La giornata tipo del candidato alla Presidenza della Repubblica

 

Ore 6.00: Il candidato ideale alla PdR si sveglia con una leggera e vibrante ansia. Fruga velocemente nel cassetto del comodino, mentre ha ancora gli occhi mezzi chiusi, e prende la carta d’identità: si, ha ancora più di cinquant’anni, è tutto ok.

Ore 6.10: Mentre prepara il caffè con la moka, in ossequioso e vibrante omaggio al suo predecessore, ripete a memoria tutti gli articoli della Costituzione, compreso l’ineffabile e fondamentale articolo 85. Controlla anche velocemente su Google che non sia cambiato negli ultimi mesi, non si sa mai.

Ore 6.30: Per entrare definitivamente in clima pre-partita sveglia tutta la casa mettendo sul giradischi l’inno di Mameli a tutto volume. Gli scende una lacrima, pensando alle volte che dovrà convincentemente commuoversi nell’arco dei prossimi sette anni.

Ore 7.00: Controlla la rassegna stampa con scrupolosa e vibrante attenzione. Legge la lista dei papabili con apprensione: spera che il suo nome ci sia, come deve esserci, ma che non sia assolutamente inserito tra i preferiti. Outsider fino alla “quarta chiama”, sorride e spera sornione, immaginando i corazzieri che eseguono un ballo di gruppo in suo onore, come se fossero in un film di Bolliwood.

Ore 7.15: Manda un sms di caloroso buongiorno a Matteo Renzi, Silvio Berlusconi, Angelino Alfano, Beppe Grillo, Nichi Vendola, Matteo Salvini, Bruno Vespa, Eugenio Scalfari, Paolo Cirino Pomicino, Antonio Conte, Massimo Giannini, Fabio Volo, Gianni Morandi, Francesco Sole e a tutti gli altri opinion maker mainstream dai quali potrebbe dipendere la sua elezione. Solo per imparare la definizione “opion maker mainstream” ha fatto un corso d’inglese per sei mesi: la carica di PdR richiede immensi sacrifici, è proprio vero. Continua a leggere

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DI COME SKY HA MANIPOLATO LA MOTOGP

di Marco Gaggiano

Non vi sembra strano che all’indomani di Juve-Roma ci si precipiti a presentare un’interrogazione parlamentare al ministro Padoan e un esposto alla Consob per gli errori arbitrali ma nessun onorevole, dopo il ballottaggio fratricida che per la seconda volta ha portato all’eliminazione di un gruppo di Morgan da X Factor, abbia avuto il coraggio di urlare allo scandalo? Come mai Fedez non ha perso la poltrona dopo l’attacco in rime a Napolitano? E perché per passare il turno a Tu Si Que Vales (il nuovo format di talent scouting in onda su Canale 5) bisogna esser acrobati circensi ex atleti olimpionici diplomati al conservatorio con una storia tragica alle spalle, possibilmente riassumibile in 5 post-it di Francesco Sole, mentre se ti chiami Trava e tuo padre è condirettore de Il Fatto Quotidiano superi le selezioni di Italia’s Got Talent con 110 e lode, standing ovation e bacio accademico di Nina Zilli?

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