Il Pagellone (20a Giornata)

Oggi é la Giornata della memoria. Potremmo schierarci dalla parte della retorica, oppure scegliere la controparte della polemica. L’unica cosa che ci sentiamo di scrivere é che oggi ricordiamo, da domani torneremo a lottare affinché non accada mai più.
Perché noi siamo ebrei nei campi di concentramento, palestinesi sotto le bombe, indiani d’America trucidati, armeni e curdi e sterminati. Noi siamo zingari, omosessuali, testimoni di Geova, cristiani in Nigeria, buddhisti in Tibet, mussulmani su di una carretta del mare. Noi siamo quelli che le minoranze violente e le maggioranze indifferenti hanno condannato e condannano a morte in nome dell’odio e della paura. Siamo tutti loro, loro che oggi ricordiamo, loro per cui domani ci impegneremo; con le nostre armi: l’ironia, la cultura, la speranza.  Continua a leggere

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I sondaggi elettorali clandestini di #volevoilrigore

Secondo i dati di un famoso arbitro bocconiano, a quattro giornate dal termine del campionato in testa c’è saldamente la Fiorentina, che grazie alle prestazioni del suo capitano e con l’apporto del bomber tedesco guida il campionato con 31 punti.
Segue il Genoa, con 24 punti, e con il capocannoniere Beppe-gol in ottima forma, rinfrancato anche dalla ritrovata confidenza con i più infidi commentatori sportivi.
A quota 20 punti troviamo il Milan, che paga la stanchezza e la squalifica del presidente-proprietario-fantasista della squadra.
Dovrebbe conquistare in maniera agevole un posto in Europa anche il Verona, a quota 6 punti, con nuovo allenatore, il milanese Matteo, che riesce ad imporre un buon gioco soprattutto quando gioca in casa mentre in trasferta i risultati stentano ad arrivare.
Dovrebbe farcela per un posto in Europa anche il Catania, a 5 punti, la squadra allenata da Angelino, affida le sue speranze al centrocampista Pierferdy e all’ex bomber di Reggio Calabria le sue speranze europee.
A 4 punti, ai margini della zona retrocessione il Livorno, con la tifoseria più rossa del campionato. Il nuovo presidente greco sembra aver dato fiducia ai tifosi, ma i problemi in campo restano, troppi brocchi che si credono campioni.
In piena zona retrocessione con 3 punti c’è la Lazio, i fratelli camerati affidano le proprie sorti alla bella (e photoshoppata) Giorgia, ma è ancora una squadra senza un gioco convincente.
In zona retrocessione anche il Chievo, a solo due punti, che dopo le dimissioni del presidente bocconiano sta attraversando un periodo di crisi, a nulla sono serviti gli acquisti del nuovo direttore sportivo Boldrin, lo spirito liberista dell’allenatore Guy è rimasto nelle Fiandre.
Le altre squadre hanno talmente pochi punti che non sono state rilevate. Per ora è tutto, vi terremo aggiornati.

Presentazione standard1

Bettino Luís Nazário de Lima

 

A pugno chiuso – Intervista a Paolo Sollier

Nella storia del calcio italiano ad un certo punto fa capolino un calciatore barbuto e con i capelli lunghi che prima di ogni partita faceva il saluto col pugno chiuso. Oggi Paolo Sollier, calciatore comunista, vive a Vercelli, tra le risaie, e ha voluto concedere un’intervista alla redazione di #Volevoilrigore. è così che il nostro inviato si è trovato a passare una mattinata di metà maggio a parlare di calcio e di politica, immersi tra libri, migliaia di vinili e con accanto la foto del Che che li osservava.
Paolo_Sollier

Cosa fa adesso Paolo Sollier?
Sono ancora allenatore, virtualmente, ma è il secondo anno che non ho proposte, inoltre collaboro con la nazionale scrittori e mi occupo, come posso, un pochino di politica.

Di politica non ha mai smesso di occuparsene?
La politica ha sempre fatto parte della mia vita, ma sempre fuori dagli schemi precostituiti. Mi sono trovato sempre ‘in opposizione’: adesso faccio parte dell’iniziativa della Lista Tsipras, che potrebbe essere il collante per unire la sinistra italiana in un momento dove il neoliberismo di destra e di sinistra, o meglio ‘delle due destre‘, come dice Revelli, impera. Continua a leggere

Pagellone: speciale liste Europee.

La presentazione delle liste: in vista delle competizioni europee vi presentiamo un dossier ricognitivo dello stato di salute dei “club politici” italiani. Tra le altre cose, abbiamo compiuto una sintetica valutazione relativa alla presentazione delle loro liste.

europee pdPD, voto 7. Il Renzi che imprime velocità. Il sindaco che fa cose. Il giamburrasca che non ti aspetti: no al nome sullo stemma, sì al PSE, Schulz subito titolare, D’Alema convocato. Storica riunione di spogliatoio: favorevoli i senatori, contrario solo Beppe, il medico della squadra. Imprevedibili.

 

europee fiForza Italia, voto 4. Tirano giù dalla soffitta, impolverato e sbiadito, il gagliardetto “Forza Italia 1994”. Stonano nella foto di rito come il mio amico Attilio, che alla partitella di calcetto del giovedì, si presenta sempre con la maglia della Juventus (sponsor Danone) di Fabrizio Ravanelli. Nostalgici.

 

europee scelta europea

Scelta Europea, voto 3. Guazzabuglio: ventitré parole in uno stemma. Guerre civili dopo i ritiri di Monti e Giannino. Discordia nella scelta della guida. Provano a unirsi nel nome di un veterano di Bruxelles, il libero Guy Verhofstadt. “Verhofstadt chi?”, ha chiesto Renzi alla stampa. Libertari. Continua a leggere

Il Pagellone del Martedì.

mosca

10 Marzo 2013

Medici obiettori di coscienza, voto 0: Se si lavora per lo Stato si rispettano le leggi dello Stato. E non si mina la libertà altrui, non si lede la dignità di nessun cittadino. Se per loro vengono prima le proprie convinzioni che le leggi (e il rispetto) sono liberissimi di andare a lavorare per cliniche private di orientamento confessionale.

La Formula 1, voto 0: Il nuovo regolamento la rende ancora più noiosa e complicata, ma soprattutto silenziosa. No alla F1 moderna.

Mario Gomez, voto 2: Dà a Renzi la maglia viola autografata da regalare ad Angelona. Ruffianata.

La Finta Sinistra, voto 2: “E cosa se ne fanno gli italiani di 80 euro in più al mese??” hanno commentato molti della cosiddetta Sinistra diffusa, parlando dei provvedimenti del governo Renzi. Se vogliono scriviamo venti “pagelloni” per fargli l’elenco. Ma ci rendiamo conto che se per loro 80 euro sono il costo dell’aperitivo del lunedì, non possono capire. Criticare Renzi da destra, anzi dal versante aristocratico, anzi dall’alto. No, non è la scelta giusta. Sono come i catenacciari che vengono puntualmente sconfitti quattro a zero: minoritari, noiosi, perdenti.

Gianluca Buonanno, voto 2: E’ più sicuro che il deputato leghista, quando apre la bocca, dica una stupidaggine che la Juve vinca lo scudetto quest’anno. Monotono.

Seedorf, voto 3: Si dimostra un ottimo candidato per guidare la lista Tsipras in Italia. Prende in mano il Milan promettendo rivoluzioni, infila una sconfitta dietro l’altra, con tanta, tanta, confusione. Non bastasse tutto questo, riesce dove Allegri aveva fallito: buttare fuori il Milan dalla Champions. E’ la prova provata che non basta essere giovani e rampanti, ma che l’esperienza ha ancora il suo perché.

Maria Elena Boschi, voto 3: La Camera approva il Porcell..Italicum. Manca ancora l’approvazione del Senato ma lei dice che ora abbiamo una nuova Legge Elettorale. Probabilmente il prof. di Diritto Costituzionale era distratto durante l’esame.

Mexes, voto 3: Forse è confuso, ma scambia una partita di calcio per una gara di arti marziali. Bollito. Continua a leggere