Il Pagellone (5a Giornata)

moscaRanocchia, voto 2: “Non firmerei per il terzo posto” ha dichiarato il calciatore dell’Inter prima della partita con il Cagliari. Nuovo mago Zurlì.

Soru, voto 2: la voce del padrone alla direzione del PD é la sua. Simbolo del capitalismo straccione del nostro Paese. Almeno i miliardari americani non sono ipocriti ed ammettono di essere in una lotta di classe che stanno vincendo.

Primarie, voto 2: speriamo che facciano la fine del silver o golden gol

Brunetta, voto 3: la stima verso Renatino non arretra neanche di un millimetro.

Tavecchio, voto 3: per noi sei il vero Presidente, altro che Lotito.

Speranza, voto 3: qualcuno pensava che fosse un Roberto Carlos, invece è anche peggio di Pistone.

Bonaccini, voto 4: dopo 5 anni come segretario regionale, con l’appoggio di tutto il governo, dei parlamentari emiliani-romagnoli, e di quasi tutto il gruppo dirigente regionale, il renziano di secondo letto non solo batte uno sconosciuto residuo del PRI 60 a 40, ma lo fa con un flop dei votanti significativo. Speriamo che si sia risparmiato per le elezioni vere e non sia già spompo.

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Il Pagellone (4a Giornata)

mosca

Giovanardi, voto 2: chiede il ritiro del videogioco The Sims perché non educativo in quanto fa propaganda gay. Che dobbiamo fare per far ritirare dalla vita pubblica Giovanardi?

De Bortoli, voto 3: immaginate il direttore del giornale del capitalismo italiano dare del massone al Presidente del Consiglio e criticare la sua gestione del potere. Fatto? Ecco, farebbe ridere se fossimo su Scherzi a parte.

Muntari, voto 3: disastroso come un Gasparri ministro. 

Napoli, voto 3: un vecchio detto africano dice che ogni domenica a Napoli un attaccante si sveglia e sa che dovrà fare gol più velocemente di quanto la sua difesa riesca ad incassarne…

Brunetta, voto 3: stima, infinita stima!

Tavecchio, voto 3: non potremo mai dimenticare il Presidente stimatissimo nel nostro pagellone.

Serie A, voto 3: un turno di campionato che comincia il martedì sera e finisce il giovedì sera è più adatto ad una diretta di Mentana che allo sport. Aggiungiamo che la lotta al titolo sembra già essere una questione per due, non ci resta che guardare le partite per gli errori delle difese.

De Magistris, voto 4: a breve uscirà il suo ultimo lavoro letterario dal titolo: “Il giustizialismo, questo boomerang”.

Morata, voto 4: lo spagnolo si presenta alla grande allo Juventus Stadium, solo davanti al portiere, si gira e manca il pallone. Fenomeno.

Zeman, voto 5: per fortuna del boemo, Cellino non c’è più.

Fiorentina, voto 5: crediamo che gli infortuni di Rossi e Gomez siano nel patto del Nazareno.

Michelle Obama, voto 5: attimi di panico misto a imbarazzo quando la first lady americana stringendo la mano alla signora Renzi ha detto: “Nice to meet you, Maria Elena”.

Koulibaly, voto 6: segna il suo primo gol in serie A, ma si riscatta nel secondo tempo intervenendo in ritardo sul gol del Palermo.

Mastella, voto 7: chiede le dimissioni di De Magistris al ritmo di una vecchia canzone “Ho un sassolino nella scarpa, ahi!”

Osvaldo, voto 8: gran gol, l’avesse dedicato a Mazzarri, impedendogli di lamentarsi sarebbe stato da 9. La corrente interista della redazione si augura che ora inizi a metterla dentro un po’ più spesso.

Pippo Baudo: Voto 8. Ci manca sempre di più. Come la vecchia DC, l’edera di La Malfa, il garofano di Lombardi e Tutto il calcio minuto per minuto.

Gianni Cuperlo, voto 8: i suoi lunghissimi post sono di una bellezza unica. Il contenuto è interessante. E il suo eloquio è affascinante. Pure Chiamparino se ne è accorto, ed oggi chiede a Renzi di ascoltare Cuperlo sulla riforma del lavoro. 

Obama, voto 8: il presidente degli Stati Uniti corona un suo vecchio sogno. Stringere la mano a Mr. Bean.

Vazquez, voto 8: prestazione eccezionale del palermitano. Henrique se lo sognerà per molte notti.

Walter Alfredo Novellino, voto 8: uno che tra i suoi mille nomi ha “Lenin” non può che starci simpatico. L’allenatore irpino è ripartito dalla Serie B per cercare il rilancio della sua carriera e Modena ringrazia giorno dopo giorno di averlo come simbolo di un sogno chiamato Serie A che manca da troppo tempo. Il componente gialloblu della redazione invita tutti i lettori di #volevoilrigore al Braglia per seguire un match dei Canarini assieme. (Il componente scafatese della redazione ritiene che esiste un solo canarino ed è quello della gloriosa Scafatese).

Vidal, voto 8: prima vera partita in campionato, segna due gol ed è il padrone incontrastato del centrocampo. Il Pajetta della Juventus targata Allegri.

Ferrero, voto 8: scendi in campo e t’inchini di fronte ai tifosi della Samp. Noi c’inchiniamo dinanzi a te, nuovo idolo del calcio italiano.

Pjanic, voto 9: punizioni così non se ne vedevano da tempo.

Bassolino, voto 9: qualcuno che doveva “scassare” si è scassato. Qualcuno dovrebbe chiedere scusa. Torneranno primavere, lo speriamo per Napoli.

Ryder Cup, voto 10: non siamo amanti del golf ma è l’unica competizione in cui l’Europa si presenta unita con un’unica squadra e sotto un’unica bandiera. 

#volevoilteatro: La Pugna e La Pipa.

La pugna e la pipa

di Daniel Degli Esposti

Calcio e teatro. Antidoti alla noia, pillole di energia, serbatoi di passione; microcosmi paralleli e incapaci di comunicare, sorgenti d’identità sorde alla loro fratellanza, scintille di cultura che chiudono le tribune ai non addetti ai lavori. Il pallone e le maschere crescono in contesti diversi, ma respirano la cultura dei popoli: le giocate e le battute dipingono l’arte sulla scena della storia e segnano le generazioni con la leggiadria selvaggia dell’emozione. Per costruire un ponte fra il prato e il sipario servono tante conoscenze tecniche, l’audacia dei pionieri e una devozione sconfinata per lo sport che ha plasmato il tessuto sociale dell’Europa contemporanea. Trent’anni dopo il trionfo italiano nel Mondiale spagnolo, Alessandro Pilloni e Andrea Santonastaso capiscono che è arrivato il momento di infrangere il tabù: l’avventura del Vècio e dei suoi ventidue “figli” merita di salire su un palcoscenico. L’estate del 1982 offre troppi stimoli per rimanere confinata nell’universo sterile della critica sportiva: le fibrillazioni di un sistema politico che naviga a vista e abbraccia con gioia le sue potenti clientele, le oscillazioni velistiche della stampa, le polemiche, gli scandali… La penna di “Pillo” traccia l’affresco e cuce le voci parossistiche dei giornali in un patchwork esaltante: i vizi eterni dell’Italia subalterna balzano sulla scena insieme ai sorrisi e si agganciano alle rapide movenze di una coppia che incarna lo spirito della sua opera. Andrea e “Pillo” fanno vivere i personaggi con la passione di due ragazzi che ripercorrono l’avventura più bella della loro infanzia sportiva, affiancano alla comicità la devozione per il calcio, filtrano emozioni attraverso il fascino della cultura, alternano schemi e improvvisazione con l’abilità che distingue i professionisti. “La pugna e la pipa” è un viaggio attraverso il tempo: cronache e letture, pagelle e battute, commenti e vissuto. Il pubblico capisce che la scena si avvicina al luogo più intimo della memoria: i giovani di allora ricordano le vibrazioni di una cavalcata magica, riscoprono i profumi dell’estate più strana, rivedono le immagini che li hanno fatti sussultare, si sentono un po’ “figli di Bearzot”; i ragazzi di oggi vivono la magia del calcio attraverso il palco, percorrono i sentieri della cultura popolare, tracciano strade, disegnano viaggi fra i loro ricordi. Il mito scende sulla terra; l’epopea ritorna alla sua dimensione attraverso il sapore del suo quotidiano. La pipa del Vècio e la pugna della Nazionale racchiudono lo spirito dell’impresa, i silenzi di Zoff e l’Urlo di Tardelli proiettano il volo del Bernabeu nella leggenda, la penna di “Pillo” e il volto di Andrea denunciano le ipocrisie, uniscono le generazioni, elevano i pensieri, accarezzano la fantasia. Il ponte tra il pallone e il palco è saldo, la connessione fra i mondi è stabilita, il legame fra le arti è fecondo; il teatro può svelare l’essenza più vera dello sport. La scommessa è vinta: non resta che attendere la prossima sfida, staccare il biglietto per una serata di sogni e riaccendere i ricordi. “La pugna e la pipa”: bastano le parole…   

“La Pugna e La Pipa” Pagina Facebook Ufficiale

Il Pagellone (3a Giornata)

moscaIl Pagellone, terza giornata:

Campionato spezzatino, voto 1: costringe la nostra redazione a lavorare sul serio. Cosa che aborriamo!

Squinzi, voto 1: il presidente di Confindustria, ci dice che il problema degli imprenditori é che non possono assumere una persona a vita. E noi che pensavamo che i problemi di chi fa impresa fossero la burocrazia, la corruzione, i costi dell’energia, la mancanza di infrastrutture, l’accesso al credito, la lentezza della giustizia civile, ecc… Del resto parliamo del capo di una corporazione di capitalisti straccioni, di cosa ci meravigliamo?

ISIS, voto 2: proclamano “Invaderemo Roma”. Sarà una coda sul raccordo anulare che li farà desistere definitivamente.

Ipocrisia italiana, voto 2: strano il paese nel quale – nonostante la libertà di espressione garantita dalla Costituzione – pare sia illegale indossare la maglietta “Speziale libero” (disdicevole, per carità) ma si può occupare un tribunale protestando contro una sentenza e qualche mese dopo essere nominati Ministro degli Interni? Parliamo di Angelino Alfano se non si fosse capito.

Renzi, voto 2: non ci interessa che voglia abolire l’articolo 18, nemmeno che non abbia mantenuto la promessa di pagare i debiti della pubblica amministrazione entro il 21 settembre, ma il fatto che non ci sia arrivata la sua lettera, é una chiara mancanza di rispetto nei nostri confronti.

Brunetta, voto 3: in questo periodo di riforma del lavoro, la stima per Renatino cresce sempre di più.

Tavecchio, voto 3: sarà per sempre il Presidente più stimato.

Thohir, voto 3: bisognerà spiegare al presidente interista che Mazzarri non é coperto dall’articolo 18. Ma anche se lo fosse, il suo licenziamento non sarebbe senza giusta causa.

Verdini, voto 3: il novello costituente colleziona un’altra iscrizione nel registro degli indagati. Tra poco faremo riscrivere la costituzione in outsourcing tra Regina Coeli e Rebibbia.

Vidic, voto 3: espulso all’esordio e assist per Vazquez nel posticipo contro il Palermo. A Milano deve essere arrivato un suo sosia.

Draghi, voto 4: quando volete leggere qualcosa di lapalissiano, prendete una sua intervista.

Michu, voto 4: in quest’anno, iniziato malissimo, i tifosi napoletani rivedono in lui una iattura alla Calderon.

Civati, voto 5: sparito, sembra un pò il Bazzani dei tempi peggiori, lui da una parte, il pallone da un’altra, lui si sbraccia ma i compagni sistematicamente lo ignorano.

Mario Gomez, voto 5: Della Valle sta seriamente pensando a scrivere a “chi l’ha visto?”

Koulibaly, voto 5: un pò come a scuola, il ragazzo è esuberante, s’impegna ma continua a fare errori da matita rossa.

Benitez, voto 5: effetto turn over, si cambia tutta la trequarti offensiva. Il Napoli continua a non segnare e prende gol ad ogni azione che subisce. Lo vedrà il film di Natale?

Sacconi, voto 7: grazie a Renzi, per i renziani, Sacconi é diventato il simbolo del progressismo. Contenti loro…

Pippo Baudo, voto 7: ci manca lui, ci manca la vecchia DC, ci manca il pallone di cuoio bianco e nero.

Florenzi, voto 7: siamo italiani, romanticoni e soprattutto mammoni. Il bacio alla nonna va premiato.

Marchisio, voto 7: il principino bianconero è il motore del centrocampo. Un inizio stagione a grandi livelli.

Garcia, voto 8: complimenti a mister Garcia… per la sua vita privata!

Ferrero, voto 8: suggeriamo alle trasmissioni sportive, un angolo a cura del Presidente della Sampdoria. Idolo!

Kovacic, voto 8: Mazzarri ha trovato il suo Hamsik (a Napoli invece vorrebbero ritrovarlo).

Allegri, voto 8: vincere a San Siro contro la tua ex squadra, allenando la Juve. Un pò come se Bersani fondasse un nuovo partito e battesse Renzi alle prossime elezioni. Nel primo caso parliamo di calcio, nel secondo di fantasia.

San Matteo, patrono di Salerno, voto 8: di solidarietà. Sindaco sceriffo, Vescovo, portatori, Curia, Assessori, Digos, preti, consiglieri comunali e prefetto litigano per stabilire il percorso della processione della statua del Santo. In pubblico, per quasi un’ora. Alla fine il corteo si sdoppia. In effetti, manco la spedizione azzurra ai mondiali in Sudafrica aveva fatto questa figurella.

Lampard, voto 10: ceduto in estate dal Chelsea, fa gol alla sua ex squadra, negando la vittoria agli uomini di Mourinho. Le bandiere conviene tenersele strette.

Il Pagellone (2a Giornata)

moscaIl Pagellone, seconda giornata:

Redazione di Volevoilrigore, voto 1: ritardo ingiustificato nell’uscita di questo pagellone. Pagheremo pegno appena usciranno i nostri gadget.

Gianluca Buonanno, voto 1: l’uomo padano dai mille incarichi è un autentico generatore automatico di puttanate. Con ritmi da scarpa d’oro, rischia di essere lui il vero unico “EuroPirla” di cui parla sempre.

Tavecchio, voto 3: stimatissimo presidente.

Brunetta, voto 3: strano che ancora non abbia detto la sua nella diatriba sull’articolo 18, ci saremo almeno aspettati che proponesse le frustate al posto del reintegro. Renatino sta perdendo colpi. Stessa stima.

Berardi, voto 3: sarà la pressione che gli mette il fatto di giocare con la nuova star della nazionale, ma Berardi sta deludendo le attese che si erano create su di lui. Un po’ come un Civati qualunque

Larrondo, voto 3: non capiamo perché il nostro decimo del calcetto del giovedì sera sia pagato per giocare la domenica col Toro.

Mazzarri, voto 4: pare che si sia lamentato del fatto che Icardi e Wanda Nara non chiameranno la figlia come lui. Inconsolabile.

Napoli, voto 4: hanno trovato un Bardi insuperabile, però ogni tanto sarebbe buono anche non prendere gol nell’unica azione offensiva degli avversari.

Consigli, voto 4: non vorremmo infierire, però ci mettiamo nei panni di chi l’ha schierato titolare al fantacalcio.

Mario Gomez, voto 4: il tedesco ha superato l’infortunio. Siamo sicuri? Per adesso non si nota la differenza.

Higuain, voto 5: caro Pipita, mi raccomando, il prossimo rigore tiralo a mezza altezza sulla tua sinistra. Sei più prevedibile di un vaffa di un grillino.

Nicodemo, voto 6: l’arcigno difensore centrale, ehm scusate, responsabile comunicazione del PD, viene sostituito nella nuova segreteria unitaria. Le sue entrate a gamba tesa ci mancheranno, ma ora almeno non dovrà più cancellare i suoi vecchi tweet.

Enzo Amendola, voto 6: un po’ come Oriali, gioca il mondiale ma nessuno lo ricorda, nella sua Inter però lo promuovono e poi arriva anche il premio dalla nazionale.

Giuditta Pini, voto 6: propone un emendamento, dove le società sportive dovranno pagare i danni al pubblico fatti dai tifosi. Siamo d’accordo. Però vogliamo anche che i politici pagassero i danni fatti dai loro fan sulle nostre bacheche facebook.

Renzi, voto 6,5: non abbiamo ancora capito se è il nostro Thohir o il nostro Florentino Perez. L’importante è che non si ispiri a Berlusconi.

Roma, voto 7: per vincere il campionato ci vuole anche tanta fortuna. La squadra giallorossa da questo punto di vista inizia bene.

Valentina Paris, voto 7: in bocca al lupo per l’incarico in segreteria nazionale del PD, per un’amica affezionata di #volevoilrigore. Siamo sicuri che da buona irpina, come Nando De Napoli, marcherà stretto i gemelli diversi, Serracchiani-Guerini.

Menez, voto 8: forse forse il Milan dopo anni, ha indovinato un grande acquisto. Ps: il gol di tacco è da cineteca.

Kovacic, voto 8: l’Inter ha in casa uno dei talenti più puri del campionato. Speriamo che Mazzarri non ci metta del suo.

Tevez, voto 8: la Juve nonostante Allegri è ancora lì, dove aveva finito l’anno scorso.

Stefan Löfven, voto 8: l’ex capo dei metalmeccanici svedesi sarà il prossimo premier, ora chiudete gli occhi ed immaginate il capo della FIOM come premier.

Pedro Sanchez, voto 8: il bello e impossibile segretario del PSOE fa saltare il “Patto del Tortellino” votando contro Juncker. Genio e Sregolatezza.

Ferrero, voto 8: lo stadio sul mare o in montagna, in barca o sugli sci, sempre al tuo fianco. Idolo!

Icardi, voto 9: il ragazzo inizia a fare gol anche sul prato verde.

Bardi, voto 9: il livornese cresciuto nell’Inter dà un grosso dispiacere a Benitez, potrebbe essere il degno sostituto di Buffon.

Valentini Rossi, voto 10: il “dottore” torna a vincere, ci mancava.

El Compañero Delantero e i sogni del Cile

Carlos Caszely e il fùtbol: la gloria del gol e la forza della ribellione.

caszelydi Daniel Degli Esposti

La primavera delle Ande accarezza il cielo di Santiago: il Cile si specchia nelle sue nuvole barocche, ma le vie della sua capitale sprizzano un’energia diversa. Centinaia di persone fremono nelle piazze e corrono lungo le strade: le urne democratiche preparano un verdetto storico e i canti dei poveri spalancano le porte della Moneda al futuro.

“Venceremos!”

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Il Pagellone (1a Giornata)

 moscaIl Pagellone, prima giornata:

Lazio, voto 2: non vorremmo essere facili profeti di sciagure, ma Lotito merita la retrocessione. Il campo ci darà ragione.

Meloni, voto 2: preferivamo quando nei manifesti c’erano le sue foto photoshoppate e non quelle rubate ad Oliviero Toscani.

Tavecchio, voto 2: amico di Brunetta.

Brunetta, voto 3: campionato nuovo, stessa stima.

Renzi, voto 3: bocciato, il gelato da Grom lo prendono solo i turisti giapponesi.

Giannini, voto 3: speriamo di ricordarci di lei solo per il topless e non per quello che combinerà alla scuola.

Hamsik, voto 4: il capitano del Napoli gioca forse la partita più brutta da quando veste la maglia azzurra.

Bertinotti, voto 4: dopo le sue dichiarazioni, adesso, possiamo dire che è stato il primo dirigente troll della sinistra. Guzzanti aveva capito tutto.

Larrondo, voto 4: l’Inter dovrebbe aumentare lo stipendio al suo miglior difensore dopo la prestazione all’Olimpico, peccato che sia un calciatore del Toro.

Mazzarri, voto 5: inizia il campionato e Mister lamento non ci delude. Se per ogni lamento gli dessero un punto, l’Inter quest’anno vincerebbe lo scudetto.

Manchester United, voto 6: I Red Devils hanno i soldi e non hanno paura di usarli. Ma da grandi poteri (economici) derivano grandi responsabilità. Restiamo in attesa.

Gervinho, voto 7: ha segnato, evento più unico che raro. se inizia a segnare pure lui, per i lupacchiotti è proprio l’anno buono. Romanisti non vi toccate!

Inzaghi, voto 7: complimenti, super Pippo! Continua a leggere