre. Riuscirà a raccogliere le 500mila firme? Nel dubbio potrebbe chiedere un generatore automatico a Calderoli.

Balotelli, voto 7: è tornato? Forse è troppo presto per dirlo con certezza; ma la perla su punizione contro l’Udinese è la conferma che il ragazzo i numeri ce li ha. Semplicemente deve iniziare a contare veramente.

Graziano Pellè, voto 7: la sua doppietta non basta al Southampton per vincere contro lo United, ma il bomber nostrano continua a segnare, dimostrando di voler essere punto fermo dell’attacco azzurro di Conte.

L’intercity, voto 8: La lentezza del viaggio e la bellezza del paesaggio, Riquelme fatto locomotiva.

Felipe Melo, voto 8: segna e regala la vittoria all’Inter. E’ come se D’Attore andasse in tv e contemporaneamente la trasmissione nella quale è ospite aumentasse lo share ed il Pd guadagnasse punti percentuali nei sondaggi.

Letizia, voto 8: il migliore in campo nella sfida tra Carpi e Napoli. Macina chilometri per tutti i 96 minuti di partita. Ma il vero tocco di classe è quando il giocatore del Carpi prova a fermare il fortissimo gettito d’acqua, di un idrante azionato per sbaglio, con una pettorina. Genio dei tempi moderni!

Anthony Martial, voto 8: il baby neoacquisto dello United sigla una doppietta contro il Southampton, permettendo ai Red Devils di vincere 3-2. Lo avranno pure pagato tanto, forse troppo, ma con 3 gol in 3 partite ha fatto vedere che vuole dimostrare quello che vale.

Diego Armando Maradona, voto 8: critica il Napoli di Sarri, e la formazione partenopea che sino a quel momento non aveva cero brillato segna dieci gol in due partite, non subendone – cosa incredibile – nemmeno uno. Di solito questo è quello che succede a Renzi dopo un’intervista di D’Alema a caso nella quale attacca il governo.

Felipe Anderson, voto 9: il marchio di fabbrica, il tiro da lontano, é un’arma che il Pentagono sta cercando di copiare.

Vettel, voto 9: il pilota della Ferrari vince e canta “l’italiano”. Toto Cutugno festeggia finalmente un primo posto.

Robert Lewandowski, voto 9: nove come i minuti nei quali segna ben 5 reti contro il Wolfsburg. Il polacco si conquista sul campo il titolo di giustiziere contro le truffe della Volkswagen.

Blanchard, voto 9: regala il primo punto in seria A al Frosinone contro la Juventus, proprio lui che l’ha seguita fino a Berlino in curva con i Viking. Nulla é lasciato al caso.

ItalVolley, voto 9,5: i ragazzi del nuovo CT Blencini sconfiggono i campioni del Mondo della Polonia e conquistano il pass per le Olimpiadi di Rio 2016. Questa vittoria noi la dedichiamo al coach Mauro Berruto, galantuomo, uomo di sport e artefice in gran parte di quest’obiettivo conquistato.

Papa Francesco e Fidel Castro, voto 10: l’incontro tra il grande leader mondiale della sinistra e Fidel è un momento che resterà nella storia e non potevamo non segnalarlo.

Diego Armando Maradona Jr, voto 10: il figlio del Pibe de Oro giocherà nel Quartograd in Promozione, società di calcio popolare, dove dirigenti, tifosi e calciatori sono tutti azionisti in uguale misura della squadra. Diego Jr ha dichiarato che sposa lo spirito politico della società ovvero anti-fascista, anti-razzista e contro il calcio moderno. Noi, ovviamente tifiamo per loro. Forza Quartograd!

Beatrice Vio, voto 10 e lode: la giovane veneziana diventa campionessa del mondo di fioretto ai mondiali di scherma paralimpici a soli 18 anni. Orgoglio italiano.

Pagellone del Martedì

moscaPagellone del Martedì (35a giornata)

Questo pagellone lo dedichiamo a mister Vujadin Boskov. Che la terra ti sia lieve Mister, tu che sei tra coloro che ci hanno fatto appassionare di questo sport meraviglioso che è il calcio. L’arbitro ha fischiato e la partita é finita. Ci mancherai e non poco, ma stanne certo che ti ricorderemo sempre.

 

Redazione di Volevoilrigore, voto 2: si devastano nelle feste pasquali e non pubblicano il Pagellone settimanale. Hanno rischiato il linciaggio. Ingiustificabili

Bertone, voto 3: il Cardinale per difendersi contro le accuse per il suo mega appartamento al Vaticano, parla di “presunte ristrettezze” di Papa Francesco. Non possiamo di certo negare il coraggio di mettersi contro il Papa, però ci vuole stomaco a dire che la sua nuova casa è di soli 350 metri quadri e non 700. Direbbero a Cambridge: ‘A Cardinà ce vai da solo o te ce mannamo?!

Brunetta, voto 3: la stima verso Renatino nostro resta immutata. Fino alla fine sarai sempre nei nostri pensieri.

Berlusconi, voto 4: non si vuole arrendere. Torna in tv e ritorna anche sparare minchiate sui tedeschi e sull’olocausto. Il vecchio leone vuole ancora ruggire, ma ormai somiglia più a un Lotito che parla della moralizzazione del calcio o a un De Laurentiis che ci spiega i campionati interplanetari. Un disco rotto. Lui dice che forse – magari – arriva al 20%. Tutti lo danno per finito. E voi adesso magari riderete. Ma guardate quanti gol hanno fatto quest’anno Gilardino o Luca Toni (a proposito, voto 7). Vecchi leoni non muoiono mai, e in questa campagna elettorale il (l’ex) Cavaliere ci regalerà ancora emozioni e sorprese. Dudú pensaci tu.

Giorgia Meloni, voto 4: le avevamo perdonato i 3×6, l’abuso di Photoshop e il suo tentativo di assomigliare ad Anna Falchi. Ma il finto sbarco che ha organizzato in Sicilia, chiedendo provocatoriamente per gli italiani gli stessi diritti riconosciuti ai clandestini, è un gesto inqualificabile e offensivo. Quel mare è la tomba di migliaia di uomini e donne morti cercando speranza, e non merita l’ironia di tristi sceneggiate. Confidiamo che almeno qualcuno rinchiuda la Meloni in un CIE.

Bologna, voto 4: diciamo che la Fiorentina ha faticato di più quando ha giocato la partitella infrasettimanale, che sabato contro di loro. Inguardabili.

Buffon, voto 5: caro Gianluigi, in Brasile, non sognarti nemmeno di subire un gol sul tuo palo. Questo è un “caloroso” consiglio che ti diamo.

Chievo, voto 5: come buttare via una vittoria e la salvezza quasi matematica in soli 10 minuti e per giunta con un uomo in più. Un po’ come il PD alle scorse elezioni.

Cagliari, voto 6: nonostante uno stadio mezzo chiuso e Cellino, la squadra sarda riesce anche quest’anno a restare in serie A.

Sassuolo, voto 6: perde contro uno squadrone come la Juve. Ha il merito, però, di non mollare e di giocarsela fino alla fine. Anche solo per il coraggio questi ragazzi meritano la salvezza.

De Mita, voto 7: non si candida alle Europee ma sceglie di candidarsi a Sindaco della sua amata Nusco. Giustamente vuole chiudere la sua carriera nella squadra d’origine.

Caruso, voto 7: alla Liegi fa sognare tutti noi italiani. Ripreso negli ultimi metri. Peccato sarebbe stata una bella favola.

Pjanic, voto 8: quando si dice “ha superato gli avversari come fossero birilli”. Questo è il gol di Miralem Pjanic contro il Milan. Spettacolare.

Llorente, voto 8: gioca una partita di grande sacrificio, da vero attaccante di razza e chiude la prestazione con un delizioso gol di tacco. Insieme all’Apache, il Re Leone è stata l’arma in più di questo strabiliante campionato della squadra bianconera.

Mourinho, voto 8: the special one è sempre un passo avanti. È il D’Alema della panchina.

Ciro Immobile, voto 8: 21 gol ed entra nella storia del Torino. Come Pulici, come Ciccio Graziani. Non portarlo in Brasile (assieme a Cerci) sarebbe un delitto, quasi peggiore di Debora Serracchiani vice-segretario del PD.

Torino jazz festival, voto 9: è la più bella manifestazione culturale in terra sabauda.

Ryan Giggs, voto 9: sabato, all’Old Trafford, su uno striscione c’era scritto “End of an ERROR. Start of an ERA! Giggs United”. E la bandiera dei Red Devils onora la sua prima da allenatore battendo il Norwich 4-0.

Dani Alves, voto 9: mangia la banana e ridicolizza l’imbecille che gliel’ha lanciata. Per l’occasione lanciamo la campagna “vieni anche tu a mangiar banane ad un comizio della Lega Nord”.