La giornata tipo del candidato alla Presidenza della Repubblica

 

Ore 6.00: Il candidato ideale alla PdR si sveglia con una leggera e vibrante ansia. Fruga velocemente nel cassetto del comodino, mentre ha ancora gli occhi mezzi chiusi, e prende la carta d’identità: si, ha ancora più di cinquant’anni, è tutto ok.

Ore 6.10: Mentre prepara il caffè con la moka, in ossequioso e vibrante omaggio al suo predecessore, ripete a memoria tutti gli articoli della Costituzione, compreso l’ineffabile e fondamentale articolo 85. Controlla anche velocemente su Google che non sia cambiato negli ultimi mesi, non si sa mai.

Ore 6.30: Per entrare definitivamente in clima pre-partita sveglia tutta la casa mettendo sul giradischi l’inno di Mameli a tutto volume. Gli scende una lacrima, pensando alle volte che dovrà convincentemente commuoversi nell’arco dei prossimi sette anni.

Ore 7.00: Controlla la rassegna stampa con scrupolosa e vibrante attenzione. Legge la lista dei papabili con apprensione: spera che il suo nome ci sia, come deve esserci, ma che non sia assolutamente inserito tra i preferiti. Outsider fino alla “quarta chiama”, sorride e spera sornione, immaginando i corazzieri che eseguono un ballo di gruppo in suo onore, come se fossero in un film di Bolliwood.

Ore 7.15: Manda un sms di caloroso buongiorno a Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Beppe Grillo, Nichi Vendola, Matteo Salvini, Bruno Vespa, Eugenio Scalfari, Paolo Cirino Pomicino, Antonio Conte, Massimo Giannini, Fabio Volo, Gianni Morandi, Francesco Sole e a tutti gli altri opinion maker mainstream dai quali potrebbe dipendere la sua elezione. Solo per imparare la definizione “opion maker mainstream” ha fatto un corso d’inglese per sei mesi: la carica di PdR richiede immensi sacrifici, è proprio vero. Continua a leggere

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Il Buongiorno di #volevoilrigore

 

2002 World CupMercoledì 16 Aprile 2014.

Buongiorno ai “nonnini” del centro anziani di Cesano Boscone, che dovranno sorbirsi Silvio Berlusconi come inserviente. Ci immaginiamo la scena delle chiacchiere calcistiche, in cui l’ex cavaliere verrà subissato di critiche taglientissime da almeno quattro signori. Ammettiamo che il sogno, però, è che dentro quel posto ci sia almeno un vecchio partigiano. Sarebbe bello vedere le reazioni.

Buongiorno a Emilio Fede, che vince la sua causa per diffamazione contro Nanni Moretti (a causa di alcune frasi dette dal regista ad una manifestazione dell’Ulivo del 2002), e avrà diritto ad un risarcimento di ben 7000 euro. Il simpatico Fede disse che li avrebbe destinati tutti ai “circoli bisognosi del PCI” (nel 2002?! Macheccazz…). Bene, noi li aspettiamo. Con gli interessi. Un’ottima alternativa al finanziamento pubblico.

La Redazione.

Il Pagellone del lunedi, non eccezionalmente di martedì

moscaIl fruttivendolo di via Madama, voto 0: espone un cartello con scritto “qui non si vendono prodotti campani”, forse più che i prodotti campani, fanno male l’ignoranza ed il pregiudizio di certa gente. Inqualificabile.

Giocatori della Lazio, voto 1: giudizio pessimo non per la sconfitta subita con gli azzurri di Benitez, ma per l’umiliazione a cui hanno sottoposto il calcio italiano. Andare sotto la curva con la testa abbassata a chiedere venia agli ultras che gli urlano “Cacciate le palle” non è una bella immagine. Anzi. Manco il poeta Bondi avrebbe fatto così con B.

Le maestre allo Juventus Stadium, voto 1: i baby tifosi – con le curve squalificate – dovevano cancellare la vergogna degli insulti ai napoletani. Invece ad ogni rinvio del portiere i piccoli bianconeri in contemporanea urlavano “meddaaaaa” tra il silenzio e il compiacimento delle insegnanti che dovevano controllarli. L’avranno provato a scuola?

L’ala buonista della redazione, voto 1: IPOCRITI.

Il Partito Democratico, voto 2: lascia sfidare i contendenti alla segreteria in un dibattito di 90 secondi a risposta, come se i problemi del Paese e del partito si potessero risolvere nella durata di uno spot pubblicitario. Continua a leggere

Il Pagellone del Lunedì.

mosca

Il Pagellone del Lunedì – 7° Giornata (5/6 Ottobre)

Ai cori razzisti, 0. Parti dello stadio a Torino e Roma – non chiamateli tifosi – cantano l’inno d’Italia durante il minuto di silenzio in ricordo delle vittime di Lampedusa. Mentre a Bologna, nel settore del Verona, si sentono addirittura canti funebri. Sarà sicuramente spuntata anche qualche mano tesa al cielo. Merde.

Difesa del Milan, s.v: i tifosi rossoneri stanno sperando che il Senato, oltre che su quella di Berlusconi, voti anche sulla decadenza del reparto arretrato rossonero. La coppia Mexes-Zapata sta facendo più danni della grandine. Questo è il vero “immobilismo” di cui aver paura. Imbarazzanti.

Milan, voto 1: la squadra soffre di eiaculazione precoce. Segna dopo venti secondi e quando fa il bis la Juve ormai aveva già “risolto” senza l’aiuto del Diavolo per ben tre volte. Gol inutile, che serve ad emozionarsi in solitudine. Onanisti.

Ciwati, voto 2: dopo aver provato a visitare questo blog all’indirizzo wolevoilrigore.wordpress.com per la frustrazione di non esserci riuscito, non ha votato la fiducia a Letta. Ha commentato dicendo:”Enrico sbaglia, sbagliando”.

Brunetta, voto 3: questa volta non c’entra la stima. Il voto se lo è proprio guadagnato sul campo.

Mazzari, voto 4: se non sei Mourinho inutile sbraitare in conferenza stampa e poi prenderne tre dalla Roma. Esaltato.

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