L’onorevole nel pallone – Intervista a Stefano Esposito

Quando la palla rotola sul prato verde lo schieramento politico non conta. Quando l’arbitro fischia l’inizio della partita, destra e sinistra sono solo le due fasce di gioco. Quando la tua squadra del cuore gioca un match importante non c’è Patto del Nazareno che tenga.

Il nostro ospite in questa puntata de “L’onorevole nel pallone” è il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, al centro delle polemiche politiche di queste ore per quello che sta facendo e dicendo, dentro e fuori l’Aula. Noi di #volevoilrigore non potevamo esimerci dall’intervistarlo, senza censure e senza rete, in campo aperto. Continua a leggere

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Keep Calm and trust in Glik.

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di Danilo Baccarani

Jastrzębie-Zdrój, Polonia.

I palazzoni eredità del periodo socialista sembrano caduti per caso all’interno di un enorme polmone verde a pochi chilometri dal confine con la Repubblica Ceca e la storia di questa cittadina di quasi centomila abitanti è presto raccontata.

Fino agli anni Sessanta Jastrzębie-Zdrój è una rinomata stazione termale, poi diventa un importante centro minerario per l’estrazione del carbone e infine sede dei trattati sindacali nelle lotte operaie del 1980 dopo che gli scioperi si estesero dai cantieri navali di Danzica fino alle miniere della Slesia.

In questa cittadina dal nome impronunciabile, verso la fine degli anni Ottanta, è nato Kamil Glik.

Il muro di Berlino e la Cortina di ferro cominciavano a vacillare, Lech Walesa e il sindacato Solidarność venivano riconosciuti dalla legislazione polacca mentre Papa Wojtyła lanciava le giornate mondiali della gioventù e Krystzof Kieslowski realizzava Dekalog il suo capolavoro.

Il panorama calcistico polacco iniziava il suo lento e inesorabile declino. E pensare che solo sei anni prima, la Polonia si piazzò terza ai Mondiali di Spagna grazie all’ultimo ruggito di una generazione fenomenale: Lato, Zmuda, Smolarek e il grande trascinatore, Boniek, vero protagonista della kermesse iridata per i colori biancorossi.

A Jastrzębie-Zdrój, Glik muove i suoi primi passi nel mondo del calcio passando poi al Wodzisław Śląski e successivamente al Silesia Lubomia.

La prima svolta della carriera arriva quando Glik accetta il trasferimento all’Union Deportiva Horadada, nella cittadina di Pilar de Horadada, nei pressi di Alicante.

In Spagna, viene notato dagli osservatori del Real Madrid che lo ingaggiano per la squadra C impegnata nella quarta serie del calcio spagnolo. Il difensore centrale colleziona appena 18 presenze in due stagioni e così Kamil ritorna in Polonia accasandosi al Piast Gliwice che milita nella massima divisione.

Alla corte dei Nobili, in due stagioni gioca 54 partite, segnando 2 goal, collezionando una salvezza e una retrocessione in seconda divisione.

Siamo nel 2010 e l’Italia si accorge di lui. Il Presidente del Palermo, Zamparini, lo mette a disposizione di mister Delio Rossi che però non lo considera e Glik gioca solamente quattro partite di Europa League.

Nel mercato di gennaio viene ceduto in prestito al Bari di Giampiero Ventura.

Mister Libidine lo inserisce tra i titolari e da gennaio a giugno con la maglia dei galletti, Glik collezionerà 16 presenze, 3 ammonizioni e un cartellino rosso. (Ventura si dimette a febbraio, ndr)

La sua avventura in Italia continua e nel luglio del 2011 arriva al Torino ritrovando proprio il suo mentore, Giampiero Ventura.

Da qui in avanti vi racconto la storia del cattivo che cattivo non è, del giocatore granata che si è migliorato di più negli ultimi quattro anni ed è diventato capitano e beniamino di un intero popolo. Quello del Toro.

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Il Pagellone del Mercoledì

 

mosca

 

36ª Giornata.

 

Alfano, voto 2: Alfano chi? direbbe Renzi. Succede di tutto a Roma ma al ministro dell’Interno non sembra importare molto. Angelino l’invisibile.

Coni e Lega Calcio, voto 2: cosa si prova ad accettare in casa propria regole imposte da altri?

Bonafè, voto 2: dice a Ballarò che Renzi è in discontinuità con Berlusconi perché porterà a casa la rivoluzione liberale. Crediamo che la Bonafè abbia sbagliato squadra.

Mazzarri, voto 3: perdere un derby dopo tre anni potrebbe essere normale, ma fare zero tiri in porta in novanta minuti no. Inutile come Brunetta, stessa stima e stesso voto.

Brunetta, voto 3: sempre la solita stima per Renatino nostro.
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